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Faenza. Articolo Uno interviene su manifestazione di interesse terreni de “Le Cicogne” zona Graziola

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“In questi giorni il dibattito pubblico è dominato dalla smisurata proposta di urbanizzazione da parte della società agricola Le Cicogne, proprietaria di un grande lotto di terreno nella zona della Graziola – dichiara il Gruppo Consiliare Articolo Uno Faenza -. La società, come fatto anche da altre e da privati cittadini, ha risposto ad un bando per manifestazioni di interesse che l’Amministrazione di Faenza ha emanato per sondare le richieste e le necessità del mercato immobiliare”.

” Nell’area oggetto della proposta de Le Cicogne ha sede il Centro Civico Rioni e il Consorzio di Bonifica sta per realizzare uno specchio d’acqua di più di 250 mila metri quadrati, che darà sollievo al nostro terreno e sostenibilità all’agricoltura di tutto il Faentino – prosegue la nota inviata dal gruppo consiliare -. Ci sono grandi potenzialità in quello spazio ai piedi delle nostre colline, potenzialità che meritano un progetto di qualità che si inserisca in una visione condivisa del nostro spazio urbano. Siamo chiari: 100 mila metri quadrati di palazzine non sono sostenibili!”

Il gruppo consigliare di Articolo Uno spiega di aver fatto una battaglia dentro la maggioranza perché questa fase transitoria, prima della nuova Legge Urbanistica Regionale “fosse governata da criteri di sostenibilità e di qualità, per impedire urbanizzazioni selvagge e un consumo indiscriminato di suolo. Il risultato è il bando emanato, che rimette nelle mani del Consiglio comunale e della Giunta strumenti e criteri per indicare le linee di sviluppo”.

Il gruppo consiliare di Art.1 ritiene che “la crisi del mercato immobiliare dell’ultimo decennio ha assecondato una politica che ha abbandonato programmazione e visione futura dello spazio urbano di Faenza”.

In Consiglio Comunale Articolo Uno, insieme ad altre forze di maggioranza e minoranza, ha chiesto che si torni a ragionare del futuro dello sviluppo di Faenza: “Abbiamo chiesto che si torni a farlo pubblicamente, in maniera partecipata, con strumenti di programmazione come il Piano Urbanistico Generale e partecipativi come gli Urban Center. Richieste che al momento sono rimaste senza risposta.
Il sonno della politica genera mostri. Continuiamo a pensare che la politica cittadina abbia il dovere di affermare con coraggio le proprie convinzioni e la propria idea di città”.

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