Teodorico 1500: l’arpa sola di Morgana Rudan indaga la figura del re e dell’uomo
Mercoledì 3 giugno, alle ore 17, la suggestiva cornice della Domus dei Tappeti di Pietra ospita un nuovo appuntamento della rassegna Teodorico 1500, realizzata da La Corelli e RavennAntica nell’ambito della XXXVII edizione del Ravenna Festival. L’iniziativa, volta a rendere omaggio al sovrano ostrogoto che fece di Ravenna la capitale del proprio regno, invita il pubblico a riscoprire l’affascinante figura di Teodorico a 1500 anni dalla sua morte attraverso una serie di appuntamenti per nuclei tematici che intrecciano musica, parole e anche danza.
Tema di questo nuovo incontro Teodorico, il bambino e l’uomo, che indaga la concezione biblica del monarca e la fragilità intrinseca dell’uomo sotto la porpora; il giovane Salomone che chiede il dono dell’ascolto e il sogno di far sedere alla stessa tavola barbaro e romano.
Morgana Rudan all’arpa, con le scritture rarefatte di John Cage e le tensioni sospese di György Ligeti, costruisce un mondo fragile, ancora in formazione.
La selezione musicale è a cura di Jacopo Rivani mentre quella dei testi – che spaziano da fonti antiche a suggestioni poetiche moderne, dalla Bibbia a Omero, da Kafavis a D’Annunzio… – è curata da Francesca Masi, direttrice di RavennAntica; la voce narrante è quella di Marco Montanari. La rassegna è resa possibile dal sostegno di Gruppo Hera.
Di seguito i prossimi appuntamenti in programma: il 10 giugno si esplora il rapporto fra il re ostrogoto e il mare, che tanto profondamente ha segnato la stratificata storia di Ravenna, con le suggestioni dei versi di Omero e delle coreografie di Francescantonia Carletti per Agorà Danza, su musica e live electronics di Gianmaria Tombari. Il mercoledì successivo, il 17 giugno, brani di Sofija Gubaidulina, eseguiti da Vanessa Sinigallia al violoncello, sono la colonna sonora per ricordare la damnatio memoriae che seguì la morte di Teodorico. Al suo Mausoleo, uno degli otto monumenti che compongono lo straordinario Patrimonio dell’Umanità Unesco di Ravenna, è dedicato l’appuntamento del 24 giugno, Una tomba senza re, con il flautista Massimo Ghetti su musiche di Ibert, Debussy e Bozza e versi di D’Annunzio e Cristina Campo.
La rassegna continua anche a luglio, a partire da mercoledì 1, quando il confronto fra Roma e i Goti, i due mondi politici ma anche culturali fra cui il regno di Teodorico fu sospeso, è combinato alla chitarra di Donato D’Antonio, per pagine di Tan Dun e Sylvius Leopold Weiss. Ha una protagonista femminile l’appuntamento dell’8 luglio: alla regina Amalasunta si accosta la figura di Ifigenia, secondo Euripide; il Quartetto vocale Kairos Vox si misura con musiche di Orlando di Lasso. Il 15 luglio, Anna Cortini siede al clavicembalo per Jean-Philippe Rameau per la riflessione Un popolo, due capitali e tante lingue e l’aneddoto di Teodorico illetterato, mentre il 22 luglio Oro e silenzio evoca la luminosità dei mosaici nei colori di versi di Dante, Montale, Merini…e nei brani di Mozart affidati agli archi de La Corelli con Luca Gatti al corno.
L’ultimo appuntamento di questo lungo omaggio a Teodorico non può che essere dedicato alla Memoria che permane: da una parte la consolazione di Boezio, dall’altra pagine di Jan Dismas Zelenka, compositore ceco contemporaneo di Bach; Anna Cortini di nuovo al clavicembalo, con le oboiste Ilaria De Maximy e Maria Chiara Braccalenti e Javier Adrian Gonzalez al fagotto (29 luglio).
Info e prevendite: Biglietteria Teatro Alighieri 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietti 6 Euro

