Caso Polo Museale e Novamusa: per Elsa Signorino occorre voltare pagina nella gestione dei servizi

Domani l'incontro a Roma per valutare le varie possibilità - Subito al lavoro il gruppo che deve definire l'applicazione dell'accordo di valorizzazione del 18 febbraio - La clausola sociale scatterà per i dipendenti Novamusa

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La complicata partita della gestione dei servizi aggiuntivi nei siti del Polo Museale dell’Emilia-Romagna (Sant’Apollinare in Classe, Mausoleo di Teodorico, Museo Nazionale…) e la situazione dei dipendenti della società Novamusa, in bilico fra il licenziamento e il reinserimento lavorativo tramite la clausola sociale assunti da RavennAntica (a seguito del contenzioso e della fine del rapporto fra Polo Museale a Novamusa) è stato discusso ieri in Consiglio comunale, grazie alla presentazione di diversi question time.

 

I question time presentati erano questi:

  • “Gestione dei servizi di bookshop e polo museale dell’Emilia-Romagna”, presentato da Fabio Sbaraglia, capogruppo Pd;
  • “RavennAntica resta disponibile a farsi carico dei lavoratori di Novamusa?”, presentato da Alberto Ancarani, Forza Italia;
  • “Disfunzioni fantozziane sui beni monumentali della città. Otto angoscianti perché sull’accordo col Ministero”, presentato da Alvaro Ancisi, capogruppo LpRa;
  • “Rispetto della clausola sociale per i dipendenti di Novamusa – Apertura di un tavolo comunale per risolvere il nodo dei dipendenti”, presentato da Mariella Mantovani, capogruppo di Articolo 1 – MDP e Gianluca Rambelli, capogruppo di Sinistra per Ravenna.

 

LE RISPOSTE DI ELSA SIGNORINO

Ai vari question time ha dato una risposta unica l’Assessora alla Cultura Elsa Signorino, sviluppando 4 considerazioni, che ci ripete oggi al telefono.

“Nella vicenda in questione, siamo in presenza di un contenzioso tra lo Stato (e il Polo Museale dell’Emilia-Romagna) da una parte e un’impresa privata, Novamusa, dall’altra, alla quale lo Stato ha concesso per contratto – questo il primo punto nella risposta dell’assessore – la gestione dei servizi aggiuntivi presso i siti statali già ampiamente citati. L’esistenza di un contratto e di eventuali gravi inadempienze rispetto alle clausole del contratto ricadono unicamente sotto la competenza e la responsabilità dei due contraenti. L’amministrazione comunale non ha titolo per entrare nel merito del contenzioso e delle eventuali inadempienze. Fra l’altro la società Novamusa ha fatto ricorso al Tar e sarà il Tar a doversi pronunciare nel merito, ovvero sulla sussistenza o meno di gravi inadempienze. Questo è il fatto da cui dobbiamo partire e che è all’origine di quanto poi accaduto.”

 

“Un’altra cosa sono invece i disagi intervenuti a seguito delle decisioni assunte dal Polo Museale dell’Emilia-Romgna – mette al punto due della sua risposta la Signorino – perchè in quel caso come Comune, e come rappresentanti del bene comune e dell’interesse generale della collettività ravennate, noi siamo fortemente interessati a superare quei disagi. Disagi che si sono verificati per una decisione presa dal Polo Museale e di cui non eravamo stati preventivamente informati. Una volta compresa la situazione, ci siamo subito attivati per capire cosa stava accadendo e per sollecitare in particolare il Polo Museale ad assumere tutte le misure necessarie per superare l’emergenza. Abbiamo anche ripetutamente offerto la disponibilità del Comune a intervenire con azioni di supporto, fino a prefigurare la possibilità di anticipare – qualora vi siano le condizioni – l’entrata in vigore dell’accordo di valorizzazione firmato il 18 febbraio con il Mibact e che dovrebbe partire il 1° novembre. La nostra disponibilità è stata ampia e la confermeremo nella riunione di domani a Roma.”

 

“Ma al primo punto della riunione di Roma – insiste la Signorino – c’è la necessità di avere tutte le informazioni necessarie sullo stato della vertenza fra Polo Museale e Novamusa, sulla situazione di emergenza, su come il Polo Museale intende affrontare tale situazione e su come intende muoversi in futuro.”

 

Per questo oltre all’Assessore Signorino, a Roma andranno il dottor Maurizio Tarantino, dirigente dell’Ufficio politiche e attività culturali, e il dottor Paolo Neri direttore e segretario generale del Comune di Ravenna, che si incontreranno con Manuel Guido e Marcello Tagliente della Direzione generale musei del Mibact. Alla riunione è stato convocato Mario Scalini, direttore del Polo Museale Regionale (non è prevista invece la presenza del Sindaco de Pascale).

 

NELLA GESTIONE DEL NOSTRO PATRIMONIO OCCORRE VOLTARE PAGINA

Veniamo al punto tre, che verte sull’accordo di valorizzazione. “Lo ha già detto più volte il Sindaco e i fatti di questi giorni lo testimoniano, se mai ce ne fosse bisogno, – afferma Signorino – che nei servizi di accesso ai nostri monumenti dobbiamo voltare pagina. Abbiamo bisogno di più qualità. L’accordo fra le istituzioni ravennati, il Polo Museale e il Mibact firmato il 18 febbraio scorso consente di voltare pagina e insieme si pone un obiettivo più ambizioso. Perchè ci può consentire di sperimentare una rete integrata di servizi di qualità per l’accesso ai monumenti, con l’obbiettivo di mettere in valore il patrimonio della nostra città. In questi giorni ho letto da più parti sulla stampa che la Basilica di Classe è il monumento statale più visitato dell’Emilia-Romagna: è vero. Ma è vero anche che in questi anni ha subito una forte contrazione di visitatori. Quindi la creazione di un circuito integrato fra Basilica, Antico Porto e futuro Museo di Classe consentirà di valorizzare tutto il polo di Classe, rilanciando la stessa Basilica. Si tratta di una sfida. E credo che Ravenna abbia compreso la portata di questa sfida. Naturalmente c’è anche chi rimpiange lo stato di cose esistente. Noi invece siamo per voltare pagina.”

 

“L’accordo prevedeva la costituzione di un comitato paritetico fra Comune e Mibact per gestire la fase di applicazione, con 2 personalità per parte. – aggiunge la Signorino – Per il Mibact sono stati indicati Manuel Guido e Marcello Tagliente, per il Comune di Ravenna il Sindaco ha nominato Maurizio Tarantino e Paolo Neri. Questo gruppo domani comincerà a lavorare appunto sull’applicazione dell’accordo. Il gruppo avrebbe dovuto lavorare in condizioni normali e non in presenza di un’emergenza come quella che si è creata, non determinata da noi. Ora il gruppo di lavoro dovrà valutare l’insieme della situazione e tutte le possibilità che sono sul tappeto.”

 

NESSUN LAVORATORE DI NOVAMUSA VERRÀ LASCIATO A SE STESSO

Al quarto e ultimo punto c’è il destino dei dipendenti Novamusa, destinati all’immediato licenziamento se Novamusa viene estromessa definitivamente dalla gestione dei siti del Polo Museale. “Ad oggi non siamo a conoscenza di lettere di licenziamento. – conclude Elsa Signorino – Come Amministrazione comunale, d’intesa con la Fondazione RavennAntica, intendiamo corrispondere pienamente all’applicazione della clausola sociale per i dipendenti Novamusa, come previsto nell’accordo del 18 febbraio. Perchè la clausola sociale – ovvero il rispetto dei lavoratori, dei loro diritti e della loro dignità – è la testimonianza più netta della nostra vocazione di governo. Però mi lasci aggiungere che oltre alla sollecitudine per gli 8-10 dipendenti di Novamusa, ci auguriamo che uguale sollecitudine e rispetto ci siano per tutti i lavoratori, anche per quelli delle istituzioni culturali e purtroppo non sempre questo accade. Nell’eventualità di eventi drammatici, noi e RavennAntica faremo tutto ciò che è in nostro potere per evitare che nessun lavoratore sia lasciato a se stesso. Gestiremo il passaggio insieme ai sindacati, che saranno i nostri primi interlocutori (mentre prima i sindacati erano sempre stati lasciati fuori dalla porta, ndr). Voglio aggiungere ancora che ad oggi i lavoratori Novamusa sono assunti con un contratto anomalo e l’inserimento in RavennAntica comporterà maggiori oneri. Perchè ci sono aziende che vincono gli appalti, applicando contratti che poi penalizzano i lavoratori, mentre noi questo non vogliamo farlo”.

 

Infine Elsa Signorino esprime un apprezzamento anche al personale del Polo Museale che nei giorni dell’emergenza si è fatto carico di assicurare la continuità del servizio. 

 

A cura di P. G. C. 

 

 

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