Comune di Russi e Provincia entrano in Ravenna Holding, l’ok a maggioranza del consiglio comunale

Favorevoli: Pd, Sel, Idv, Pri. Contrari: Fds, Lista per Ravenna, Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Ncd, gruppo misto

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Nella seduta di giovedì scorso il consiglio comunale ha approvato una delibera, presentata dall’assessora a Bilancio e Patrimonio Valentina Morigi, con la quale si avalla un ampliamento della compagine societaria di Ravenna Holding spa, attraverso il conferimento in essa delle partecipazioni detenute dal Comune di Russi e dalla Provincia in Sapir, Romagna Acque, Start Romagna, Tper ed Hera, per un totale di 40.163.770,83 euro.

La delibera è stata approvata con i voti favorevoli di Pd, Sel, Idv, Pri (18 consiglieri); contrari Fds, Lista per Ravenna, Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Ncd, gruppo misto (9 consiglieri).

“Con l’approvazione di questa delibera – ha dichiarato l’assessora Morigi – decidiamo di allargare ulteriormente la compagine societaria della nostra holding patrimoniale, che nasce ormai più di dieci anni fa con un intuito a mio avviso felice della nostra amministrazione di dare vita a una cassaforte delle nostre partecipazioni pubbliche. Questo modello è stato nel corso degli anni imitato e replicato da enti locali della nostra regione e non solo.
Nel corso di questo mandato abbiamo fatto un ragionamento sull’ampliamento della compagine societaria della Holding, che si è concretizzato con l’ingresso dei Comuni di Cervia e Faenza. Oggi andiamo ad estendere ulteriormente questo perimetro anche al Comune di Russi e alla Provincia, a riprova dei risultati positivi raggiunti in questi anni grazie all’organizzazione della Holding, che ha migliorato i rapporti non solo tra le partecipate ma anche tra queste e le amministrazioni socie della stessa.

Ci tengo a sottolineare che discutere di Holding non significa discutere di politiche di gestione dei servizi pubblici locali; la Holding non determina l’indirizzo dei servizi che vengono poi erogati dalle singole società partecipate. Il consiglio comunale continua a svolgere il ruolo che gli compete di indirizzo e controllo sulle politiche di gestione dei servizi.

Quello di cui discutiamo è un contenitore che ha continuato e continuerà a tutelare il patrimonio dei cittadini di Ravenna. Il modello al quale abbiamo dato vita tiene saldamente ferma in mano pubblica il patrimonio dei cittadini e lascia al consiglio comunale l’indirizzo e il controllo.

L’operazione si rivela quindi vantaggiosa sia sotto il profilo dei dividenti che sotto quello del controllo. Ritengo che andrebbe fatta un’ulteriore riflessione sull’allargamento della partecipazione anche ad altri enti locali, non solo della provincia di Ravenna”.

Alberto Ancarani (Forza Italia) ha dichiarato voto contrario “non per quanto attiene il modello Holding quale cassaforte delle partecipazioni detenute dal Comune di Ravenna, ma per quanto riguarda l’ingresso di altri enti. Si continua nell’errore commesso con l’apertura a Cervia e Faenza, perché viene meno il rapporto diretto tra il cittadino elettore bisognoso di servizi e chi quei servizi li governa; è un modo per allontanare la catena di comando dai cittadini”.

Benedetta Lippi (Pd) ha espresso la posizione favorevole del suo gruppo dicendo che “in questi anni abbiamo fatto operazioni molto importanti di razionalizzazione e riduzione dei costi nella Holding, che hanno visto anche l’ingresso di nuovi soci, come ora. Pensiamo che siano operazioni molto lungimiranti e che portino a forti economie di scala e quindi vantaggi dal punto di vista finanziario. Inoltre si condividono sempre più obiettivi strategici di area vasta in settori fondamentali: basti pensare che la Holding diventa azionista di riferimento in Romagna Acque, Start e Sapir”.

Carlo Pezzi (presidente e amministratore delegato di Ravenna Holding) ha indicato gli aspetti fondamentali dell’operazione complessiva, “che porterà vantaggi economici a tutti gli azionisti a cominciare da quelli che lo sono già”, e sottolineato che “nei meccanismi di governance il Comune di Ravenna manterrà un ruolo forte e di assoluto rilievo. A mio parere la Provincia ha impostato questa operazione in maniera lucida, mettendo in sicurezza anche dal punto di vista territoriale e in una situazione incerta per le Province, le sue partecipazioni in tre società in particolare: Sapir, Romagna Acque e Start, nelle quali la Holding diventa azionista di riferimento, con un ruolo importante nella governance, a tutela dei cittadini del territorio e delle amministrazioni azioniste. Tutto ciò conferisce un valore strategico all’operazione”.

Maurizio Bucci (gruppo misto) ha dichiarato voto sfavorevole in quanto “sono totalmente contrario all’impostazione generale della gestione della Holding, alla quale è stato dato vita per creare posti di potere e costi che gravano sulla collettività. Inoltre i servizi forniti ai cittadini non sono tra i più efficienti, in particolare quelli di Hera; e le società vedono aumentare risultati e dividendi in maniera vertiginosa in virtù di tariffe alte, mentre i cittadini vivono situazioni di grande difficoltà”.

Diego Rubboli (Fds) ha dichiarato voto contrario dicendo: “Non vedo vantaggi per la collettività. In tempi in cui diminuiscono le partecipazioni dell’amministrazione in Hera, che diventa sempre più privata, e si aumentano quelle in Romagna Acque, che è già pubblica al cento per cento, io rimango abbastanza perplesso”.

Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) ha dichiarato voto contrario in quanto (sintesi prodotta dal consigliere) “da quando è nata la Holding il consiglio comunale deve accettare a scatola chiusa qualunque proposta e non ha più alcun potere di indirizzo e controllo in relazione all’erogazione di servizi che rappresentano l’80% di tutti i servizi del Comune rivolti ai cittadini. È una cosa scorretta e nefasta, perché consente il precipitare in una gestione poco trasparente e irrispettosa delle leggi, che in molti casi, tra cui notissimi in negativo quelli sciagurati di Roma, possono sconfinare nel crimine. Non c’è alcun bisogno di avere, in aggiunta ad una selva di società partecipate, un carrozzone che, allontanandole anni luce dal controllo del consiglio comunale, le raggruppa, quasi fosse una multinazionale, in una holding finanziaria che non gestisce nulla se non, spesso biasimevolmente, i dividendi milionari prodotti da un capitale di 400 milioni di euro. L’ampliamento, di cui si discute oggi, dei confini di Ravenna Holding non più solo a Cervia e Faenza, ma a Russi e alla Provincia, ha il senso di una concezione imperialistica dei rapporti tra Ravenna e gli enti locali trattati come satelliti, in nome dello stessa maggioranza politica che li governa attualmente e allo scopo di blindare la gestione dei servizi affidati alle società partecipate anche quando gli elettori di qualcuno di questi enti locali decideranno di mandare a casa il PD”.

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