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Faenza, per Giòchi di Parole, domani Gene Gnocchi presenta “Cosa fare a Faenza quando sei morto”

L'appuntamento fa parte della rassegna a favore di Piccoli Grandi Cuori Onlus in ricordo di Giovanni Santini

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Giovedì 24 novembre alle 20.45, nella sala riunioni del Consorzio di Bonifica in via Castellari, prosegue a Faenza la rassegna GIòCHi di Parole, a favore dei Piccoli Grandi Cuori Onlus in ricordo di Giovanni Santini: appuntamento con Gene Gnocchi e il suo ultimo libro ‘Cosa fare a Faenza quando sei morto‘. Iniziato il 20 ottobre con Giuseppe Giacobazzi, il ciclo di incontri prosegue con una serie di eventi a sostegno di bambini, giovani e adulti, portatori di cardiopatie congenite. Parteciperanno Livia Santini e l’Assessora Claudia Gatta.

Se sei morto, o stai per diventarlo, Faenza è il buen retiro che hai sempre sognato. O almeno così pensa Piero Schivazappa, in arte Rudi Ortolani detto Rudi O’ che, in fuga dal frastuono del mondo, tenta maldestramente di scrollarselo di dosso. Con risultati tragici, in ogni senso: perché anche in mezzo alle piste ciclabili e con il mare in lontananza non c’è modo di sottrarsi al molesto cicaleccio degli indispensabili opinionisti nostrani, delle trasmissioni tv a bassissimo contenuto riflessivo, del frusto discorso politico, degli speciali su Padre Pio e soprattutto delle migliaia di notizie futili vomitate a getto continuo dai mass media.

Attraverso un flusso di coscienza tra la confessione personale e la satira spietata, Gene Gnocchi in queste pagine dipinge un personaggio memorabile: comico, cupo e surreale allo stesso tempo, che sbeffeggia la nostra ossessione per la celebrità, l’ansia di essere à la page e le nostre velleità intellettuali. L’orgia chiassosa dei discorsi pubblici vuoti e ampollosi, degli scandali mediatici e della passività con cui facciamo finta che tutto questo sia normale.
   
La rassegna, che ha il patrocinio del Comune di Faenza, proseguirà il 19 gennaio con Cristiano Cavina, il 23 febbraio con Giorgio Calcaterra e con altre sorprese ancora da svelare.

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