Romagna Faentina. Nelle scuole arriva “Formagiovani” per un uso consapevole del digitale

Un ciclo di lezioni e laboratori dedicati all’utilizzo consapevole delle tecnologie digitali e dei social network. Si tratta di Formagiovani, un importante progetto che tra febbraio e marzo vedrà coinvolte venticinque classi prime e otto terze della scuola secondaria di primo grado (scuole medie) della Romagna Faentina, per un totale di 813 alunni/e.
L’iniziativa, che vedrà la partecipazione diretta anche di docenti e genitori degli alunni, è realizzata a cura del servizio Informagiovanidella Romagna faentina, con il supporto di “Psichedigitale” – associazione di promozione sociale impegnata nello studio dell’interazione fra l’uomo e le tecnologie digitali e nel proporre interventi a sostegno della salute psico-fisica nell’intero ciclo di vita – e di Elvis Mazzoni professore associato dell’Università di Bologna, esperto di tecnologie digitali.
Si tratta di un’offerta formativa qualificata resa possibile grazie al finanziamento della Regione Emilia-Romagna per le Politiche Giovanili, riconosciuto per la qualità del progetto presentato dall’Assessorato alle Politiche Giovanili dell’Unione della Romagna faentina.
“Insieme agli assessori di riferimento dei Comuni della Romagna Faentina (Caroli, Merlini, Sangiorgi, Spada e Unibosi) e al servizio Informagiovani – spiega Simona Sangiorgi, assessore alle Politiche educative e Giovanili di Faenza – abbiamo analizzato i bisogni emergenti del territorio attraverso un tavolo di confronto e si sono individuati temi cruciali su cui lavorare, tra cui il cyberbullismo, la promozione di un utilizzo consapevole dei linguaggi digitali, il riconoscimento delle fake news, la promozione di una digital reputation consapevole, la prevenzione sui temi legati a comportamenti devianti nell’utilizzo dei linguaggi digitali. Lo scopo è rendere ragazze e ragazzi più forti e responsabili nel loro agire attraverso il web, sia dal punto di vista sociale che culturale nell’era dei social.”
La proposta progettuale e la metodologia di lavoro, messe a punto e condivise direttamente con gli Istituti Comprensivi, prevede una presentazione al corpo docenti, tre incontri di due ore in classe, tre ore, sempre all’interno della propria classe, in cui ragazzi e le ragazze si attivano come “peer educators” (educatori alla pari) per proporre le attività progettate e, infine, due ore di incontro serale assieme ai genitori di sensibilizzazione sul tema e restituzione del percorso svolto con i ragazzi.