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Ancisi (LpRa): “Il fallimento del primo e unico progetto di Ravenna Digitale”

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Gli info-point di Città digitale o sono stati rimossi e non fanno quel che dovrebbero: a denunciare la situazione è Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna che in una nota stampa scrive: “Il 29 marzo 2013 furono inaugurati dalle autorità comunali, nell’ambito del progetto denominato: “La città a portata di touch”, gli info-point di Città Digitale: sette vetrine di esercizi pubblici nel centro storico che avrebbero fornito informazioni sulla città e i suoi servizi con modalità touch screen”.

Ancisi prosegue ricordando il comunicato ufficiale del servizio e i commenti di assessori e non solo: “Il circuito informativo e interattivo – si leggeva nel comunicato stampa ufficiale – coinvolge piazza del Popolo, via Cavour, via Diaz, piazza Costa, via Ricci e via Mazzini e consente di ricercare e trovare informazioni sia istituzionali che commerciali 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Basta un semplice tocco per avere le news locali e nazionali, o per consultare gli orari di apertura degli uffici comunali e tracciare il percorso per arrivarci o ancora per prenotare un ristorante o un hotel”.

“L’assessore a Ravenna Digitale Cameliani  – ricorda il capogruppo di LpRa – sottolineò “l’importanza dell’iniziativa sotto il profilo della collaborazione tra Comune e privati”, in quanto le vetrine digitali, oltre a presentare le opportunità rivolte ai turisti, avrebbero consentito “anche al Comune di diffondere tramite l’Urp informazioni di pubblica utilità e informazioni su eventi pubblici”.

L’assessore al turismo Corsini, ora promosso in Regione, definì “il progetto un importante passo avanti per una città sempre più smart, grazie alle nuove tecnologie, in linea coi modelli europei”.

Per il coordinatore di Ravenna 2019 Alberto Cassani, le vetrine avrebbero rappresentato “un importante strumento per veicolare le attività lungo il percorso della candidatura di Ravenna a capitale europea della cultura nel 2019”. 

Cinque di queste vetrine interattive, con l’aggiunta di una di Milano Marittima, sono tuttora pubblicizzate sul sito http://www.cittadigitale.info/le-citta/ravenna”.

“Tuttavia – Ancisi arriva la nocciolo della questione – le due in piazza del Popolo e in via Diaz sono state rimosse (in allegato le foto di allora e di oggi) e le altre tre nelle vie Corrado Ricci e Mazzini e in piazza Andrea Costa espongono pressoché totalmente pubblicità commerciale. Si può dunque dire che il progetto sulla “Città a portata di mano”, sicuramente molto valido per le finalità di interesse civico espresse dagli stessi assessori Cameliani e Corsini, sia fallito. Né si può pensare che abbia seguito necessariamente la sorte di Ravenna 2019.

Il prossimo 31 marzo avrà luogo, con invito a tutta la cittadinanza, il primo workshop 2015 dell’Agenda Digitale del Comune di Ravenna, cui ne seguiranno tre negli altrettanti mesi successivi. I temi dell’anno individuati sono: educazione e digitale, il digitale per la mobilità sostenibile e i cosiddetti creativelabs (incubatori, coworking e fablab). Perfetti.

A noi però sembra che, per dare concretezza a queste annuali mobilitazioni di esperti e di popolo interattivamente dialoganti, sia opportuno cominciare con l’approfondire le ragioni del fallimento del primo e unico progetto di Ravenna Digitale concretamente realizzato ad uso non effimero della città stessa, affinché le cause possano essere rimosse e il progetto sia ripristinato, e possibilmente esteso, su basi solide. Chi è mancato all’appello? Poteva il progetto sostenersi esclusivamente sui ricavi pubblicitari dai locali interessati? Al perseguimento delle finalità di interesse generale avrebbero potuto e dovuto concorrere altri soggetti, pubblici e/o istituzionali e/o associativi? Su questi interrogativi, e/o su ogni altro anche più pertinente, l’amministrazione comunale intende promuovere un approfondimento, la ricerca delle risposte e la definizione di soluzioni?”

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