Bonaccini a Ravenna: ci vogliono imporre il modello lombardo o veneto, io mi tengo l’Emilia-Romagna fotogallery

De Pascale: vincere è un dovere morale verso chi ha reso speciale l'Emilia-Romagna - Zingaretti: Salvini è il migliore a raccontare le paure, il peggiore a governare

Circa 500 persone hanno stipato l’Almagià sabato 18 gennaio per la più importante manifestazione organizzata dal Pd e dalle altre liste della coalizione di centrosinistra a Ravenna in questa lunga e dura campagna elettorale per le elezioni regionali. Doveva essere una dimostrazione di forza per dare entusiasmo e voglia di combattere per la vittoria finale alle truppe che sostengono il “generale” Bonaccini in questa battaglia decisiva, e tale è stata. Con l’ex magazzino dello zolfo in Darsena pieno come un uovo. Fuori piove, è una giornata uggiosa che non invoglia a uscire di casa il sabato sera, ma il popolo del centrosinistra sente l’importanza del momento e decide di rispondere in massa all’appello dei leader. I supporter attendono con pazienza per tre quarti d’ora, prima che giunga con un buon ritardo sul ruolino di marcia il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti e solo quando lui entra si scioglie in un caloroso applauso. Si comincia anche se il candidato Presidente Stefano Bonaccini non è ancora arrivato.

MICHELE DE PASCALE: vincere è un dovere morale verso chi ha reso grande e speciale l’Emilia-Romagna

Apre il Sindaco di Ravenna Michele de Pascale con un discorso a braccio in cui, con forza e calore, fa leva sull’orgoglio dell’essere emiliano-romagnoli, sui valori e la cultura che fanno di questa terra una regione speciale. Chiede a tutti lo sforzo per vincere, parla di “dovere morale” verso chi ha reso grande e speciale l’Emilia-Romagna, per difendere il patrimonio costruito dai padri e preservare la possibilità di futuro per i giovani. Poi attacca la Lega e cita l’ormai famoso vademecum del Carroccio che “suggeriva ai propri candidati di non parlare di Emilia-Romagna se no erano costretti a dire che qui le cose vanno bene” e quindi, aggiunge de Pascale, per questo i leghisti “parlano d’altro”. Attacca la candidata della Lega che “fugge dai confronti” e che “per una parte importante della campagna elettorale è perfino sparita dai radar”: per il Sindaco di Ravenna tutto questo non è rispettoso verso gli emiliano-romagnoli: “non candidi qualcuno e poi lo nascondi”. Ricorda invece che per lui e per gli altri Sindaci Bonaccini è una garanzia, una sicurezza: “l’abbiamo sempre sentito come il Sindaco dell’Emilia-Romagna”.

Mentre il Sindaco sta per concludere l’intervento, fa il suo ingresso in sala Stefano Bonaccini accolto con un fragoroso applauso.

NICOLA ZINGARETTI: Salvini è il migliore a raccontare le paure della gente, il peggiore a governare

Gli elettori del centro sinistra in sala sono già caldi, ma a scaldarli ancora di più ci pensa Nicola Zingaretti con un appassionato discorso. Parla della storia gloriosa di questa regione, una storia che si decide nei prossimi 8 giorni e allora suona la carica affinché tutti siano in campo a combattere per la vittoria. Una vittoria che non si ottiene nei salotti televisivi, ammonisce Zingaretti, “ma stando fra le persone e guardandole negli occhi. Non dall’alto, negli occhi” ribadisce.

E poi aggiunge: “Se guardi le persone negli occhi ti accorgi che hanno paura, che sono incerte per il futuro. Non dobbiamo avere paura di quella paura: dobbiamo saperla leggere e interpretare, dobbiamo dare delle risposte, trovare delle soluzioni per le persone.” E qui Zingaretti sferra il suo attacco alla destra e a Salvini e marca la differenza fra i due campi, perché “la destra si limita a raccontare e alimentare le paure ma non dà risposte”. La sinistra invece è quella che cerca di farsi carico delle paure e di trovare la soluzione, dice il leader Pd. “Salvini – aggiunge alzando il tono – sei il migliore a raccontare le paure della gente, ma sei il peggiore a governare. Ti abbiamo visto all’opera quando sei stato al governo.” Il peggiore per come strumentalizza le paure, dice Zingaretti, per come le usa per dividere le persone, per come semina odio. “Un paese non si regge con la paura. L’odio non è la ricetta per vivere meglio. La cultura dell’odio non costruisce nulla” tuona il segretario del Pd che strappa un fortissimo applauso.

E poi ecco l’attacco sulla crisi aperta dal leader della Lega in agosto: “Salvini è scappato perché stava portando questo paese allo sfascio. Noi abbiamo preso per mano un paese in ginocchio e abbiamo evitato un aumento dell’Iva di 23 miliardi, abbiamo alzato gli stipendi a 16 milioni di dipendenti e abbiamo messo 4 miliardi in più nella sanità pubblica, perché non permetteremo mai che la sanità diventi privata, e funzioni solo per chi ha i soldi.”

Zingaretti chiude tessendo le lodi di Bonaccini e affermando che per difendere gli interessi dell’Emilia-Romagna e per tenere aperta anche la speranza per l’Italia occorre votare per un “grande Presidente di Regione come Stefano Bonaccini, un Presidente di Regione che non prende ordini da nessun segretario di partito, al contrario della controfigura che hanno candidato i nostri avversari.”

STEFANO BONACCINI: se l’Italia assomigliasse di più all’Emilia-Romagna sarebbe un paese migliore

Dopo Zingaretti ha chiuso il Presidente uscente Stefano Bonaccini, che si è battuto a lungo da solo per il raddoppio del mandato in questa campagna elettorale, di fronte all’arrembante campagna della Lega e di Salvini, ma che negli ultimi tempi ha ritrovato attorno a sé forze diverse, non solo il sostegno di sei liste, ma anche quello convinto del suo partito e poi quello delle piazze delle Sardine, che gli hanno dato una bella mano. E lo dice lo stesso Bonaccini quando ricorda che le Sardine hanno mostrato al centrosinistra il coraggio, l’orgoglio, la via “per ritornare nelle piazze”.

Bonaccini attacca Salvini che “finita la campagna elettorale se ne andrà dall’Emilia-Romagna” e non si farà più vedere, come ha fatto in Sardegna: “Ricordate quando aveva promesso che avrebbe risolto il problema del latte dei pastori sardi: ebbene, dopo il voto i sardi non l’hanno più visto” dice.

“Usano l’Emilia-Romagna per altri interessi: non è rispettoso per gli emiliani e i romagnoli.” E a questo proposito aggiunge che alcuni avversari vorrebbero separare Emilia e Romagna, è “la proposta più surreale e più imbecille che abbia mai sentito: così si creano solo due debolezze, non due regioni più forti” dice il Presidente candidato.

Bonaccini snocciola e rivendica con orgoglio i risultati raggiunti dalla Regione Emilia-Romagna durante i suoi cinque anni di governo. Cita i 138 mila posti di lavoro recuperati, il tasso di disoccupazione sceso dal 9 al 5%. Parla della capacità di spendere i fondi europei (al 98%, primi in Italia), parla dell’export pro-capite (ai vertici in Europa), dell’indice di crescita del pil che ha fatto dell’Emilia-Regione la locomotiva d’Italia. Cita i 18,2 milioni di fondi per i comuni per abbattere le rette degli asili e aggiunge che non si accontenta, che vuole investire ancora negli asili perché in campo sociale per i prossimi anni ci sono due urgenze: investire e qualificare nel campo della non autosufficienza, dell’assistenza alla popolazione anziana, e investire per il sostegno alla genitorialità e all’infanzia.

Parla anche delle cose che farà, non solo del passato. Dice che le prime due cose che metterà in atto se sarà rieletto sono rinnovare il patto per il lavoro che ha dato ottimi risultati e fare un patto per il clima, per una svolta ecologica e ambientale. E qui cita la chiusura dell’inceneritore di Ravenna, che è stata “possibile perché abbiamo portato la raccolta differenziata al 70%”. Parla della metropolitana di superficie da realizzare da Cattolica a Comacchio. E poi di cultura, di Dante 2021, della Sanità che deve restare pubblica. “La Lega ci vuole imporre il modello lombardo – dice Bonaccini – che per metà è privato, no grazie, finché ci siamo noi la Sanità dell’Emilia-Romagna rimarrà in gran parte pubblica.”

Attacca la Borgonzoni per la sua ricetta economica avanzata in tv e si scalda: “Ha detto che se vince toglie l’Irap e l’Irpef. Non sa di cosa sta parlando. Non lo può fare. E se lo facesse dovrebbe portare i libri dell’Emilia-Romagna in tribunale oppure dovrebbe chiudere tutti gli ospedali.”

Infine chiude fra gli applausi con una battuta ad effetto che parla all’orgoglio e al senso di appartenenza degli emiliani e dei romagnoli: “Per la sanità ci vogliono imporre il modello lombardo. Per l’economia parlano del modello veneto. Insomma vogliono prendere modelli da fuori. Sapete che c’è, io mi tengo l’Emilia-Romagna. Anzi vi dico che se l’Italia assomigliasse di più all’Emilia-Romagna sarebbe un paese migliore.”

E su questo cala il sipario. Manca una settimana al voto. I giochi non sono fatti. Il Pd e i suoi alleati hanno voluto rinserrare i ranghi, creare entusiasmo e voglia di giocare e vincere la partita per il rush finale decisivo. L’obiettivo fra i 500 dell’Almagià è stato raggiunto. Ma per l’ora della verità, anche loro dovranno aspettare la notte fra il 26 e il 27 gennaio.

Bonaccini Almagià

Commenti

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  1. Scritto da batti

    uniformiamoci a lombardia e veneto,ci sono esempi? SIII formigoni e galan,volete grandi opere come loro,siii,facciamo un grande mose al mare,chiediamo a galan e zaia se ci illuminano sono esperti erano uno presidente e uno vice,sono espertissimi

  2. Scritto da Rusty

    Flat tax al 15%, abolizione IRAP e Irpef regionale. Può essere che il sabato e la domenica a lavorare in ospedale ci debba andare Borgonzoni.

  3. Scritto da Ale

    Aumentato gli stipendi a 16 milioni di italiani?!?

    Io sono sempre nella metà sbagliata evidentemente

  4. Scritto da Patroclo

    @batti: il sindaco di venezia arrestato, di quella epoca..se nn sbaglio era di sx..e gli appalti gestiti dalle cooperative red!! Lei che sa tutto mi stupisce sempre piu’!!

  5. Scritto da Alan

    Mari Italia ….Ravenna…..si informi Batti