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Parcheggio delle Terme di Punta Marina: CambieRà teme un pericoloso precedente

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“Non vi sono attualmente autorizzazioni definitive rilasciate dal servizio SUE relativamente all’ampliamento del parcheggio delle Terme di Punta Marina. I lavori sono stati realizzati in seguito a comunicazione per opere atte a soddisfare esigenze temporanee ai sensi dell’art.7 legge reg.15 2013, che le considera “attività edilizia libera” per un periodo massimo di 6 mesi”. Questo è il sunto della risposta dell’amministrazione all’interrogazione che il Movimento Civico CambieRà ha presentato ieri in consiglio comunale.

“Come cittadini – dicono dal Movimento – siamo indignati nel vedere come il Comune di Ravenna abbia facilmente inserito in “attività edilizia libera” – quindi senza richiesta di autorizzazione ambientale – un parcheggio di 600 mq formato da 40 cm di stabilizzato all’interno di una pineta a 100 metri dal mare sottoposto, tra l’altro al vincolo ambientale. Secondo l’autorizzazione paesaggistica DPR 139/2010, al punto 38 dell’allegato 1, non viene menzionato alcun tipo di parcheggio, pertanto riteniamo questa scelta – o questa non scelta – di una gravità assoluta, in quanto fuori dalla normativa vigente”.

“Ci siamo illusi – continua la nota -, nella speranza che il Comune ammettesse l’errore clamoroso dell’aver concesso cotanta libertà di manovra, sottovalutando la pericolosità della situazione, anche solo nell’ottica di aver creato un precedente non indifferente. Rimaniamo in attesa di conoscere l’esito del parere di compatibilità ambientale attualmente al vaglio delle autorità competenti, ricordando che trattasi di “sanatoria”, la quale, come dice la parola stessa, va a sanare opere realizzate senza regolari permessi”.

“Siamo assolutamente concordi – concludono – nell’aiutare le strutture attualmente esistenti sull’arenile (tutte però, non principalmente chi ha supportato il Sindaco in campagna elettorale) e lo riteniamo legittimo da un punto di vista commerciale, economico e turistico, ma questo non deve diventare la giustificazione per sviluppare e costruire in modo incontrollato, o per innescare processi di degrado paesaggistico irreversibili”.

                            Movimento Civico CambieRà

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