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Fusignani (Pri): “Un referendum per agire sulle criticità costituzionali legate all’Italicum”

Il segretario del Pri Ravenna interviene con una proposta sulla nuova legge elettorale appena approvata

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L’approvazione dell’Italicum rappresenta un passo indietro nell’agibilità democratica. Infatti, quando il ricorso alla fiducia viene esteso alle votazioni che interessano Leggi come quella elettorale, allora diviene difficile non esprimere preocupazioni per una deriva decisionista che mal si concilia con lo spirito della nostra Costituzione.

La legge elettorale, infatti, definisce le regole della rappresentanza democratica e, come tale, deve vedere il Parlamento, cioè lo strumento democratico cui costituzionalmente è demandata la sovranità popolare, libero di esprimersi senza alcun bavaglio, men che meno imposto dall’Esecutivo. Scoprendo così che questo Parlamento, già ritenuto incostituzionale, opera anche in regime di sovranità limitata, diviene difficile non chiedersi se lo stesso abbia, moralmente ancor prima che polticamente, la legittimazione necessaria per occuparsi di riscrive le regole della convivenza civile sancite dalla stessa Costituzione.
Se in questi ultimi 4 anni e mezzo abbiamo cambiato 4 Presidenti del Consiglio c’è una reale esigenza di governabilità; tuttavia non capisco perché la si debba garantire sacrificando principi cardine del vivere civile e con un metodo non conciliabile con la natura democratica delle istituzioni paralmentari.
Non mi stupiscono né il rientro della minacciata rivoluzione di molti deputati del PD né tantomeno le dichiarazioni di facciata di Forza Italia: quello che stupisce, invece, è il perdurante e incomprensibile silenzio del PRI nazionale su questo tema, e la sua totale scomparsa dai media mentre si viola l’equilibrio democratico del Paese. Come Repubblicani, infatti, appartenenti a quel partito della “Democrazia senza aggettivi”, come Giovanni Spadolini amava definire il PRI, non possiamo continuare a tacere su riforme istituzionali e nuova legge elettorale. Per questo, proporrò che siano i Repubblicani di Ravenna a prendere posizione, dichiarando fin d’ora che, a promulgazione avvenuta, la federazione ravennate farà la sua battaglia in ogni sede, nella consapevolezza che non sarà affatto facile proporre l’abrogazione dell’Italicum. La clausola di salvaguardia, infatti, ne prevede l’entrata in vigore dal 1° luglio del 2016. Pertanto, se si andasse a votare prima, si utilizerebbe il Porcellum, così com’è stato modificato dalla Corte Costituzionale che ha cercato di assicurare governabilità e garanzia di rappresentanza. Il referendum, qualora fosse proposto, dovrebbe agire sulle criticità costituzionali, ma garantire fin da subito un sistema elettorale applicabile perché non ci si ritrovi nel vuoto giuridico o, peggio, nel blocco di funzionalità che sarebbe un guaio peggiore e determinerebbe la totale delegittimazione del sistema politico. Una responsabilità che i Repubblicani non possono assumere. Per questo vigileremo affinché, la cura non sia peggiore del male e valuteremo sull’opportunità e nel merito il quesito referendario.
Eugenio Fusignani Segretario PRI Ravenna

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