Question time di Ancisi sull’odissea in Pronto soccorso di anziana con frattura di una vertebra

Ho appena ricevuto dal Pronto Soccorso il messaggio seguente, che riporto pari pari, firmato dal sig. Carlo, da me identificato, che mi ha autorizzato a diffonderlo – scrive Alvaro Ancisi in una nota inviata alla stampa, nel primo pomeriggio di domenica 20 luglio.

Buongiorno sig. Ancisi,
La disturbo per segnalarLe una situazione al Pronto Soccorso di Ravenna che si sta verificando proprio in questo momento, che reputo disastrosa a mio avviso, dovuta a una carenza del personale addetto
Mia suocera, classe 1951, all’inizio di luglio (attorno al 10), è caduta battendo la schiena e, sentendo forte dolore, si è recata al PS di Ravenna; dopo una lastra è stata dimessa con: sospetta frattura di una vertebra; consiglio di portare un busto da acquistare in ortopedia; TAC di approfondimento prenotata dal medico del PS da effettuare il 18 luglio presso l’ospedale di Lugo; riposo; rivisita dopo la TAC.

Aveva molto male, ma, fidandosi, ha aspettato una settimana, sopportando dolori atroci, per effettuare la TAC. Fatta la TAC il 18 e ritirato il referto nella serata del 19, il 20, cioè ieri di prima mattina, si è recata nuovamente al PS per farsi vedere. I medici del PS, una volta visto il referto, si sono subito allarmati: “Doppia frattura di una vertebra con interessamento del midollo. Lei è gravissima. Rischia la paralisi”.

Quindi è stata immediatamente allettata e il referto è stato inviato al dipartimento di neurochirurgia a Cesena. Nell’attesa della risposta, mia suocera è stata letteralmente abbandonata, senza niente da mangiare.

Nella tarda serata di ieri, la dottoressa in servizio le si è avvicinata e le ha detto che da Cesena la risposta era stata vaga e la stessa dottoressa del PS di Ravenna confessava di non sapere come comportarsi (se dimetterla o ricoverarla) nell’attesa di una risposta più precisa da parte di Cesena. Intanto è passata la notte senza che le fosse somministrato un pasto.

Questa mattina, mia moglie è andata al Pronto soccorso e l’ha trovata sotto una finestra ancora senza niente da mangiare. Avendo cercato di parlare con il medico di turno questa mattina, egli si è accorto che in tutta la giornata di ieri non era stata disposta nemmeno una visita ortopedica: visita che è stata subito richiesta ed effettuata nella tarda mattinata di oggi. C’era solo un medico in servizio con oltre venti persone in attesa e, dalle 9.00 della richiesta, la visita è stata fatta alle 11.00 circa. Alle ore 12.00 la signora è stata finalmente ricoverata in ortopedia in attesa del ricovero al nosocomio di Cesena per l’operazione chirurgica estremamente necessaria.

Non mettiamo in dubbio la professionalità dei medici, né che il responso e l’intervento debbano arrivare da un altro nosocomio. Però penso che un maggior occhio di riguardo nei confronti di un paziente ci possa, anzi, ci debba essere.
Carlo V.”

Non mi addentro in un esame tecnico che non mi compete – commenta Ancisi -, rilevando tuttavia che i tempi di attesa, le peregrinazioni e il trattamento a cui l’anziana signora è stata sottoposta prima di essere destinata all’intervento chirurgico urgentemente necessario non sembrano adeguati ad un dipartimento ospedaliero di prim’ordine.

Il Capogruppo di Lista per Ravenna chiede al sindaco de Pascale come intenda darne spiegazione, membro della Conferenza Sociale e Sanitaria, organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’AUSL Romagna.

Commenti

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  1. Scritto da Agi62

    Caro Ancisi, cosa vuole che le dica il Sindaco, tutti i governi fino ad ora hanno tagliato qualcosa alla sanità, quello di sinistra non è stato da meno, questo giallo/verde nemmeno e a forza di tagliare siamo arrivati a questa situazione, in tutto questo ci possiamo anche mettere la domotivazione dei vari operatori sanitari, capibile, per carità, se sei da solo con tutti quei pazienti fai quello che puoi.
    La soluzione è una sola, tirare fuori tanti eurini ma purtroppo, tutte le ruberie degli anni passati ci hanno indebitati fino alle orecchie.