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Giorno della Scorta. A Raffaele Babini verrà consegnato il “Premio Sicurezza” 2018

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Il “Premio Sicurezza” 2018 è stato assegnato al direttore di corsa Raffaele Babini. Questa la scelta del Comitato allo scopo istituito e composto da: Roberto Sgalla, Ruggero Cazzaniga, Matteo Montaguti, Orlando Maini, Eugenio Amorosa, Silvano Antonelli. Il Premio verrà consegnato in occasione della 27ª edizione de “Il Giorno della Scorta”, in programma la mattina della domenica 25 novembre, a Faenza, nella Sala Consiliare, appuntamento nazionale dedicato alla promozione della sicurezza nel ciclismo, organizzato dal G.S. Progetti Scorta. Il “Premio Sicurezza”, nazionale, unico nel suo genere, viene annualmente assegnato a persona o società sportiva che abbia acquisito particolari meriti nella ricerca della migliore sicurezza possibile nelle gare ciclistiche su strada. Esso gode di patrocini importanti quali: Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio, Ministero dell’Interno, Regione ER, Coni regionale, Prefettura di Ravenna, Provincia di Ravenna, Comune di Faenza, Asaps.

 

BABINI, UNA VITA DI CICLISMO E DI SICUREZZA di Giuseppe Figini

E’ difficile condensare una carriera ciclistica iniziata a metà degli anni 1960 che ha visto – e vede – il suo titolare attraversare, in molteplici ruoli e funzioni, il ciclismo in differenti espressioni. Titolare di questa storia, intimamente legata sempre e comunque a una sempre fresca passione ciclistica, è Raffaele Babini, nato a Solarolo (Ravenna), il 10 febbraio 1950. Il comune romagnolo è connotato da straordinario DNA ciclistico che ricorda i nomi, per limitarci ai più noti, di Giuseppe “Pipaza” Minardi, Vito Ortelli, Davide Cassani, Fabiano Fontanelli, unitamente a vari altri protagonisti. E’ l’indice di una passione e di una cultura delle due ruote che in zona ha fertili e peculiari espressioni in ambito di costume e storia.Già nel 1966 Raffaele Babini percorre la trafila da esordiente a dilettante acquisendo 26 vittorie indossando le maglie della Solarolese, dell’U.C. Castel Bolognese, del Pedale Ravennate e della Salvarani Juvenes della Repubblica di S. Marino. Nel giugno 1971 è l’incolpevole vittima di una grave caduta nella zona di Brescia con conseguenze pesanti che richiedono quasi due anni per il ristabilimento. Un forte rammarico per Babini che aveva in tasca un contratto quale professionista nella Cosatto, squadra friulana diretta dall’imolese Diego Ronchini capitanata da Vito Taccone. Dopo il servizio militare nel reggimento Savoia Cavalleria di Merano, riprende a correre nel 1973 conseguendo buoni risultati fra i dilettanti. La malasorte lo prende ancora di mira con un’altra seria caduta, sempre sulle strade, per lui sfortunatissime, della Lombardia e per cui abbandona definitivamente l’agonismo pedalato, non però la passione per il ciclismo. Eccolo quindi conseguire nel 1975 l’abilitazione a giudice di gara e, nel frattempo, direttore di corsa regionale (all’epoca non c’era incompatibilità in materia). Poi è dirigente della Ciclistica Solarolese fino al 2000 e dal 2017 presidente S.C. Faentina. Raffaele Babini, quale lavoro, per oltre trentacinque anni, opera professionalmente nei quadri della polizia municipale di Solarolo fino a raggiungere l’incarico di comandante in un comune dove non esistono semafori. E’ un addendo, non secondario, anzi importantissimo, pure in visione della sua peculiare preparazione e competenza nell’ambito della sicurezza nel senso più esteso.E’ una “gavetta” assai formativa con un lungo “curriculum” nelle due vesti e il tempo libero dedicato sovente, quasi in esclusiva, alla sua passione ciclistica, intessendo una capillare “rete” di conoscenze sul territorio, grazie anche alla sua attività lavorativa, con colleghi delle differenti polizie locali e a tutte le forze dell’ordine. Lo sviluppo della sua carriera ciclistica è come direttore di corsa dopo che la FCI, a metà degli anni 1980 circa sancisce l’incompatibilità fra il ruolo di giudice di gara e quello di direttore di corsa e organizzazione. Nel 1985 ottiene l’abilitazione per le gare nazionali e internazionali della categoria dilettanti e, subito l’anno seguente, il 1986, quella per i professionisti. E’ poi un “crescendo rossiniano” per la sua attività, in ogni ambito e categoria, con la sua consueta serietà e massima disponibilità, circondandosi anche di validi collaboratori, rifiutando per formazione e carattere, il ruolo di “capo” ma esercitandolo mettendo sempre in pratica la collaborazione massima con tutte le componenti, sentendo sua la funzione di “servizio”, nell’accezione migliore del termine, senza personalismi, verso tutti. E in questo quadro la “sicurezza” non è una parola fine a se stessa ma profondamente sentita e praticata. Nelle corse, oltre al collaudato sistema di radioinformazioni, Babini dispone sempre di una rete aggiuntiva di c.b., i famosi baracchini, che gestisce per incrementare informazioni di viabilità, lasciando liberi i canali di Radioinformazione e con il suo cellulare sempre collegato con i colleghi delle polizie locali, soprattutto in terra d’Emilia-Romagna. Ha operato con l’U.S. Imolese, dove ha appreso parecchio da un maestro come Nino Ceroni, poi con il G.S. Emilia e le molteplici corse organizzate dal “patron” Adriano Amici, Giro del Trentino, campionati italiani e altro, tanto altro, spendendosi sempre e comunque in ogni categoria ed essendo sempre attivo nei corsi e nelle commissioni federali per la formazione e la gestione dei corsi per Direttori d’Organizzazione. Nel 2008 è chiamato a operare nello staff “direzione corsa” di RCS Sport diretto da Mauro Vegni che, con Angelo Zomegnan, aveva individuato in Babini le caratteristiche adatte per integrare il settore, affiancando Stefano Allocchio e Rosella Bonfanti dopo il ritiro di una coppia di valore come Giorgio Albani e Giacomo Fini che avevano operato dapprima già con Vincenzo Torriani e poi con Carmine Castellano. Ed è sempre con spirito di servizio e l’attenzione alla sicurezza di tutti che Raffaele Babini interpreta il ruolo di direttore di corsa.

LA SICUREZZA GLI VIENE SPONTANEA di Silvano Antonelli

Raffaele Babini è il prototipo del direttore di corsa che in assoluto vorresti avere nelle tue gare. Vederlo all’opera o collaborare con lui è come essere ogni volta a scuola. Il percorso di gara, con tutti i suoi punti critici, lo conosce come avesse il navigatore in testa; conosce e sa come reperire tutte le autorizzazioni ed ordinanze necessarie; ha grande cognizione e capacità di rapporto con tutti i collaboratori, dalle forze di polizia ai volontari, dalla segreteria agli addetti alle strutture; non gli manca mai il tempo per dedicarsi all’approfondimento di questo o di quel particolare; sa trovare le alternative a quel che all’ultimo momento manca; non lo vedi mai agitato e mentre la frenesia avvolge le fasi imminenti della partenza, lui infonde tranquillità; in corsa lascia lavorare chiunque dimostri di saper lavorare e non ha bisogno di dare ordini, perché l’ordine l’ha costruito prima; lo vedi quasi sempre accucciato nel sedile posteriore dell’auto a telefonare a destra e a manca per assicurarsi che tutto progressivamente si attivi come predisposto; se dice qualcosa o interviene, lo fa con garbo, competenza, con quell’autorevolezza che non puoi non riconoscergli. Non disdegna di dirigere anche corse minori, per gli amici, quasi come per rilassarsi, ma anche in questi casi vuole conoscere tutto prima aiutandoti in quello che ti manca; non è di quelli che si presenta solo la mattina della gara, quasi si trattasse di un giro in vetrinetta. Babini lavora in grande, perché non trascura mai le cose piccole. È così che la sicurezza gli viene spontanea.

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