Ancisi (LpRa) attacca sull’Adriatica, la “strada omicidi”: basta melina, si facciano le varianti

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Alvaro Ancisi (LpRa) parte da due “incidenti tremendi nel giro di 24 ore, nel tratto di via Reale tra Mezzano ed Alfonsine, e un ragazzo ventenne di Alfonsine in condizioni disperate” per dire che chi di dovere deve darsi una mossa, ovvero per “risvegliare la coscienza politica degli enti pubblici, ANAS, Regione e Comune di Ravenna, che, al paio con il tratto di Fosso Ghiaia, non hanno mai saputo o voluto, in oltre vent’anni, neppure affrontare il problema.” 

La statale Adriatica in quel di Ravenna secondo Ancisi merita il nome di “strada omicidi”. Ancisi attacca sulla mancata “realizzazione delle due varianti di appena km 9,82 (tra Ravenna ed Alfonsine) e km 3,65 (intorno a Fosso Ghiaia), esistenti da sempre nei piani regolatori, che evitino al traffico pazzesco dell’unica dorsale stradale di grande comunicazione che colleghi il sud e nord d’Italia nel versante orientale di attraversare, su strette, tortuose e maltenute carreggiate, quattro sfortunati paesi del Comune di Ravenna. Condizione assoluta perché di un’opera viaria statale si possa almeno parlare seriamente è che entri nei piani territoriali delle Regioni interessate: cioè, in Emilia-Romagna, nel Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT), la cui prima edizione del 1998, tuttora vigente, queste due varianti non ha mai neppure nominato.”

Ancisi ricorda che Lista per Ravenna ha condotto “un’insistita battaglia – nota a tutti i giornali e ai cittadini attenti – perché la Regione le prendesse in considerazione, risultando anche l’unica forza politica, in congiunzione con Lega Nord e Forza Italia, ad averle inserite nel proprio programma di mandato 2016-2021. Non ci sono neppure nel programma di mandato del sindaco attuale. Neppure se ne parlava nella proposta di nuovo PRIT 2025 partorita in Regione nel 2015 e di prossima adozione. Nel nostro consiglio comunale se n’è discusso tanto, ma senza esito palpabile, prima che il sindaco, nella seconda metà del 2018, e poi la maggioranza PD &c. si arrendessero alle pressioni dei gruppi di opposizione. Oggi, grazie anche ai ripensamenti della Giunta regionale e del PD, suo principale “azionista”, si può avere la ragionevole aspettativa che le varianti di Mezzano e Fosso Ghiaia entrino nel PRIT da adottare a luglio e finalmente (si spera entro l’anno prossimo) nella successiva approvazione finale. Lista per Ravenna, Lega Nord e Forza Italia hanno però richiamato al consiglio comunale, fin dal 13 maggio scorso, il rischio che stiano sulla carta all’infinito.”

“In Emilia-Romagna, la statale Adriatica attraversa, oltre a Camerlona, Mezzano, Glorie e Fosso Ghiaia nel nostro Comune, anche altri paesi del riminese e tra Alfonsine ed Argenta. – spiega Ancisi – La Regione se li è presa in carico da tempo, sempre dimenticandosi di Ravenna, e li ha subito blindati nella proposta iniziale del PRIT 2025 con la previsione di sei varianti: quattro, per 34 chilometri, da Misano Adriatico a Bellaria, attraverso i Comuni di Coriano, Riccione e Rimini; le altre due, per 25,5 chilometri, tra Taglio Corelli di Alfonsine ed Argenta: in totale circa 60 chilometri, con una previsione di spesa per 836 milioni di euro. Tutte sono in una fase avanzata. I 13 chilometri delle due varianti ravennati candidate ad entrare nel PRIT 2025 da fanalini di coda  sono invece totalmente nudi, non avendo uno straccio di progettazione, neppure a livello di fattibilità tecnica ed economica, e quindi nessuna previsione di spesa, senza di cui il pericolo che restino una mossa elettorale è più che reale.”

Lista per Ravenna, Lega Nord e Forza Italia – dice Ancisi – avrebbero dunque concordato le seguenti iniziative: “1. proporre al consiglio comunale una mozione, ci si augura approvata all’unanimità, che chiede alla Regione di procedere da subito alla progettazione, fino allo stadio definitivo, delle due varianti ravennati all’Adriatica, affinché, prima dell’approvazione definitiva del PRIT, presumibilmente nel 2020, tutte le otto varianti della SS 16 stessa siano poste allo stesso livello operativo rispetto al loro finanziamento e alla conseguente realizzazione delle opere; 2. attivare i gruppi regionali di centro-destra in carica, di cui è già stata acquisita la disponibilità, affinché incalzino al riguardo l’attuale governo della Regione, in attesa che il prossimo rinnovo elettorale conduca all’auspicabile cambiamento di regime.”

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