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Federazione della Sinistra: se 37.000 disoccupati vi sembran pochi

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La Federazione della Sinistra interviene con una nota sul dato allarmante della disoccupazione in provincia di Ravenna, che ha raggiunto quota 37.000. “E’ questo il numero allarmante dei disoccupati nella Provincia di Ravenna a Novembre 2014, ultima data di rilevazione disponibile e fornito durante la Commissione Provinciale da noi richiesta per verificare l’andamento occupazionale nei nostri territori. – scrive Tiziano Bordoni capogruppo Federazione della Sinistra in Provincia – Un migliaio in più rispetto alla rilevazione del precedente anno. Questo dato non viene attenuato da un modesto aumento delle numero delle assunzioni.” 

 

“Essendo queste rilevate sul numero dei contratti stipulati in un contesto in cui le assunzioni a tempo indeterminato sono ridotte al 6% del totale indicano la probabile reiterazione di contratti a tempo determinato. Basterebbe questo a testimoniare che proporre ulteriore precarietà nei rapporti di lavoro è misura ininfluente agli effetti della crisi ma altamente punitiva nei confronti delle condizioni sociali dei lavoratori nel nostro paese! – continua Bordoni – Ma per rendere più evidente la portata del tracollo occupazionale nella nostra Provincia occorre ricordare che nel 2008 i disoccupati erano 20.000 (ed era già un numero rilevante). Ulteriori dati negativi sono la fortissima flessione della occupazione nel comparto edilizio e che la disoccupazione nella nostra Provincia riguardare per circa il 40% persone che hanno da quaranta anni in su e per un ulteriore 30% persone tra i trenta e i quarant’anni, lavoratori non più considerati giovani ed esclusi anche dai modesti incentivi offerti per occupazione e reimpiego. Contestualmente vanno ad esaurimento gli strumenti di protezione che leggi e contrattazione nel corso degli anni avevano istituito per attenuare l’impatto della disoccupazione di massa. Di questo il paese deve ringraziare la riforma Fornero e i partiti che l’hanno sostenuta, nonché i governi susseguenti che non ne hanno revocato deliberazioni e filosofia.”

 

“La riduzione dell’utilizzo della cassa integrazione (quasi 1.000.000 di ore in meno in un anno) è accompagnata da un aumento di lavoratori che scivolano nella mobilità, proprio nel momento in cui di essa si riduce la durata e viene tolto anche il diritto di prelazione nella riassunzione per questi lavoratori a cui spesso è stato allontanato l’obiettivo pensionistico. I decreti attuativi del “jobs act” si abbatteranno anche nella nostra Provincia su un quadro quindi già duramente provato e rappresenteranno la continuazione di una errata politica che pone l’occupazione e il lavoro nella sbagliata posizione di variabile dipendente e ancella di altri attori e di altri interessi. Questi decreti sono l’ultimo prodotto di una visione che ritiene possibile costruire un futuro per questo paese ampliando la precarietà per molti e il divario sociale. Se uno Stato enuncia nella sua Costituzione di fondarsi sul lavoro, ha il dovere di creare occupazione e di garantirlo ai propri cittadini anche intervenendo sugli altri fattori della produzione se necessario” conclude la nota di Tiziano Bordoni della Federazione della Sinistra.

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