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Faenza, parla Massimo Bosi, primo assessore del M5S: la squadra di Isola funziona, è il primo passo per il “nuovo inizio”

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La sua base operativa è all’ultimo piano dell’edificio che fu la “maternità” in Via Baliatico 3, dove da qualche anno si è trasferito il Comando della Polizia Municipale: dalla finestra del sobrio ufficio si può ammirare il campanile ottagonale di Santa Maria Vetere. Dopo la nomina ad assessore, Massimo Bosi si tiene a stretto contatto con i “vigili urbani” dei quali è l’amministratore di riferimento, in quanto detiene le deleghe a legalità e sicurezza, Polizia Municipale, Protezione Civile, trasparenza, parchi e spazi verdi, diritti degli animali. Bosi è il primo assessore del MoVimento 5 Stelle, che di fatto è ‘entrato in maggioranza’ pochissime settimane prima delle elezioni comunali del 20 e del 21 settembre che hanno visto il successo del sindaco Massimo Isola e del centrosinistra a trazione Pd. Dopo 5 anni di opposizione netta e puntigliosa dai banchi del Consiglio comunale, Bosi e i pentastellati faentini hanno sposato il progetto di Isola per “un nuovo inizio”.

L’INTERVISTA

Ci dica subito cosa devono intendere i faentini per “assessorato alla sicurezza”: che quando escono di casa a piedi nessuno li investe, oppure che sta per concludersi l’epoca dello spaccio di droga negli angoli bui con annessa delinquenza contro le persone e il patrimonio?

“La sicurezza va intesa a 360 gradi: quella che il cittadino vuole quando è per la strada, quando si trova in un parco o in un altro luogo pubblico, ma anche ambientale, nella prevenzione, e poi c’è la sicurezza sanitaria. Per quanto riguarda la “legalità”, dando per scontato che un Comune operi sempre in tale ambito, essa va a completare la sicurezza: è richiesta agli amministratori ed ai loro amministrati.”

Inevitabile l’intreccio con l’operato di magistratura, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza.

“Nel nostro programma di governo della città c’è la creazione di un punto di raccordo tra queste istituzioni: io sto lavorando a tale scopo; ho già incontrato i comandanti locali delle Forze dell’ordine proponendo anzitutto un confronto continuo, periodico, che poi un giorno potrà sfociare in un Comitato secondario locale in stretta collaborazione con il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza.”

È lei, Bosi, l’assessore “alle telecamere” della videosorveglianza pubblica?

“Certamente. Gli eventi attuali ci obbligano a utilizzare il supporto digitale, quindi le telecamere. Il nostro territorio ha una grande copertura: solo in quello del Comune di Faenza se ne contano circa 120, mentre, considerando l’area dell’Unione dei sei Comuni della Romagna Faentina, si arriva ad un paio di centinaia. Queste telecamere hanno un completo approccio effettivo se vi è una centrale operativa adeguata e se vi è un seguito a tutto quello che le telecamere registrano. Il mio obiettivo, che è un altro punto del nostro programma di governo, è quello di creare una centrale operativa che possa seguire tutte le immagini riprese dal sistema di videosorveglianza. Queste telecamere sono già molto utili per rilevare le targhe degli autoveicoli che commettono infrazioni o che provocano incidenti e anche per fare chiarezza sullo svolgimento di episodi spiacevoli: a posteriori si va ad eseguire un controllo delle immagini, con effetti che si sono rivelati positivi e soluzioni a fatti accaduti. Ovviamente con questo sistema si arriva sempre dopo; con la centrale operativa attivata l’obiettivo è di arrivare anche contemporaneamente, o addirittura prima.”

A Faenza manca da sempre la figura dell’operatore, da intendere un agente della Polizia Municipale, che se ne sta seduto davanti a un megaschermo dove compaiono in riquadri e in sequenza le immagini che in quell’istante vengono riprese da tutte le telecamere di videosorveglianza pubblica del territorio faentino. Come ci si può arrivare, data la carenza di organico, che non permette al momento ai Vigili di operare tra l’una di notte e le sette del mattino, a meno che non si organizzino turni di lavoro straordinario?

“Chiaramente occorre personale dedicato: il nostro lavoro va in quella direzione. Le immagini sono nella disponibilità della nostra Polizia Locale e della Polizia di Stato. Questa Amministrazione si sta muovendo per avere coordinamento tra le polizie anche in questo senso: le premesse, dai primi confronti, sono positive, poi ovviamente vanno messe nel dettaglio. Io rispondo per quanto riguarda il Comune di Faenza, mentre a livello di Unione della Romagna Faentina la Polizia locale è in capo al sindaco di Castel Bolognese Luca Della Godenza, il quale ha la delega della sicurezza per tutto il territorio. La Polizia Locale ha il suo personale alle dipendenze dell’Unione, che ha circa 88.000 abitanti, numero che richiederebbe 88 persone in divisa, comandante compreso, come ottimale. I numeri reali sono notoriamente inferiori: dopo un periodo di sofferenza, all’inizio del 2021 dovremmo avere in organico 64-65 unità, che va incontro a 69: è il numero dichiarato utile per un territorio come il nostro.”

Il Corpo di Polizia municipale costituisce una buona parte dei dipendenti dell’Unione: allora perché non è stata assegnata all’assessore Bosi anche la delega al personale?

“Questa, come altre, sono state scelte del sindaco Isola, il quale ha ritenuto opportuno procedere all’assegnazione delle deleghe agli assessori con questo metodo. Voglio sottolineare che all’interno della Giunta comunale tutto si svolge all’insegna di una grande collegialità e in tale sede le deleghe “si sovrappongono”, nel senso che vengono poste tutte in massima condivisione. Non è fondamentale chi ha la delega, ma conta il risultato che si ottiene sul campo.”

Potremmo continuare parlando di “parchi e spazi verdi”, delega che avrebbe potuto essere assegnata all’assessora Milena Barzagli la quale si occupa di Lavori pubblici, oppure all’assessore all’Ambiente Luca Ortolani.

“Oltre a quanto ho spiegato poco fa, c’è da tenere presente che parchi e spazi verdi sono soggetti da tempo a problematiche di sicurezza, quindi si è voluto dare un filo conduttore alla qualità e alla gestione dei parchi comprendendoli anche dal punto di vista della sicurezza, sotto tutti gli aspetti e non solo sul piano della microcriminalità. Fermo restando che la manutenzione del verde pubblico comunale continua ad occuparsi l’Ufficio Giardini sotto la responsabilità di Marco Valtieri nell’ambito del Settore Lavori pubblici diretto dall’ingegner Patrizia Barchi. L’Ufficio Giardini fa riferimento a me, che mi confronto naturalmente con Valtieri e con l’ingegner Barchi e ovviamente col dottor Vasco Talenti, comandante della Polizia municipale e col dottor Angelini, dirigente del Settore Territorio, che ricade tra le deleghe dell’assessore Ortolani.”

L’istituzione delle delega ai diritti degli animali è stata accolta con favore da più parti: come si esplica da parte dell’assessore competente?

“Può sembrare banale, ma per il nostro territorio si intende la gestione del canile, del randagismo dei gatti, delle problematiche create dai piccioni, dai ratti. Vanno affrontate, e c’è una persona dedicata del nostro Comune che segue diversi progetti tra cui le convenzioni con l’Ente Nazionale Protezione Animali per quanto riguarda cani e canile nonché rifugio felino, oltre al discorso della prevenzione e della gestione della problematica delle zanzare e dei piccioni, ma anche con il coinvolgimento del Ceas (Centro animali selvatici di Via Convertite), che si occupa della campagna antizanzare. Siamo sempre nell’ambito di quel “giro” di deleghe che coinvolge diversi assessori.”

Facendo una battuta di spirito, di qui a far capire alla cittadinanza che anche le zanzare e i ratti hanno dei diritti ce ne corre…

“No, no… siamo nel campo della gestione ambientale: non è questione di “diritti degli animali” ma della gestione delle disinfestazioni e dei relativi controlli. “Diritti degli animali” non vuol dire solo difendere l’animale, ma anche fare in modo che sul territorio ci sia la sicurezza sanitaria che potrebbe venire meno con la diffusione di questi insetti, di questi roditori e dei piccioni per quanto riguarda le loro deiezioni. Negli ultimi mesi caratterizzati dal confinamento causato dal Coronavirus si è registrato un forte ritorno di questi uccelli, che si sono reimpossessati di certi loro spazi abituali, come si può notare sotto i portici delle piazze centrali.”

Un impegno importante riguarda la delega alla Protezione Civile: come è stato l’approccio locale a questa struttura di cui l’Italia non può fare a meno?

“Preciso che la responsabilità è per legge sempre in capo al Sindaco, il quale ha conferito la delega per la gestione quotidiana. Io fungo da fiduciario, da “dirigente”. Faenza si è dotata, a conclusione di un percorso ben definito, di un Piano di Protezione Civile proprio nel 2020 ed ovviamente ora serve darvi seguito, tenendo conto di tutte le emergenze che si hanno continuamente, perché adesso c’è l’emergenza Covid-19 che ci fa rapportare con tutti i volontari per varie situazioni, ma potrebbero verificarsi parecchi eventi straordinari sotto il profilo ambientale, quindi l’attenzione della Protezione Civile è sempre la prima: voglio ricordare l’incendio a Monte Battaglia nel casolano della scorsa estate dove il supporto dei volontari della Protezione Civile faentina è stato fondamentale. Altra cosa importante è dare seguito alla sede del presidio provinciale che deve essere attuato a Faenza in Via Celle 65, zona campo cross, dove si trova il capannone dell’ex mobilificio “R.B. Salotti”, acquisito dal Comune: a tutt’oggi i lavori non sono iniziati, quindi qui vi sarà un impegno concreto per fare in modo che a breve tutto quello che si è programmato in questi ultimi due anni con la collaborazione e il finanziamento da parte della Regione Emilia-Romagna vada a compimento. Questo è un grande sforzo che il Comune di Faenza deve proprio fare. Nel pomeriggio di giovedì scorso, con i tecnici comunali, abbiamo avuto una riunione con il dottor Marco Bacchini, responsabile della Protezione Civile regionale, al quale abbiamo presentato tutte le date e tutti gli “step” per la risistemazione del capannone e dell’area circostante.”

Concludiamo con un po’ di politica. Caso Faenza a parte, se non ci fosse l’emergenza sanitaria, saremmo in campagna elettorale per elezioni anticipate a primavera?

“Io non ho questa visione, perché vedo che poi in fondo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta facendo un ottimo, continuo, un lavoro di mediazione e di collegialità. Quindi il fatto della campagna elettorale imminente lo vedo solo come una retorica, una ridondanza da parte delle opposizioni e da parte di chi magari ritiene l’argomento utile per apparire tutti i giorni sugli organi d’informazione: argomento che però nei fondamenti mi pare che non ci sia, anche perché prima occorre avere una legge elettorale adeguata con la risistemazione dei Collegi.”

Come va con la squadra del sindaco Massimo Isola?

“Molto bene: ci sono collaborazione e collegialità, con un grande impegno da parte di tutti e questo, mi auguro, che sia l’incentivo per fare quel “nuovo inizio” che tanto abbiamo portato avanti in campagna elettorale.”

Massimo Bosi

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