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Manifestazione della Fiom Cgil a Roma: pullman in partenza da Ravenna, Faenza e Lugo

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Partenze anche da Ravenna, Faenza e Lugo per la manifestazione nazionale che la Fiom-Cgil ha organizzato per sabato 28 marzo a Roma per rispondere ai provvedimenti del Governo contenuti nel Jobs Act “che tagliano i diritti dei lavoratori rendendoli più ricattabili e facilitando i licenziamenti”. 

Ai ravennate interessati a partecipare è rivolto l’invito del sindacato a prenotarsi negli uffici della Fiom oppure cliccando sul banner che si trova nella home-page del sito della Cgil Ravenna www.cgilra.it. Per facilitare gli aspetti organizzativi sarebbe opportuno che le adesioni arrivassero entro mercoledì prossimo. Le partenze in pullman sono previste da Ravenna alle 7 dal Cinemacity, da Faenza alle 7 dal piazzale Iemca e da Lugo alle 6.40 dal Hotel Tati.

Ecco le richieste della Fiom al Governo: “Chiediamo poi – si legge in una nota stampa – un maggiore intervento statale in termini di investimenti nei settori strategici delle nostre attività produttive. Senza questo sarà difficile immaginare una ripresa reale dell’occupazione, ma al massimo la trasformazione di contratti già in essere. Il nostro è un paese che oltre ad una crisi economica e sociale corre il rischio anche di una vera e propria crisi democratica. Per questo riteniamo pericolosa l’idea di un governo che anziché cogliere lo spirito della sentenza della Corte costituzionale sulla attuale legge elettorale, si attribuisce il potere di modificare parti consistenti della Costituzione, attribuendo al Parlamento una minore rappresentatività politica di quello che è il paese reale e senza introdurre i giusti contrappesi di garanzia tra i vari poteri. Il tutto in nome di una governabilità che non giustifica la riduzione della sovranità popolare. Il nostro è un paese che ha un grande bisogno di giustizia sociale, ed il sindacato non può rinunciare o non sentire sua questa battaglia. Per questo la manifestazione indetta dalla Fiom per sabato prossimo, vuole essere un occasione per dare voce ai tanti disagi, alla povertà, alla disperazione che tanti lavoratori dipendenti e autonomi sono costretti a vivere in solitudine”.

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