Francesca Santarella: nel 2021 spero il M5S sia in lizza per il Comune, e non sarò io la candidata

Più informazioni su

Il caso è noto da tempo. Pur avendo una forza elettorale significativa a Ravenna – più grande il 4 marzo 2018, ridimensionata il 26 maggio scorso – il M5S si trova nella paradossale situazione di non avere un portavoce, un responsabile, un leader, insomma qualcuno che, al di là della retorica dell’uno vale uno, possa parlare a nome dei grillini ravennati. E chi fa informazione spesso si trova senza interlocutori. A nostro avviso si tratta di una vera e propria anomalia. Esistono i meetup, è vero, ma non è chiaro esattamente quanti siano, chi siano e quante persone rappresentino.

A Ravenna il meetup di spicco e più attivo è quello che fa capo a Francesca Santarella, che raccoglie una ventina di attivisti fra cui Marina Di Molfetta, Fausto Geminiani, Ivana Morini, Gianni Suprani.

Già consigliere comunale per il M5S nella passata legislatura a Ravenna, la Santarella entrò ben presto in conflitto con l’allora capogruppo Pietro Vandini e quando fu il momento di andare alla presentazione della Lista a Cinque Stelle per Ravenna alle elezioni del 2016 tutti sanno come andò a finire. Furono presentate due liste contrapposte e la cabina di regia del movimento le bocciò entrambe. Da questa clamorosa défaillance – da cui sono sorte polemiche a non finire – nacque la lista civica di CambieRà che ha poi avuto in Consiglio comunale le sue ben note vicissitudini, con l’abbandono di Michela Guerra prima e la divisione del Gruppo fra chi è andato nel Gruppo Misto (Maiolini e Panizza) e chi è rimasto sotto la bandiera di CambieRà (Tardi). Nel frattempo Francesca Santarella si muove con il suo meetup in sintonia con i vertici del M5S nazionale e quindi si accredita come rappresentante del movimento, pur non avendo la titolarità della bandiera.

 

L’INTERVISTA

Francesca Santarella lei dice che non è, in senso stretto, un esponente del M5S e quindi non parla a nome del movimento; d’altra parte a Ravenna un portavoce del movimento non c’è e nessuno può parlare a nome dei Cinque Stelle. Dunque, chiariamo a beneficio dei nostri lettori, lei parla in veste di…?

“Come già specificato in altre occasioni, parlo a nome del gruppo “meetup” A riveder le stelle di cui sono uno degli organizzatori, meetup che è stato indicato pubblicamente dallo staff (che guida il M5S, ndr) come gruppo attorno cui far convergere coloro che simpatizzano per il Movimento 5 Stelle a Ravenna. E, come me, possono parlare con le medesime credenziali tutti i componenti del suddetto meetup.”

Per un movimento come i Cinque Stelle che alle politiche ha ottenuto a Ravenna circa il 29% dei voti e alle europee il 13-14%, non è anomalo e deficitario dal punto di vista democratico il fatto che da tre anni non esista un portavoce, un responsabile, qualcuno che possa parlare, assumere posizioni ufficiali e assumersi delle responsabilità in sede locale?

“Da un’analisi del voto delle passate elezioni per il Parlamento Europeo si rileva come, nella nostra regione, il M5S nel comune di Ravenna abbia tenuto con percentuali paragonabili a quelle delle province di Rimini e di Reggio Emilia, in cui si sono avuti i migliori risultati e dove sono presenti complessivamente cinque portavoce in Parlamento e in Regione, a cui si è aggiunta la parlamentare europea Pignedoli. Le posizioni espresse dal nostro gruppo, specie per gli argomenti più impegnativi, sono state sempre condivise con i portavoce regionali e nazionali, e risultano quindi in linea coi principi del M5S, che cerchiamo di portare avanti come meetup dal 2016 e complessivamente ormai da oltre otto anni, considerando anche il tempo in cui sono stata portavoce per il Movimento in Consiglio Comunale. In quanto alle responsabilità, sono stati presentati atti e denunce che, in accordo col gruppo, ho firmato personalmente. Così come, personalmente, mi assumerò tutte le responsabilità in merito alla vicenda dei sette pini di via Maggiore che fino all’ultimo abbiamo tentato di salvare da un abbattimento che la perizia commissionata dai cittadini non ha ritenuto corretto, e che mi è costata la mia prima denuncia.”

Alla luce dell’esperienza di questi anni ritiene che la rete, i meetup e più in generale l’organizzazione grillina originaria sia ancora adeguata e funzionale ai nuovi compiti del movimento?

“Certamente. Il M5S nasce come forza politica spontanea, attuale e democratica, e quindi non può che avere espressione nella rete mediante una organizzazione “orizzontale”, in cui tutti i soggetti, contemporaneamente utenti e partecipanti attivi, godono degli stessi diritti ed opportunità. Tutto questo ha modo di crescere e di acquisire credibilità attraverso il merito, le competenze, la coerenza, la capacità di essere membro attivo e propositivo nella rete. Ecco, credo che questa sia la parte che merita tuttora maggiore attenzione, anche per quel che riguarda la comunicazione all’esterno del lavoro fatto, e che quindi, in questa ottica, possa ancora essere migliorata.” 

Dunque, nessun problema?

“Premettendo che sono in corso incontri e dibattiti sulla riorganizzazione del M5S, e che da questi scaturiranno le proposte definitive e le relative soluzioni, mi sento di rilevare, per la nostra personale esperienza sul territorio, la necessità di rendere i Ministeri completamente “accessibili” e trasparenti, ovvero di “bonificarli” dai soggetti di vecchia nomina che ancora sono a capo di tante decisioni importanti. Uno tra tutti, porto l’esempio dello stoccaggio gas San Potito e Cotignola, a poche decine di chilometri da Ravenna, in zona con faglia sismogenetica attiva e a forte subsidenza, autorizzato non certamente dal M5S e per il quale, ora, un dirigente del Ministero dell’Ambiente nominato da Renzi concede due anni di prove in sovrappressione senza una valutazione di impatto ambientale e senza coinvolgere il Ministro. Quando poi pensiamo ad un istituto come l’INGV, che avrà parte attiva nei monitoraggi e si ritrova al centro di tante recenti clamorose polemiche, di certo i cittadini non possono stare tranquilli. Queste sono evidentemente incongruenze da risolvere e che non possono vanificare l’azione del Governo e anni di lavoro e di parole spese sui territori. Se i dirigenti non possono essere subito rimossi, una rete compatta attorno ai Ministri e ai nostri portavoce al Governo va fatta, e in questo senso credo vadano compiuti gli sforzi riorganizzativi maggiori.”

Che cosa pensa del contratto di governo fra Cinque Stelle e Lega e come ha funzionato la coabitazione al governo fra i due contraenti del contratto?

“Anche se preferisco non dare giudizi sulle vicende su cui non abbiamo la conoscenza diretta, ovvero la competenza, di sicuro tutto si potrà dire del M5S tranne che non stia rispettando con lealtà il “contratto” di Governo. E, in una coabitazione, onorare i patti è senza dubbio il primo fatto da evidenziare.”

Che cosa giudica in modo più positivo dell’azione di governo? E cosa non ha funzionato finora?

“Tantissime sono state le azioni positive compiute (spazzacorrotti, tagli a privilegi – vitalizi, numero parlamentari, pensioni d’oro -, decreto crescita, sbloccacantieri, salvamare, ecc.), come credo possano confermare, su tutto, i recentissimi dati sull’occupazione. Detto questo, se il risultato elettorale non ha pagato, forse uno sforzo maggiore nella comunicazione ai cittadini del lavoro fatto dovrà essere compiuto. Ma è comprensibile che, per un movimento che da sempre auspica una partecipazione attiva e consapevole dei cittadini alla vita politica, l’attenzione verso il lavoro svolto fosse ritenuta automatica. Ma evidentemente ancora non è così.”

Infatti, a giudicare dal travaso dei voti dal M5S verso gli altri partiti e verso l’astensione, gli elettori pentastellati non hanno gradito affatto l’alleanza con la Lega oppure non hanno condiviso le vostre scelte di governo. L’unico a guadagnarci è stato Salvini, perché?

“Tutto indica che per i recenti appuntamenti elettoriali sia andata proprio così. Preferisco però non addentrarmi in analisi che presupporrebbero il dito puntato contro qualcuno.”

Che dovrebbe fare ora il M5S a livello nazionale secondo lei? Ha ancora fiducia nel capo politico Luigi Di Maio?

“La fiducia non finirà mai, specialmente per chi, come me, ha iniziato ad interessarsi alla politica e a poter portare avanti battaglie a favore dei cittadini solo grazie al Movimento 5 Stelle. Penso che molti sono nati e “moriranno” grillini. Quello che dovrebbe essere fatto, a modesta opinione del nostro meetup, lo abbiamo evidenziato poc’anzi.”

Lei e il MeetUp A riveder le stelle Ravenna avete detto che adesso il movimento deve ripartire dal lavoro sul territorio. Che cosa significa? Da dove ripartire?

“Tanti argomenti sono stati affrontati in questi anni, specialmente quelli riguardanti l’ambiente, la biodiversità, l’urbanistica, la qualità della vita, la salute, lo spreco di denaro e di risorse, gli abusi e l’illegalità. Proseguiremo approfondendo gli stessi argomenti, e ripartiremo da quelli che non abbiamo ancora affrontato a sufficienza.”

Pensate di essere troppo deboli sul territorio? Un esempio: vi siete presentati solo in 4 Comuni dei 14 che andavano alle urne domenica 26 maggio.

“La riorganizzazione in corso cercherà di dare soluzione anche a questo innegabile dato di fatto. Di certo, comunque, meglio comuni senza M5S che liste raffazzonate all’ultimo minuto con persone dubbie a rappresentarlo.”

Facciamo una previsione. Nel 2021 il M5S sarà presente alle elezioni amministrative con il suo simbolo? E Francesca Santarella si candiderà con la speranza stavolta di ottenere la certificazione dal movimento?

“Ci impegneremo con tutti i mezzi perché il M5S sia presente alle amministrative del 2021. Come immagino saprete, non potrò mai più candidarmi per il M5S, secondo le regole attuali. Regole che, per me che cerco di essere coerente e di non ammettere scappatoie, spero vengano mantenute. Il raggiungimento della poltrona è una delle conseguenze di anni di impegno e di lavoro, non l’obiettivo.”

A cura di P. G. C. 

 

Più informazioni su