Ancisi (LpRa) interroga sindaco di Ravenna su ordinanze anti-degrado: “sono pro alcol” e meno efficaci del 2018

Le due ordinanze gemelle, applicate da luglio al 31 ottobre nelle zone Stazione e Gulli, le più sofferenti di ordine pubblico nella nostra città, non colgono gli obiettivi di sicurezza posti dai locali Comitati e dai residenti. Possono essere utili – come lo sarebbero in ogni zona della città – per contrastare l’abbandono di bottiglie di vetro o lattine sulle strade (difficile comunque da sanzionare seriamente), ma non il consumo sovrabbondante e sregolato di alcolici nelle aree di per sé overdose, fino a poter essere controproducenti nelle loro parti più “calde” e tormentate, che la Polizia municipale ha esplicitamente indicato nei giardini Speyer/Isola di San Giovanni/viale Pallavicini in zona stazione e nel tratto tra le vie Aquileia e Nicolodi in via Gulli” questo il nucleo forte dell’interrogazione rivolta al Sindaco di Ravenna da Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna. Interrogazione che Ancisi sostiene essere “condivisa e approvata in pieno dai Comitati cittadini della “Nuova Isola San Giovanni” e della “Darsena””.

“Sia l’ordinanza Stazione che quella Gulli vietano infatti il consumo h 24 di bevande alcoliche fuori delle aree di pertinenza non solo degli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande (bar, ristoranti, pizzerie, ecc.), com’è giusto, – contesta Ancisi – ma anche dei negozi che tali non sono neppure giuridicamente, soprattutto dediti, in tali specifici spazi urbani, allo spaccio sfrenato e relativa somministrazione di alcolici (se non peggio) in ore tarde. Questi “ordini” del sindaco, legittimando tali negozi (tutti casualmente etnici) a farlo, col solo divieto, impossibile da far rispettare specie di notte, che siano consumati su strada, possono incentivare il fenomeno, anziché ridurlo a ragione. Come ha scritto il Comitato Nuova Isola San Giovanni, “l’alcol invece porta degrado, sporcizia, rumori molesti, bivacchi, orinatoi… e chi più ne ha più ne metta. E qui, zona stazione, Speyer, Pallavicini, Carducci, le ‘rivendite’ sono troppe e, fungendo da ritrovo soprattutto serale, portano in zona etnie di ogni genere, il che spesso ci fa sentire stranieri in casa”.” E sono almeno sette in questa zona i negozi di questo genere e due nel tratto in questione di via Gulli, precisa Ancisi.

Secondo Ancisi le “due ordinanze sanno di presa per i fondelli, essendoci scritto nelle premesse di “valutazioni espresse dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, che hanno evidenziato l’esistenza di una correlazione tra il consumo incontrollato di alcol ed il potenziale degrado dell’area”; di “come l’eccessivo consumo di alcolici provochi concreti problemi di ordine pubblico, ponendo a rischio la pubblica incolumità e la sicurezza dei cittadini, e tenuto conto della presenza, nell’area, di diverse attività ed esercizi commerciali autorizzate anche alla vendita di bevande alcoliche e, più in generale, fornite di bottiglie di vetro e lattine che possono essere utilizzate quali strumenti di offesa”…”

Ancisi si chiede perchè le due ordinanze di quest’anno siano diverse e meno efficaci di quelle del 2018. “La Polizia municipale ha dimostrato di sapere come queste due emergenze di salute pubblica devono essere affrontate, perché, su tali specifiche aree, le rispettive prime ordinanze dell’estate 2018 (PG 122574  e PG 122793, visibili negli allegati) fecero sì che i negozi delle zone stazione e Gulli che vendevano alcolici nelle ore notturne non potessero farlo dalle 20.00 alle 7.00.  Basta dunque la volontà politica, quella che il sindaco di Ravenna ha mostrato nel 2018, ma non quest’anno” dice Ancisi che fa una proposta e chiede al sindaco se intende accogliere la sua proposta, “conforme all’ordinanza PG. 122793 del 2018: integrare le ordinanze estive n. 1043 e n. 1198 del 2019 sulle zone stazione e Gulli imponendo il divieto di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche dalle 20.00 alle 7.00 del giorno successivo agli “esercizi commerciali” e alle “attività artigianali del settore alimentare” ivi ubicate e relative pertinenze, esentandone invece gli “esercizi pubblici di somministrazione bevande” propriamente detti (bar, ristoranti, pizzerie, ecc.).”

Ordinanza no alcol notturno PG 122793 del 2018 zona Stazione

Ordinanza no alcol notturno PG 122574 del 2018 zona Gulli

Commenti

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  1. Scritto da Aldo

    Deve essere cosi’:i negozietti (tantissimi) che vendono le bevande alcoliche devono chiudere alle 2000. Se vogliono bere, si servano al bar. Come fanno tutti.

  2. Scritto da Alvaro Ancisi

    Aldo ha colto in poche parole il senso politico e civile di quanto ho argomentato in punta di diritto. Di notte l’alcol lo vendano gli esercizi pubblici, non quelli commerciali, specialmente laddove le stesse forze dell’ordine certificano che l’abuso notturno di alcol in stagione estiva produce degrado civico, se non peggio. Grazie.