L’Altra Emilia Romagna va in assemblea giovedì 18 dicembre in Sala Buzzi a Ravenna

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L’Altra Emilia Romagna va in assemblea giovedì prossimo 18 dicembre, alla sala Buzzi di Ravenna, in via Berlinguer n.11, alle ore 21. All’ordine del giorno l’esigenza di darsi un’organizzazione e degli strumenti per portare direttamente (“in prima persona”) i temi nel quotidiano e nelle istituzioni ed iniziare il lavoro per rovesciare quanto non piace nel funzionamento delle cose pubbliche e private (il “neo-liberismo”, ma non solo quello).

“Ci metteremo a lavorare a modo nostro – spiegano dal comitato l’Altra Emilia Romagna – sempre saldi nelle nostre caratteristiche di metodo e contenuti, assieme a Cristina Quintavalla, candidata Presidente e portavoce AER e a Piergiovanni Alleva, candidato AER eletto in Consiglio Regionale. Coerentemente con il nostro procedere dal basso l’assemblea è aperta e invitiamo a parteciparvi tutte le persone che abbiamo conosciuto durante le nostre due coraggiose avventure elettorali, in maggio e novembre, sia che ci abbiano affiancato in tutto il percorso sia che ne abbiano condiviso solo parte.

L’invito è esteso a tutte le persone che pur non avendo condiviso il nostro cammino si riconoscono nei nostri metodi e contenuti, in poche parole, a tutti quelli che vogliono provare a dare un ALTRO senso e significato alla politica e alle sue pratiche. Siamo all’opposizione della destra e del PD, con le sue politiche di destra, in Europa e in Emilia Romagna e vogliamo esserlo in tutta Italia. Vogliamo salvaguardare i diritti dei lavoratori e promuovere le occasioni di conseguimento di un reddito dignitoso, implementare il livello dei servizi pubblici, arrestando le privatizzazioni, incidendo soprattutto sulla qualità del sistema scolastico.

Per questo eravamo in piazza venerdì, alla manifestazione provinciale di Lugo; i soli con CGIL e UIL a rivendicare sventolando le bandiere dell’Altra Emilia Romagna e dell’Altra Europa l’orgoglio di schierarci con i lavoratori in sciopero. Siamo a disposizione della società civile per portare sia in sede europea che in sede regionale le posizioni che i vari comitati spontaneamente sorti negli ultimi anni sviluppano già nella dimensione locale. Non siamo politici di professione e non ci interessa esserlo. Siamo persone, dalla parte delle persone. Per andare avanti abbiamo bisogno dell’impegno di tanti. Chiunque condivide il progetto è invitato a partecipare”.

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