Consiglio territoriale di S. Alberto, è scontro tra il presidente Venturi e il consigliere Dalmonte

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Botta e risposta in questi giorni tra il presidente del consiglio territoriale Area 4 – S. Alberto Massimiliano Venturi e il consigliere territoriale Enzo Dalmonte. Quest’ultimo definisce la replica di Venturi alla sua nota di apprezzamento per il raddoppio degli ambulatori di medicina di base nella località, “livida di bassi apprezzamenti” ai quali risponde punto per punto.

“Sono stato eletto in questo consiglio come consigliere dell’Italia dei Valori – afferma Dalmonte -, nei principi fondanti del cui partito nazionale credo tuttora, senza che questo mi impedisca a livello locale di credere in Lista per Ravenna e senza che questo crei alcuna incompatibilità, trattandosi di una lista civica che non dà tessere né richiede adesioni e accetta collaborazioni a prescindere in quale o nessun partito le persone si riconoscano. Quando mi esprimo come consigliere territoriale mi presento come tale; diversamente – come nel caso in discussione ed ora – mi presento come Lista per Ravenna, senza peraltro esibire cariche. L’ultimo a cui devo spiegarlo è un presidente di consiglio territoriale che predica conformità di schieramento politico tra questo strumento di partecipazione e il consiglio comunale, avvilendo il senso di esistere dei consigli territoriali, se non come cassa di risonanza del partito padrone di Ravenna, al cui servizio cortigiano e interessato egli si pone. Gli ricordo comunque che nel consiglio di Sant’Alberto io gli sono stato sempre alla sua opposizione”.

Alla accusa di avere poco presenziato alle riunione del consiglio territoriale, Dalmonte risponde: “Le mie molte assenze dalle sedute del consiglio di Sant’Alberto potrebbero già essere giustificate dal fatto che Venturi stesso lo ha ridotto al vuoto di pensiero e di espressione, per cui non varrebbe nemmeno la pena di offrirgli la presenza, fermo restando di non dargli la soddisfazione di liberarsi di un consigliere non allineato; bensì anche dall’imposizione, per sue ragioni di burattinaio di esclusiva professione, congruamente supportato dai Comuni di Ravenna (centro giovanile Valtorto) e di Comacchio (“Comacchio a teatro”), di convocarlo all’assurdo orario delle 19.30, da me sempre contestato per i miei impedimenti professionali, anziché a quello canonico delle 20.30/21.00. Ma la sua accusa è addirittura ignobile perché non tiene conto che io ho dovuto e voluto assistere a lungo di persona mia madre, allettata e totalmente non autosufficiente, nella fase terminale della sua vita”.

“In quanto poi a quella che avrebbe dovuto essere la sostanza della sua “smentita”, depurata dalle insulse battute derisorie alla persona, stile linguaggio dei burattini – continua senza mezzi termini Dalmonte -, mentre confermo interamente le mie note precedenti su cui inutilmente si autocompiace di dilungarsi, il lettore può giudicare, riguardo al tema in discussione degli ambulatori, la seguente inoppugnabile realtà. Un anno fa, in seguito ad uno spiacevole episodio accaduto negli ambulatori di Sant’Alberto, inoltrai un esposto al presidente Venturi affinché verificasse: “se l’ambulatorio unico e relativo parcheggio a servizio delle popolazioni di Sant’Alberto e Mandriole fosse idoneo alle sue funzioni dai punti di vista sanitario e urbanistico, e comunque se, da parte dell’AUSL, fosse ritenuto adeguato al carico di pazienti; quali provvedimenti l’autorità competente intendesse adottare per colmarne le inadeguatezze, a beneficio della salute dei pazienti e delle condizioni di lavoro dei medici”. Venturi negò totalmente il problema, producendo le seguenti “correzioni” marginali al mio testo: “…la sala d’aspetto risulta misurare 18 mq (e non 10), la finestra della sala 2 mq (e non 1). La circolazione dell’aria risulta essere più che garantita, i tre ambulatori (e non uno come sembra) sono di circa 13 mq cadauno…non si sono mai verificati (se non in casi veramente straordinari) assembramenti di utenti con più di una ventina di persone contemporaneamente e nella sala d’attesa sono presenti 11 posti a sedere”. Ma nel mese scorso una petizione di 900 cittadini, indirizzata al Sindaco e all’AUSL, sottoponendo loro i disagi patiti dai santalbertesi sulla medicina di base, sottolineava anche il problema oggettivo dei locali in cui essa viene esercitata, come segue: “Gli spazi non sono assolutamente adatti a sostenere i 4100 mutuati presenti sul territorio. In effetti gli spazi dell’ambulatorio sembrano essere veramente risicati. Pochi metri quadrati nei quali si trovano gli studi dei tre medici e una piccola sala d’aspetto con 11 posti a sedere e fuori solo 5 posti auto. Quest’inverno le scene erano di anziani costretti a stare in fila fuori dall’ambulatorio mentre tossivano e fuori nel piazzale c’era la neve. Non si può certo pensare di andare avanti in questo modo””.

“Se l’AUSL ha raccolto il senso della petizione, raddoppiando gli ambulatori, – è il commento conclusivo del consigliere territoriale – è perché ha seguito la voce dei cittadini, non certamente la mosca cocchiera messa dal PD a condurre il consiglio di Sant’Alberto. Ma certamente ha anche dato ragione a chi per primo aveva sollevato il problema”.

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