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Impianto Gnl – Pir al porto: più dubbi che certezze per Ravenna in Comune

Ieri pomeriggio, venerdì 24 novembre, si è tenuta la Commissione consiliare assetto e territorio, prima del passaggio del progetto in consiglio

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Ancora acque agitate attorno al progetto di impianto di stoccaggio Gnl, che Pir dovrebbe costruire nell’area portuale ravennate. Ieri si è tenuta la commissione consigliare Assetto e Territorio (Ccat), nella quale, chi aveva dubbi, ha cercato di chiarseli con domande ai tecnici e ai dirigenti del Comune, che hanno spiegato che dal loro punto di vista non ci sono ostacoli a concedere il permesso a costruire.

Questo passaggio fondamentale, il rilascio del permesso urbanistico, sarà determinante per l’avvio del progetto, dopo che la Regione ha già concesso il nulla osta per la sicurezza del sito. Ora, passato lo scoglio della commissione, la parola passa al consiglio comunale, dove i voti favorevoli al progetto sembrano ormai scontati, considerato che la maggioranza Pd e alcuni alleati, come Pri e Ama Ravenna si sono da tempo espressi positivamente sull’approvazione del progetto.

Ieri in commissione, chi ha espresso più dubbi (ai quali non ha trovato risposte soddisfacenti) è stato Massimo Manzoli di Ravenna in Comune, che di perplessità in merito ne ha davvero tante.

“Il progetto di stoccaggio gnl non rispetta le normative urbanistiche – spiega in una nota -, motivo per cui oggi in commissione ccat si è discusso il permesso di costruire in deroga. Esprimiamo forti dubbi sul fatto che un privato realizzi un progetto partendo da una condizione che non soddisfi le normative vigenti. E su questo ci poniamo la domanda del perché lo fa”.

Nella delibera si legge: ‘In merito alla altezza massima consentita (H = m 12,50), va osservato che i due serbatoi di deposito del GNL superano tale altezza, in quanto l’altezza delle loro fronti è di m. 23,715’.

“In commissione – continuano da Ravenna in Comune – si è quindi sottolineato il fatto che PIR abbia deciso di progettare da subito ad una altezza non permessa dalle nostre regole. Gli uffici (mancando l’assessore Del Conte) hanno risposto che serbatoi più bassi non sarebbero stati economicamente sostenibili per il privato”.

“Riprendendo – aggiungono – la delibera valutata, risulta che il rilascio di permesso di costruire in deroga può essere concesso ‘per edifici ed impianti di interesse pubblico (tra i quali) debbono intendersi quelli che, indipendentemente dalla qualità dei soggetti che li realizzano – enti pubblici o privati –  siano destinati a finalità di carattere generale, sotto l’aspetto economico, culturale, industriale, igienico, religioso, ecc.: esempio conventi, poliambulatori, alberghi, impianti  turistici, biblioteche, teatri, silos portuali, ecc… I due serbatoi in oggetto rientrano perfettamente nella definizione di silos portuali…’. Nella realtà i serbatoi sono cosa completamente diversa dai silos, e la delibera così posta è, per noi, sbagliata”.

“Si è tentato di capire l’interesse pubblico che potesse giustificare la deroga – precisano – ma anche in questo caso non è stata data risposta concreta. In delibera si legge che il miglioramento della qualità dell’aria configura un interesse pubblico nella costruzione dell’impianto”.

“Dovendo votare un testo così scritto – commentano – abbiamo chiesto chiarimento in merito ai parametri utilizzati per valutare il miglioramento della qualità dell’aria ma anche su questo non sono state date risposte concrete nè mostrati dati su eventuali miglioramenti della qualità dell’aria. Nella realtà nel progetto PIR in prima fase si prevede un aumento dei traffici navali e stradali con conseguente e prevedibile peggioramento dell’aria in questa fase”.

“Dalle risposte in commissione – concludono – non abbiamo trovato risposta concreta ad alcuno dei nostri quesiti e la deroga è giustificata per un generico interesse pubblico, non spiegato nè dimostrato. Per questo motivo non troviamo alcun motivo per cui concedere questa deroga all’investimento di un privato”.
                                                 

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