A Lugo la conferenza di Emilia-Romagna Coraggiosa con il Ministro alla Salute Roberto Speranza

Si è svolta a Lugo, presso l’hotel Ala d’Oro, una conferenza stampa aperta al pubblico a cura della Lista Emilia-Romagna Coraggiosa, con la partecipazione del Ministro della Salute, On. Roberto Speranza. Nel corso dell’incontro sono state illustrate al Ministro “le condizioni di difficoltà – dichiarano da Emilia Romagna Coraggiosa – che si sono venute a creare in ambito locale a causa dell’elevato turn over dei medici, con la reiterata necessità di incaricare medici non specialisti al fine di garantire il servizio. Ciò nel contesto della cronica insufficienza di personale, che grava in particolare sul Pronto Soccorso e sul reparto di Medicina Generale, oltreché in modo orizzontale su tutti i reparti.”

“Il combinarsi dell’insieme di queste criticità –  affermano dalla lista  – compromette l’attrattività del Presidio Ospedaliero lughese verso le migliori competenze e ciò ha determinato anche le dimissioni di alcuni professionisti di chiara fama. A queste problematicità non è possibile far fronte abusando della grande abnegazione e spirito di servizio del personale medico e infermieristico, che pure in tanti anni ha dato straordinaria prova di sé. Fermo restanti l’attuale dislocazione delle alte specializzazioni nell’ambito della USL di Romagna, il Presidio Ospedaliero di Lugo merita la valorizzazione di quelle che tuttora esprime. La vocazione del Presidio Ospedaliero della Bassa Romagna è quella di Ospedale di prossimità: un nosocomio al servizio di una popolazione residente di 102.658 abitanti, con i più elevati tassi di invecchiamento della Regione e conseguenti forti specificità epidemiologiche. La lista Emilia Romagna coraggiosa conferma la propria fedeltà ai principi della Riforma Sanitaria del 1978,che affermò l’universalismo dell’accesso al diritto alla salute e alla cura, fondando la strategia della deospedalizzazione e affidando ai servizi territoriali il compito specifico della prevenzione e cura delle cronicità. La piena implementazione di questi servizi resta una priorità per il Distretto sanitario della Bassa Romagna. Ma contrapporre Ospedale a Servizi territoriali sarebbe un errore perché le migliori potenzialità di entrambi si ottengono mettendo in sinergia le migliori competenze della prevenzione e del trattamento per acuti. In tale contesto Emilia Romagna coraggiosa ritiene paradigmatico, per una politica di rilancio della sanità pubblica, l’impegno a conseguire livelli di eccellenza negli H periferici com’è Lugo, con funzioni di prossimità, in rete con i nuovi traguardi fissati per lo sviluppo dei servizi territoriali. Spetta ora alla Regione e al governodell’Ausl di Romagna, nell’ambito delle maggiori risorse di personale e mezzi resi disponibili dal Governo Nazionale, reperire la dotazione necessaria a sostenere un tale programma. Il Ministro Speranza ha affermato che il governo ha avviato una profonda revisione dei criteri di programmazione della spesa, finora basati sui parametri della spesa storica e su tagli lineari.”

“Ora un primo elemento di svolta viene dalla maggiore dotazione del fondo per la sanità per 2 miliardi, accompagnato dall’autorizzazione alle Regioni ad incrementare i trasferimenti con risorse proprie per il 15%, ciò che determina un aumento di capacità di spesa regionale di 6 volte rispetto agli standard vigenti fino all’anno precedente. A ciò va aggiunto il finanziamento per ulteriori 2 miliardi per gli investimenti strutturali. Altri provvedimenti attivano la possibilità dell’assunzione di medici specializzandi del terzo anno, la possibilità di posticipare su base volontaria il pensionamento dei medici fino ai 70 anni, il finanziamento per l’acquisizione di apparecchiature diagnostiche di primo livello per i medici di base, oltre che l’implementazione di nuovi servizi diagnostici per le stesse farmacie. In specifico una delle emergenze del momento è quella di ricongiungere la forbice che si è determinata tra aree urbane e aree periferiche: la marginalizzazione dei servizi di cura in queste ultime, va contro i nuovi bisogni di tutela e protezione delle popolazioni ivi residenti e della componente anziana in particolare. La ricomposizione di queste fratture deve invertire la tendenza a fare dell’accesso alle cure e al diritto alla salute, un ulteriore pesante elemento di diseguaglianza e discriminazione, a favore di una redistribuzione delle opportunità e dei diritti in senso universalistico” concludono da Emilia Romagna Coraggiosa.