Riflessioni sul femminismo del passato, del presente e del futuro con Rosi Braidotti, Jennifer Guerra e Giorgia Serughetti, al Fem Garden
Il calendario di eventi al Fem Garden di via Rocca ai Fossi 20, si avvicina al giro di boa con un appuntamento, che porta in città alcune delle pensatrici contemporanee più brillanti della scena femminista.
Venerdì 12 giugno alle 18 il Fem Garden ospita Rosi Braidotti, Jennifer Guerra e Giorgia Serughetti, con il loro “Giù le mani dal femminismo” (Rizzoli editore). Questo il punto di vista delle autrici, che verrà discusso durante l’incontro: le destre reazionarie si stanno impossessando di temi e parole che accompagnano da decenni le battaglie femministe, e ne stravolgono il significato. La stessa parola “femminista” è stata svuotata e manipolata, piegata a servire un progetto politico di esclusione delle minoranze e delle alterità, una nuova idea di società e di umanità, in cui nel nome delle donne si invocano razzismo, xenofobia, omotransfobia, guerra.
A esercitare questa espropriazione sono anche donne di destra che hanno raggiunto posizioni apicali nei governi e nelle istituzioni: quelle che “ce l’hanno fatta” – possibilmente da sole – e che sulla base della logica del successo individuale delegittimano le ragioni della battaglia femminista, che non può essere altro che solidale e collettiva. In queste pagine, tre femministe di tre generazioni differenti si mettono in dialogo per ribadire che, pur riconoscendo la forza della pluralità di posizionamenti, correnti e punti di vista, il movimento femminista, con la sua storia passata e i suoi desideri rivolti al futuro, può fondarsi unicamente su giustizia sociale, uguaglianza, solidarietà e cultura della pace. E solo difendendo questi caratteri originari potrà contrastare l’appropriazione da parte delle destre e del capitalismo più sfrenato, continuando ad agire come vera forza trasformativa radicale.
Rosi Braidotti, nata in Italia ma cresciuta in Australia, è filosofa e teorica del femminismo e docente emerita dell’Università di Utrecht. Tra i suoi libri tradotti in italiano: Dissonanze. Le donne e la filosofia contemporanea (La Tartaruga, 1994), Soggetto nomade. Femminismo e crisi della modernità (Donzelli, 1995), Madri, mostri, macchine (Manifestolibri, 1996), Nuovi soggetti nomadi (L. Sassella, 2002), Il postumano. La vita oltre l’individuo, oltre la specie, oltre la morte (DeriveApprodi, 2014). Con Feltrinelli, Metamorfosi. Verso una teoria materialista del divenire (2003). Per Rizzoli ha pubblicato Il ricordo di un sogno (2024), che abbiamo presentato a Ravenna nell’autunno scorso.
Jennifer Guerra è scrittrice e giornalista. I suoi articoli sono apparsi su «La Stampa», «Sette», «L’Espresso» e «The Vision». È autrice di Il corpo elettrico. Il desiderio nel femminismo che verrà(Tlon 2020), Il capitale amoroso. Manifesto per un eros politico e rivoluzionario(Bompiani 2021) e Un’altra donna(Utet 2023). Per Einaudi ha pubblicato Il femminismo non è un brand(2024).
Giorgia Serughetti insegna Filosofia Politica all’Università di Milano-Bicocca. Ha scritto saggi su questioni di genere e teoria politica, con particolare attenzione a democrazia e populismo, fenomeni migratori e movimenti femministi. Abbiamo presentato a Ravenna suoi recenti libri: La società esiste (Laterza 2023) e Potere di altro genere (Donzelli 2024).
L’incontro è promosso dall’Associazione Libere Donne e dalla Associazione Femminile Maschile Plurale. In caso di pioggia, aula magna del Liceo Artistico Nervi Severini, ingresso da via Guaccimanni. L’ingresso è libero e gratuito.

