Querelle Ancarani-Molducci, il consigliere di FI: “Grazie ai colleghi di opposizione”

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“Mi corre l’obbligo di ringraziare i colleghi consiglieri comunali di opposizione che hanno ritenuto di chiedere, in favore del sottoscritto, le scuse da parte del Presidente del Consiglio comunale per avermi definito “cafone ignorante” su un pubblico profilo Facebook a seguito del mio intervento in occasione del consiglio comunale straordinario svoltosi in occasione dell’anniversario della Liberazione di Ravenna” lo dichiara Alberto Ancarani, consigliere comunale di Forza Italia destinatario del commento sul noto social network.
“So che tale presa di posizione generale non era affatto scontata – prosegue Ancarani – proprio per le diverse se”nsibilità presenti su quell’argomento da parte dei diversi gruppi consiliari che fanno parte della minoranza.

“Ed è proprio questo – sottolinea il consigliere – che evidenzia la gravità di quanto successo. Se tutti i gruppi di opposizione, compreso il Movimento 5 Stelle che probabilmente è il più lontano dalla visione che ha Forza Italia sulla lotta partigiana e su tanti altri temi, ritengono di chiedere un atto formale di scuse da parte del Presidente del Consiglio comunale sul modo in cui è stato trattato un consigliere comunale che non ha insultato nessuno ma semplicemente espresso nella più alta sede di rappresentanza dei cittadini del comune, l’opinione degli elettori da lui rappresentati, è perché evidentemente è stato ravvisato, e non per la prima volta, che quel ruolo di garanzia che dovrebbe essere proprio di chi è chiamato a presiedere il consiglio comunale non venga esercitato col necessario distacco dalla parte politica di appartenenza.
Un distacco almeno apparente che ancora di più dovrebbe sussistere da parte di chi detiene un incarico ottenuto all’unanimita’ da tutta l’assemblea consiliare”.

“Tutto questo – fa sapere il consigliere di Forza Italia – per rendere noto che ad oggi, dopo più di una settimana dall’improvvida affermazione, non sono arrivate nè scuse, nè passi indietro. Evidentemente a sbagliare sono coloro che non si sono resi conto che a Ravenna oltre al dogma dell’infallibilità papale vige anche quello dell’infallibilità del Presidente del Consiglio comunale”.

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