Castel Bolognese. Inaugura la mostra I pilastrini, un segno della religiosità popolare

Dal 7 al 9 dicembre 2018 al Molino Scodellino

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L’Associazione Amici del Mulino Scodellino di Castel Bolognese, in collaborazione con la locale Amministrazione Comunale e l’Ente Ceramica di Faenza, ha promosso ed organizzato una mostra di targhe devozionali intitolata “I pilastrini, un segno della religiosità popolare”. La mostra di targhe devozionali sarà inaugurata venerdì 7 dicembre alle ore 15.00.

La mostra espone targhe in ceramica ed immagini di questa tipica espressione della devozione popolare italiana. Come noto – speiga Rosanna Pasi
presidente dell’associazione Amici del Mulino Scodellino – le edicole votive, più note come pilastrini, sono molto diffuse nelle campagne e nelle colline romagnole. In Romagna, così come nel resto d’Italia, i pilastrini contenenti immagini sacre, poste ad esempio, sui portali delle case e sui muri delle stalle, così come agli incroci delle strade di campagna, o all’ingresso di borghi e villaggi, sono infatti una diretta espressione della tradizione cattolica del nostro Paese.
Per chi apprezza l’arte ceramica la mostra di questi oggetti a carattere religioso, se richiamano uno degli aspetti peculiari della cultura italiana, rimandano altresì ad un mondo agreste, affermatosi successivamente anche nelle aree urbane. Queste ceramiche sono classificate essenzialmente in quattro tipologie: le terracotte, la terracotte dipinte con colori a freddo, le terracotte policrome maiolicate e le terracotte ingobbiate con colori sotto vetrina. A loro volta, tali insiemi sono compresi in due gruppi principali: le targhe con plastificazione policroma a rilievo e le targhe in cui la raffigurazione è dipinta su superficie piana.
Il soggetto principale di queste targhe devozionali è la Madonna. Molte possono essere le ragioni di questa grande devozione, anche di origine ancestrale, perché la cultura contadina identificava la Vergine, per la sua singolare maternità, con la fecondità della terra, alla quale venivano e vengono tuttora rivolte invocazioni di auspicio, protezione e aiuto, i cui nomi si richiamano, sia alla cultura cristiana, che a quella contadina, quali, ad esempio, la Madonna delle Grazie, la Madonna del Fuoco, la Madonna della Salute e la Madonne del Molino, del Granaio, del Fiume, della Neve… Alla Madre di Cristo si affiancano anche altri soggetti, i santi venerati nel territorio, protettori della famiglia e soccorritori dei bisogni di contadini, artigiani, pastori e animali, come, ad esempio, San Giuseppe, Sant’Antonio, San Vincenzo, San Francesco, San Rocco e molti altri ancora…
Le targhe devozionali sono esposte all’aperto, come ricordato, in pilastrini, nicchie, tabernacoli, oppure sono inserite nel muro di case, opifici, strade e costituiscono un grande patrimonio, ma anche un documento antropologico di grande importanza.

La mostra, allestita al Molino Scodellino (via Canale, 7) di Castel Bolognese, sarà inaugurata venerdì 7 dicembre 2018 alle ore 15, alla presenza di Rosanna Pasi, presidente dell’associazione Amici del Mulino Scodellino, di Giovanni Morini, assessore alla Cultura del Comune di Castel Bolognese, e di Massimo Isola, vicesindaco di Faenza e presidente dell’Ente Ceramica di Faenza.

Resterà aperta per tre giorni: venerdì 7 dicembre, fino alle 18.00; sabato 8 e domenica 9 dicembre, dalle ore 10.00 alle 18.00.

 

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