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Ancisi e Donati: “Parcheggi a pagamento per auto sardine: serve il rispetto del Codice della strada”

Secondo i due esponenti di Lista per Ravenna, "La larghezza di molti parcheggi urbani a pagamento non rispetta nemmeno il Codice della Strada"

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Parcheggi per “auto sardina”, cioè troppo stretti e che rendono difficoltose non solo le manovre di ingresso e uscita dagli stalli ma anche l’uscita o l’entrata dalle auto, una volta parcheggiate. Lo denunciano Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna e Stefano Donati, capogruppo della stessa lista nel consiglio territoriale Centro Urbano, con un’interrogazione al sindaco.

“Clamoroso – sostengono Ancisi e Donati – è il caso di piazza Mameli, dove la larghezza degli stalli è di m 2,04-2,05. Per tutti i parcheggi urbani non paralleli alla direzione di marcia, quindi quelli a pettine, detti anche a spina di pesce, il Codice prescrive invece una larghezza minima di m 2,30. La difficoltà di posteggiarvi è verificabile da chiunque ci provi”.

“Ad aggravare il disagio – continuano – c’è anche la scarsa larghezza degli percorsi interni, che complica le operazioni di manovra per entrare ed uscire dagli stalli. La medesima criticità è stata da noi rilevata anche nel piazzale G. Battista Rossi, parcheggio molto utilizzato, situato a destra di via di Roma scendendo da Porta Serrata, dove gli spazi di sosta hanno una larghezza di circa m 2,15″.
 
Questo il suggerimento che i due esponenti dell’opposizione fanno al sindaco: “Andrebbe fatto un censimento di tutti i parcheggi urbani sotto misura, compresi quelli paralleli o perpendicolari al senso di marcia, al fine di programmare ovunque l’adeguamento degli stalli. Dovrebbe essere fatto in tempi brevi, comportando più che altro costi di  vernice e di manodopera, anche perché il Comune potrebbe essere chiamato a rispondere dei danni ai veicoli causati dagli spazi di sosta fuori legge”.

“Dovrebbe anche essere chiarito come e perché questa situazione è stata voluta e/o perché viene tollerata – aggiungono -, non essendo ammissibile che si penalizzino i cittadini utenti solo per incassare più soldi.  Il problema sembra  peraltro ben a conoscenza della Giunta comunale, che si è vantata di essere rientrata nella legalità in occasione dei lavori per il nuovo parcheggio tecnologico di piazza Baracca, i cui stalli erano prima ugualmente sofferenti”.

Queste le indicazioni di legge riportate da Ancisi e Donati nell’interrogazione:

La dimensione minima di un posto auto su una superficie libera da ingombri – imposta dal  Regolamento di esecuzione del Codice della Strada – è di m 4,50 x 2,30.  Di fatto, le norme di buona pratica prevedono un’area standard di m 5,00 x 2,50. Tuttavia, in qualsiasi area adibita al parcheggio, dalla sosta all’aperto a quella interrata, la superficie dello stallo deve tenere conto anche dello spazio utile per l’uscita dei passeggeri dall’auto. Ad esempio, per uscire da una portiera, sono necessari circa 60 cm a lato.

“Se si vuole far uscire i passeggeri da entrambi i lati – spiegano – senza che nessuno non filiforme (e magari con problemi fisici) rimanga incastrato, questo spazio andrebbe anche rafforzato. Considerando che le moderne city car misurano m 1,60/1,70 di larghezza, lo stallo, per tener conto anche solo delle  auto di media grandezza, dovrebbe misurarne 2,80/2,90. Occorre pertanto che il Comune rifletta sulle misure da adottare, affinché siano sufficienti alla sosta almeno della larga maggioranza delle automobili normalmente in uso nelle aree urbane. Chiediamo pertanto al sindaco se e come intende attivarsi al fine di dare risposta alle obiettive problematicità della sosta a pagamento nelle aree urbane in conseguenza di quanto sopra esposto”.
    
               

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