Accesso disabili ai servizi nelle abitazioni. Approvata all’unanimità una proposta di Ancisi, appoggiata dal Pd

Martedì sera, 30 luglio, quale ultimo atto prima delle ferie estive, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità un’importante e complessa deliberazione, proposta e presentata al Consiglio il 16 gennaio scorso da Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna e presidente della commissione consiliare Sanità pubblica, per perseguire “la piena applicazione della legge sulle barriere architettoniche nelle abitazioni domestiche”. Discussa in sede di commissione il 19 e il 24 luglio, dove ha acquisito l’adesione della maggioranza inserendo in premessa un’integrazione della consigliera Patrizia Strocchi, la deliberazione è stata formalmente sottoscritta, oltre che da Lista per Ravenna, anche dagli altri gruppi di opposizione: CambieRà, Forza Italia, Gruppo Misto, Lega Nord, Ravenna in Comune e la Pigna (pur assente giustificata alla seduta).

LE DIFFICOLTÀ DEI DISABILI IN CARROZZELLA

Il documento Ancisi (allegato) mette a fuoco le difficoltà dei disabili in carrozzella ad esercitare il diritto, ormai universalmente riconosciuto a tutte le persone per il senso primario della loro vita, di accedere in autonomia e sicurezza ai servizi essenziali delle abitazioni domestiche, che sono la cucina/sala da pranzo, il bagno e la camera da letto. La deliberazione riguarda i progetti di costruzione di edifici residenziali nuovi o da ristrutturare, intendendo che debbano garantire a tutte le persone i princìpi, affermati dal decreto ministeriale n. 236 del 1989, di accessibilità (“possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere la singola unità abitativa, di entrarvi agevolmente e di fruirne in sicurezza e autonomia”) e di adattabilità (“possibilità, allo stesso scopo, di modificare nel tempo, a costi limitati, gli spazi degli edifici in costruzione”).

Il problema si presenta quando i progetti, dislocando i suddetti tre servizi su piani diversi, senza previsione di ascensori o piattaforme elevatrici, si limitano a riportare sulle tavole grafiche, come di consuetudine su scala nazionale, il simbolo di un servoscala con sedile (allegata foto), ritenendolo sufficiente per dichiarare l’adattabilità dell’abitazione a tutti i disabili. L’ostacolo è dato dalla lettura a se stante di una norma dello stesso decreto 236, secondo cui le rampe di scala interne ad un singolo alloggio possono avere una larghezza minima di 0,80, che spesso è insufficiente per i servoscala a pedana uso carrozzina (allegata altra foto). Ne deriva che, a trent’anni da tale decreto, si sfornano ancora edifici non adattabili ad una vasta serie di disabili, anche se nel frattempo il quadro giuridico nazionale si è profondamente evoluto a favore di queste persone, con la legge n. 18 del 2009 che recepisce la Convenzione ONU sui loro diritti e con la legge n. 67 del 2006 contro ogni discriminazione nei loro confronti.

LE SOLUZIONI INTRODOTTE

La deliberazione approvata fissa innanzitutto l’indirizzo preciso, da osservare in sede di istruttoria dei permessi di costruzione o ristrutturazione di edifici abitativi, secondo cui la collocabilità dei servoscala deve essere valutata congiuntamente al contesto edilizio, in particolare alle dimensioni dei pianerottoli e degli spazi di imbarco, stazionamento e sbarco, in relazione alla tipologia della scala stessa, all’esistenza di curve positive e/o negative, alla presenza di un muro a cui attaccare la guida.

Gli indirizzi politici cui invece dovrà attenersi la Giunta comunale sono i seguenti: promuovere un aggiornamento della normativa urbanistico/edilizia comunale affinché assicuri l’accessibilità e l’adattabilità delle nuove costruzioni ai bisogni delle persone con ridotta o impedita capacità motoria; su questi stessi temi, incentivare la formazione e specializzazione di quanti interessati;   sensibilizzare e sostenere la presentazione di progetti edilizi volti agli obiettivi di cui sopra, anche attraverso misure incentivanti; tener conto, per consulenze in sede operativa, della disponibilità del CRIBA Emilia-Romagna a sottoscrivere col Comune un protocollo di collaborazione.

Come si legge nella premessa della deliberazione, il CRIBA, Centro di Informazione Regionale sulle Barriere Architettoniche, fornitore a titolo gratuito di informazione, valutazione e consulenza sulle problematiche connesse al superamento delle barriere architettoniche, ha seguito con favore fin dall’inizio l’iniziativa di Ancisi, condividendone infine la proposta di deliberazione. Così pure il CAAD, Centro per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico attivo nel Comune di Ravenna. Altrettanto si è ottenuto con la partecipazione degli assessorati interessati e dei quadri tecnici del Comune stesso addetti all’edilizia e ai servizi sociali, che hanno anche contribuito agli ultimi aggiustamenti del testo, così stabilendo tutte le basi, politiche e professionali, utili a coglierne appieno gli obiettivi.

Ancisi – Superamento barriere architettoniche nelle abitazioni domestiche

La dichiarazione di Patrizia Strocchi (PD)

“I temi dell’accessibilità, dell’inclusione, dell’abbattimento delle barriere architettoniche e della disabilità sono per il Partito Democratico questioni di fondamentale importanza. Per questo, sul tema specifico siamo sempre aperti a discutere e approfondire con chiunque. In particolare siamo soddisfatti della collaborazione sul documento di indirizzo per la piena applicazione della legge sulle barriere architettoniche nelle abitazioni domestiche proposto dal consigliere Ancisi.” Queste le parole della consigliera comunale Patrizia Strocchi che ha contribuito alla stesura del dispositivo votato oggi in Consiglio comunale a Ravenna.

“Il lavoro in Commissione è stato proficuo e in quella sede è stato possibile per noi e per la Giunta intervenire sul testo iniziale con proposte e modifiche significative. Si è arrivati a un atto che sostanzialmente propone la promozione di un aggiornamento della normativa urbanistico/edilizia comunale in relazione alle parti che attengono all’accessibilità, alla sicurezza e al benessere delle persone, ovviamente con particolare riferimento a ridotte o impedite capacità motorie, sensoriali, e comunque di disabilità temporanea o permanente. Il dispositivo infatti prevede poi di incentivare la formazione e specializzazione sul tema dell’accessibilità relativamente alla costruzione o ristrutturazione di edifici residenziali; pone l’obiettivo di sensibilizzare e sostenere adeguate predisposizioni degli spazi, affinché possano essere resi idonei a costi contenuti, anche in un secondo momento rispetto alla costruzione, alle necessità delle persone con ridotta o impedita capacità motoria/sensoriale; prevede infine di valutare la predisposizione di un protocollo di collaborazione con il CRIBA-Emilia-Romagna utile a raggiungere i fini indicati ai punti precedenti, ma anche per consulenze in sede operativa.”

“Già un ordine del giorno che avevamo presentato a novembre del 2018 infatti richiamava alla assunzione di impegno rispetto al concetto di accessibilità e inclusione, anche attraverso una figura di coordinamento istituita a livello comunale. Inoltre la Delibera di Giunta della Regione che nel 2015 ha istituito formalmente un fondo regionale rinnovato poi ogni anno successivo, il quale si somma annualmente a quello messo a disposizione dalla Amministrazione comunale, ci ha consentito di fornire supporto economico alle esigenze espresse dalla cittadinanza, in particolare a 24 utenti nel 2016, 39 nel 2017, 51 nel 2018. Anche per il 2019 sono stati destinati al territorio di Ravenna circa 640.000 euro.”

“A partire dalla approvazione della Legge regionale che prevede contributi a disabili gravi per favorire la permanenza nella loro abitazione – conclude la consigliera Strocchi –  sono stati istituiti i CAAD ovvero  Uffici territoriali per l’adattamento domestico, che offrono consulenze aventi l’obiettivo della autonomia di persone in difficoltà; tali uffici (a Ravenna allocato in Via D’Azeglio, ma presente anche a Faenza e Lugo) sono di norma composti da operatori socio-assistenziali, tecnici urbanistici e consulenti sanitari. Nelle modifiche approvate rispetto al primo testo presentato in Commissione, crediamo di aver contribuito alla predisposizione di un utile documento di indirizzo, che si va ad inserire in un percorso che l’Amministrazione ritiene prioritario e di cui sarà tenuto conto anche nei nuovi strumenti urbanistici quali il PUG”.