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Berti (LN): “Poletti si dimetta, non tutti hanno le fortune sue e del figlio”

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“Credo che un ministro della Repubblica, che dovrebbe tutelare e incentivare la creazione di posti di lavoro sul territorio, dopo un’uscita del genere, non dovrebbe fare altro che dimettersi” con questo pensiero esordisce il Consigliere Comunale della Lega Nord Faenza Jacopo Berti in merito alle dichiarazioni del Ministro Poletti sui ragazzi che emigrano all’estero per cercare lavoro e stabilità.

“Il Ministro che dice che i giovani che vanno all’estero sono dei “pistola” – aggiunge – e che “è meglio non averli tra piedi”, è la tipica vergogna imbarazzante all’italiana. Solo dei governi “fantoccio” come quello di Renzi in precedenza e di Gentiloni ora, possono permettersi il lusso di annoverare fra i propri membri personaggi come Poletti, che invece che incentivare i ragazzi a produrre e a creare occupazione sul territorio nazionale, inveisce contro quelli che giustamente emigrano per cercare migliori possibilità”.

Prosegue quindi il leghista: “Facile sparlare di chi non ha le possibilità ed è costretto ad emigrare, quando in casa propria tutto va bene. Mi riferisco al figlio, che da come si evince dai giornali di questi giorni (Il Fatto e Il Giornale), non ha avuto grossi problemi a fare carriera. Una persona che dirige un settimanale locale, che più che un organo di informazione sembra un bollettino delle Amministrazioni del PD, che per di più negli ultimi 3 anni ha percepito più di 500.000 euro di contributi governativi. Non tutti abbiamo la fortuna di avere il babbo ministro”.

“Se Poletti conoscesse come stanno realmente le cose – conclude Berti -, capirebbe che quello che ha detto è fortemente lesivo verso quei ragazzi che hanno il coraggio di lasciare tutto per cercare un futuro migliore. Sono felice che i giovani del PD abbiano scritto una lettera per richiedere le dimissioni di Poletti. Queste uscite incresciose non hanno colore politico e io, come tanti giovani della Lega, appoggiamo questa richiesta. In un momento di instabilità come quello attuale, abbiamo bisogno di un ministro che faccia veramente qualcosa per incentivare il lavoro e non di un personaggio che spara verso chi non ha le possibilità.”

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