LE INTERVISTE PRIMA DEL VOTO / Parla Maurizio Bucci candidato Sindaco per La Pigna

"Sono lontano dal PD come partito e come sistema, non tanto da Michele de Pascale come persona. Io sono contro quel sistema che ingessa e blocca Ravenna da più di 40 anni”. Bucci porterà a Palazzo Merlato Claudio Samoré, Galliano Di Marco e Roberto Ticchi

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Quando intervisti Maurizio Bucci devi stare attento ai tempi, perché altrimenti lui tende ad allargarsi, è un fiume in piena che tracima, i paletti travolti dalla passione che mette nelle parole. Lui nella Pigna ci crede e confida di potere fare bene anche il 5 giugno. Ma crede soprattutto che la sua creatura sia un seme per il futuro, un progetto di lungo respiro, che guarda avanti, molto avanti. 

 

La Pigna e Bucci guardano alla creazione di una nuova classe dirigente per una nuova Ravenna, finalmente sbloccata, in cui ci sia alternanza vera fra forze diverse al governo e non lo stesso partito al potere per 40 anni, una Ravenna in cui siano premiati il merito, il talento, la passione non le burocrazie e gli apparati.

La Pigna per ora è piccola, quanto non si sa. Certo non al punto da essere schiacciata e buttata. E così dal voto del 5 giugno potrebbe scaturire anche una sorpresa. Difficile arrivi al ballottaggio. Questo sì. Ma non si sa quanto valga nelle urne. Queste sono elezioni strane, in cui 3 candidati su 5 non sono facilmente valutabili, nessuno sa prevedere che peso possano avere la notte del 5 giugno. Intanto in giro c’è molta delusione e molta voglia di mandare segnali di cambiamento al Palazzo. Resta da vedere se questi segnali arriveranno con il voto o il non voto. E quanto di questo voto andrà poi ai civici della Pigna.

 

Bucci, la sua campagna elettorale è stata lunghissima. Voi della Pigna siete stati praticamente i primi a scendere in campo. Lo avete fatto quando avete capito che gli altri del centro destra stavano per giocarvi un tiro mancino, lasciandovi a piedi? È così?

“In parte sì. I dubbi sui comportamenti degli altri c’erano fin dall’inizio. Poi i dubbi sono diventate certezze. E perciò siamo partiti presto, perché creare una lista civica dal nulla non era facile. E poi io avevo una storia personale di un certo tipo e presentarmi come una novità poteva sembrare strano. Ma tutti sanno che, fin dall’inizio, io ho lavorato per un progetto di alternativa e di alternanza, per un progetto di ampio respiro per creare una nuova classe dirigente. E non dovevo essere io il candidato Sindaco. Poi è toccato a me.”

 

Si è pentito di essere andato da solo, solo contro tutti?

“Assolutamente no. Perché siamo riusciti in poco tempo a fare cose importanti e a tenere bene il campo. All’inizio ci irridevano. Ora devono fare i conti anche con noi.”

 

Ha mai temuto di essere schiacciato o di essere messo fuori gioco?

“All’inizio avevo paura di non riuscire a far passare il mio progetto. Quindi la paura non era tanto quella di essere schiacciato, piuttosto quella di non essere ascoltato e capito.”

 

Lei è stato in ogni caso – vada come vada – uno dei principali animatori di questa campagna elettorale e forse il più brillante nei confronti all’americana. È una questione di cuore e passione come dice sempre lei? O ha imparato a gestirsi dal buon vecchio Berlusconi?

“Ho imparato a gestirmi con il mio lavoro, con il contatto quotidiano con le persone, i clienti, i turisti che vengono nei miei locali. Il rapporto con la gente è fondamentale. La prima cosa importante è sempre quella: devi capire chi hai di fronte, guardarlo negli occhi, entrare in empatia, per cominciare a dialogare, sentire di cosa ha bisogno e come puoi essergli utile. Cosa puoi fare tu per lui e lui per te. Chi fa politica per mestiere queste cose non le può capire e non le impara.”

 

E Berlusconi?

“Io non sono mai stato un berlusconiano doc, vengo da una storia diversa, quella di Alleanza Nazionale, con i suoi principi di meritocrazia, onestà, giustizia. Il passaggio con Berlusconi è stato obbligato, perché per un certo periodo lui è stato l’unico che ha interpretato in questo Paese una speranza di libertà contro il sistema incentrato sul Partito Comunista, poi PDS, DS e PD.”

 

Fra i suoi competitori a chi si sente più vicino politicamente? E a chi più lontano? Insomma, con chi potrebbe allearsi un domani e con chi mai?

“Difficile per me dire a chi mi sento più vicino. Non ho capito molto dei progetti degli altri. Alberghini, per esempio, è una persona corretta, perbene, ma è di un altro mondo rispetto a me e poi deve conciliare Pini e la Lega con Ancisi. Una cosa molto difficile e strana. Difficile anche la strada di Michela Guerra che ha dovuto correre in salita dopo la mancata certificazione dei 5 Stelle.”

 

Insomma non ha affinità particolari con nessuno. Ma da chi si sente più lontano?

“Questo è facile. Dal PD. Dal PD come partito e come sistema, non tanto da Michele de Pascale come persona. Lui ha anche delle qualità, ma rappresenta il sistema, c’è poco da fare. E io sono contro quel sistema che ingessa e blocca Ravenna da più di 40 anni.”

 

Qual è la proposta dei suoi competitori che vorrebbe prendere e fare sua? E quella che boccia senza appello?

“Chi più chi meno, hanno copiato tutti da noi e quindi non c’è nulla negli altri programmi di particolarmente innovativo e interessante.”

 

Ma chi e cosa boccia, allora?

“La proposta di Alberghini sul porto è allucinante. Quella proposta è stata scritta o dettata ad Alberghini da Guido Ottolenghi e dai poteri forti. Su quello Alberghini ha avuto dei pessimi consiglieri e si è mostrato ancora subalterno ai conflitti di interessi che bloccano il porto. Quelli che noi vogliamo tagliare, come del resto voleva fare Di Marco.”

 

La Pigna non è di sinistra e lei non potrebbe dare vita per la sua storia personale a un qualcosa di sinistra… ma allora è di destra? Di centro destra? O semplicemente è altro?

“Destra e sinistra sono schemi mentali superati, finiti. Per esempio, noi parliamo di lotta alle vecchie e nuove povertà ed è un tema caro alla destra sociale ma anche alla vecchia sinistra. Parliamo di economia in chiave liberale e di competizione ma anche la sinistra oramai parla di queste cose. Quello che fa la differenza per davvero è il cercare di liberare la città dagli apparati e dai lacci che ne hanno bloccato la crescita.”

 

Fra gli slogan di questa campagna elettorale con più presa c’è il vostro “Immagina Ravenna senza il PD”. Per lei sarebbe un sogno, per altri un incubo…

“Per tutti quelli che vivono nell’apparato sarebbe un vero incubo. Noi la nostra campagna elettorale ce la siamo fatta in casa. Il PD ha speso un sacco di soldi per una campagna Immagina Ravenna che poi s’è fermata lì. Immagina Ravenna andava bene ma poi non hanno detto come la immaginavano. Come fosse un discorso interrotto sul più bello. Per cui noi ci abbiamo giocato sopra, facilmente, con lo slogan Immagina Ravenna senza il PD che è rimasto nella testa della gente.”

 

Lei è stato il più duro in questa campagna elettorale contro il vecchio apparato di potere PD e ha sparato a palle incatenate contro il sistema, sul porto, sulla cultura, sui rifiuti, sul poltronificio, ha fatto cifre, nomi e cognomi… ma il sistema non ha fatto una piega. Si aspettava la reazione del muro di gomma o qualcosa di diverso?

“Assolutamente. Una parte della città purtroppo è rassegnata. La rassegnazione è entrata nel dna di una parte dei ravennati. Rassegnati a una pesssima qualità. Rassegnati a chinare la testa. Rassegnati ad accettare un brutto andazzo. La sola cosa che fanno è poi lamentarsi al bar o dove non conta. Noi invece abbiamo detto le cose come stanno, noi no, noi non ci rassegniamo.”

 

Come voterà nel referendum di ottobre sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi?

“Non ho deciso. Ora mi concentro su Ravenna. Sul referendum vedremo.”

 

Quali sono i tre punti forti del vostro programma?

“Lotta al degrado e per la sicurezza, sicuramente è il primo punto. Perchè questa città è stata lasciata a se stessa da questo punto di vista, tanti cittadini si sentono indifesi e molte aree sono nel degrado. Il secondo punto è quello di rimettere in moto il sistema, l’economia, la crescita e noi lo vogliamo fare immettendo liquidità nel sistema economico, attraverso la vendita delle azioni del Comune in alcune partecipate, come Hera o Sapir. Questo vuol dire far ripartire l’economia e le opere pubbliche e tagliare allo stesso tempo il poltronificio, un altro dei mali di Ravenna. Il terzo punto è rappresentato dalle politiche di sostegno alla famiglia, famiglia composta da uomo e donna, famiglia che va aiutata soprattutto quando ci sono dei figli e se non ce la fa a tirare avanti.” 

 

Lei vuole vendere le partecipazioni del Comune di Ravenna in Sapir, Hera, Farmacie, Aser, Azimut. Lo ha appena detto. Il valore stimato di queste cessioni sfiora i 240 milioni di euro che, sommato all’importo non speso per il patto di stabilità di 60 milioni di euro, porta il tutto a circa 300 milioni di euro. Cosa farà da Sindaco, per Ravenna, contando su questo bel gruzzolo?

“Aggiungo che potremmo accedere anche a finanziamenti europei e la cifra complessiva degli investimenti potrebbe così arrivare a circa 400-500 milioni di euro. Con questi soldi cominciamo a fare le opere pubbliche fondamentali, per esempio per la mobilità. Il nostro progetto prevede la creazione di 2.000 posti auto, con 4 grandi parcheggi scambiatori nei 4 punti cardinali della città. Sarebbe un progetto simile a quello di Firenze, che tiene le auto fuori dal centro, dove il centro storico diventa più vivibile e raggiungibile solo con mezzi elettrici. Poi dobbiamo fare le opere che servono per collegare meglio Ravenna con Firenze, Venezia, Bologna, perchè la nostra città diventa una città veramente turistica solamente se è raggiungibile dai turisti. Il terzo punto riguarda gli aiuti alle famiglie: vogliamo creare un Punto di Ascolto per le Famiglie e dare aiuti concreti alle famiglie, garantendo una soglia di reddito minimo di 6.500 euro alle famiglie meno abbienti.”

 

Mi indichi tre persone che avete scelto per la squadra di governo se dovesse vincere le elezioni. E mi indichi i loro incarichi nella futura amministrazione.

“Claudio Samoré, Maresciallo dei Carabinieri in pensiene, alla sicurezza. Galliano Di Marco ex Presidente dell’Autorità Portuale, al Porto, alle infrastrutture e ai lavori pubblici. Roberto Ticchi come vice Sindaco.”

 

Scenario 1: lei il 6 giugno è al ballottaggio con Michele de Pascale. A chi chiede i voti per batterlo?

“Li chiedo alla città perchè vinco.”

 

Scenario 2: lei il 6 giugno non è al ballottaggio. Pensa di dare indicazioni di voto ai suoi per il secondo turno e per chi?

“Per chiunque va al ballottaggio contro Michele de Pascale. Noi lo obbligheremo a vincere. Lo aiuteremo a vincere. Vogliamo l’alternanza. Questo il nostro obiettivo.”

 

Un altro scenario. Il 20 giugno – il giorno dopo il ballottaggio – lei entra da Sindaco a Palazzo Merlato. Che cosa fa per prima cosa per far capire a Ravenna e ai Ravennati che il fortilizio rosso è stato espugnato dopo quasi mezzo secolo e che dal 20 giugno si cambia musica?

“Palazzo Merlato è la casa dei ravennati. Dunque la prima cosa da fare è aprire le porte della casa. E io sarò là ad incontrare le persone che entrano in Comune, sarò là ad incontrare e ad ascoltare quelle persone.”

 

A cura di P. G. C.

 

IL VIDEO MESSAGGIO DI MAURIZIO BUCCI: LA MIA IDEA DI RAVENNA

 

 

 

 

Lista Civica La Pigna – Maurizio Bucci Candidato Sindaco

I 31 CANDIDATI DELLA PIGNA PER IL CONSIGLIO COMUNALE

  • Giuseppe Roccafiorita
  • Veronica Verlicchi
  • Luciano Fosci
  • Micheline Lopes
  • Andrea Bandini
  • Claudio Samoré
  • Rita Guerrini
  • Silvia Gaudenzi
  • Loris Savini
  • Sonia Salti
  • Carlo Pezzi
  • Valentina Minguzzi
  • Edoardo Liverani
  • Silvia Bonitta
  • Antonella Celletti
  • Michele Berti
  • Silvia Togni
  • Giovanna Sellitto
  • Stefano Briccolani
  • Giampaolo Rosetti
  • Graziano Parenti
  • Andrea Barbieri
  • Annalisa Porrari
  • Federico Gardenghi
  • Carlantonio Monaco
  • Grazia Sardaro
  • Paolo Alberto Casadio Malagola
  • Andrea Sintini
  • Gian Luca Serafini
  • Arturo Giannini
  • Franco Razza

 

Per il programma completo di Maurizio Bucci e della lista La Pigna

 

 

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