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Elezioni regionali 2020. Parla Andrea Liverani capolista della Lega in provincia di Ravenna

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Comunque vada, che vinca il centrodestra o che torni a prevalere il centrosinistra, secondo numerosi e autorevoli pareri, Andrea Liverani manterrà il seggio nell’Assemblea Regionale dell’Emilia-Romagna. Il 39enne segretario comunale di Faenza della Lega è capolista del Carroccio nella circoscrizione di Ravenna ed è impegnato al massimo nel suo “giro ciclistico” a tappe nella provincia per dare una mano a Lucia Borgonzoni affinché sia eletta presidente della Regione nella notte fra domenica 26 e lunedì 27 gennaio.

L’INTERVISTA

Dai 9 ai 25 anni lei Andrea Liverani si è dato completamente al ciclismo, vincendo più di cento gare, tre titoli italiani su pista e uno su strada a cronometro, e ha partecipato nel 2002 con la Nazionale ai campionati europei e mondiali. Rimanendo in tema, nello sprint fra Borgonzoni e Bonaccini, sulla linea del traguardo chi vincerà?

“Sarò eccessivamente positivo, ma sono convinto che il 26 gennaio Lucia ce la farà. Di questo giro ho effettuato 11 tappe, me ne mancano 7; mi diverto ad andare in bicicletta e mi piace incontrare le persone, che apprezzano, anche perché è un modo diverso di fare campagna elettorale: tanti vanno col camper, col treno… Io ho cambiato, riprendendo la bici che in passato mi ha dato tante soddisfazioni come ciclista che ha sfiorato il professionismo”.

A proposito di mobilità in provincia di Ravenna, la Lega sta criticando da anni il “sistema” dei trasporti locale e regionale.

“Il nostro è un territorio dove è complicato spostarsi agevolmente con i mezzi pubblici: per andare da Casola Valsenio a Ravenna ci vogliono tempo e pazienza. Il Pd non ha fatto nulla per migliorare la situazione, non ci ha mai provato. Fra i nostri propositi, c’è anche quello di potenziare il collegamento ferroviario tra Ravenna e Firenze, il ‘treno di Dante’, anche per favorire il turismo nell’intera Valle del Lamone. Si dovranno inoltre risolvere le sofferenze dello spostarsi nella Bassa Romagna”.

Come svolgerà il suo lavoro da consigliere regionale in caso di successo del centrodestra o di conferma del centrosinistra?

“Dato che io vedo positivo, dai banchi della maggioranza dirò che bisogna mettere le mani sul Sistema Sanitario Regionale. In provincia di Ravenna la giunta attuale ha in programma di effettuare meno investimenti rispetto ad altri territori. Cercherò pertanto di fare in modo che cresca la spesa sanitaria per l’intera area ravennate. Voglio ricordare le mie battaglie a favore della Pediatria, dato che sono stati chiusi troppi ‘punti nascita’; Faenza nel 2015 e poi Lugo sono stati a rischio. Questi sono punti fondamentali in ambito sanitario, ma non dimentico certo che le liste d’attesa per fruire di visite ambulatoriali e di esami strumentali sono lunghissime: ad esempio, settimane per una gastroscopia, quattro mesi per un ‘holter cardiaco’. Bonaccini dice che tutto va bene, ma forse andrà bene a Bologna, forse non è mai venuto in provincia di Ravenna, anzi è venuto a fare un giro in piazza a Faenza: c’erano trenta persone poi se n’è andato, ma non è andato a vedere i problemi. È venuto a inaugurare il nuovo Pronto Soccorso di Faenza, però ricordiamoci che per costruirlo ci sono voluti anni: è stato inaugurato ma non è entrato subito in funzione, bensì dopo un mese e mezzo e mi viene riferito che il personale è sotto organico. Bisogna dare delle sicurezze ai cittadini, non si può fare vedere che tutto va bene sotto campagna elettorale”.

La realizzazione dell’Ausl della Romagna, la cosiddetta Area Vasta, è considerata dalla Giunta Bonaccini uscente un sistema efficiente che offre garanzie alla popolazione. Le che ne pensa?

“Vengono svuotati gli ospedali di Lugo e di Faenza per portare tutto a Ravenna, dimenticando che ci sono persone che vengono a Faenza da Casola Valsenio, Marradi, Tredozio: sono già distanze notevoli per chi non sta bene, spedirle a Ravenna significa sfiorare i cento chilometri. Per un parto problematico nel cuore della notte a Casola Valsenio, il 118 manda un’ambulanza da Faenza per condurre la partoriente a Ravenna: è accettabile? Ecco ciò che ne penso.”

Trasporti pubblici e sanità sono dunque al centro dell’attenzione di Andrea Liverani che è nato a Faenza e da sempre vive a Reda. Perciò parliamo di agricoltura.

“Reda è una grossa frazione e siamo in campagna: non dimentico certo i problemi dell’agricoltura che sono tanti e la Regione deve occuparsi di risolverli, non certo di crearne di nuovi. La circonvallazione a Castel Bolognese è un’opera da realizzare, ma per come ha proceduto il Pd con i suoi alleati, ossia senza cercare un percorso alternativo intelligente, andranno distrutte venticinque aziende agricole. Si sono sprecate le promesse ma alla fine è arrivato Bonaccini che ha detto che va bene fatta così, quindi senza pensare alle aziende agricole. Il possibile casello autostradale Castel Bolognese-Solarolo è stato promesso a più riprese da anni, anche dal presidente Bonaccini, ma una volta promesso in campagna elettorale che succede? Si è fermato alle promesse anche il progetto di aumentare la profondità del fondale del porto di Ravenna per migliorare l’attracco delle navi (il bando per il Progetto Hub Portuale Ravenna è stato presentato il 22 novembre, ndr). In tema di infrastrutture il mio pensiero va anche alla futura stazione delle corriere di Faenza, da realizzarsi vicino alla stazione ferroviaria a partire da gennaio, ossia adesso. Non mi sembra che i lavori siano iniziati, non c’è nemmeno il cartello di cantiere. I soldi sono stati stanziati, poi… bisogna muoversi.”

Quindi secondo lei molte parole e pochi fatti?

“Sì. Sono tre stralci di un’opera di rigenerazione urbana, dove è prevista una spesa complessiva di 16 milioni di euro: il primo stralcio vale 800mila euro. Le tematiche sono tante, soprattutto in provincia di Ravenna, dove si è viaggiato solo di promesse: su Bologna magari qualcosina in più sarà stata fatta”.

La rapida visita della scorsa domenica 5 gennaio a Faenza del segretario della Lega Matteo Salvini è sembrata più un gesto di cortesia personale piuttosto che un appuntamento elettorale in un calendario giornaliero già molto intenso, dato che l’ex-ministro si è fermato meno di due ore nel parcheggio di Piazza Martiri della Libertà a scattare “selfie” con i simpatizzanti che gli avevano bloccato l’auto.

“C’è un bel legame con il nostro leader che da queste parti viene con piacere: l’ho voluto fortemente perché ci tenevo a fargli conoscere quella grande manifestazione che è la Nott de Bisò; non siamo riusciti a fargli vedere Piazza del Popolo con gli stand dei Rioni perché non c’è stato tempo ma abbiamo apprezzato il fatto che sia passato da Faenza. Salvini attira sempre tante persone, ma mi piace ricordare che all’iniziativa che ho organizzato il 7 dicembre a ‘Casa Spadoni’ per lanciare la mia campagna elettorale sono arrivati più di 300 simpatizzanti al punto che la sala non ne conteneva più. Da qui si vede la voglia di cambiamento che c’è nell’aria perché i cittadini sono stanchi della sinistra: cinque anni fa sarebbe stato impensabile radunare tanta gente al primo appuntamento”.

Il giorno prima dell’arrivo del senatore Salvini a Faenza si è mobilitato il popolo delle “sardine”, portando per una manifestazione pacifica in Piazza della Libertà tante persone che la Lega non la vogliono proprio in Emilia-Romagna. Che ne pensa?

“Le manifestazioni sono sempre bene accette; io sono favorevole: magari ce ne fossero! E dico anche che se quella manifestazione l’avesse organizzata il Partito Democratico ci sarebbe stata la metà della metà della gente. L’evento non mi incuriosiva e non ho partecipato, però mi è stato riferito che sabato scorso le ‘sardine’, che si dicono lontane dai partiti politici, hanno avuto la presenza del sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi, della consigliera regionale Manuela Rontini, del sindaco di Modigliana Giancarlo Dardi, tre esponenti di primo piano del Pd in zona.”

Le sardine stanno nell’altro campo, come dichiarano, ma senza bandiere di partito. E in piazza possono andare tutti.

“Già, ma mi chiedo pertanto dove sia tutta questa ‘apoliticità’. Mi dispiace molto, inoltre, che Mattia Santori, uno dei fondatori delle ‘sardine’, abbia detto nel discorso che ha tenuto ‘gli abbiamo dato un calcio in faccia che prima di riprendersi ne passa…’ riferito a Salvini. Questo non dovrebbe accadere, perché da parte di Salvini parole come ‘calcio in faccia’ o ‘schiaffoni in faccia’ non le ho mai sentite, anche se Santori ha cercato di attenuare il tutto aggiungendo ‘simbolici’. Sono cose che non si devono dire, nessuno deve permettersi di pronunciarle”.

Liverani - Salvini

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Commenti

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  1. Scritto da jack

    alle prossime elezioni regionali sarei disposto a votar Lega se la candidata firmasse un documento in cui giura che alla prima volta che gli scappa” è tutta colpa di chi ha governato per 50 anni questa regione” si ritira immediatamente con tutta la sua pletora dal panorama politico nazionale.