Casola Valsenio: il contributo del comune per la politica regionale in favore della montagna

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Il Consiglio comunale di Casola Valsenio, il 30 luglio, ha votato all’unanimità con un solo voto di astensione, un ordine del giorno – proposto dal gruppo consiliare di maggioranza “Centro-Sinistra Uniti per Casola” – che indica a azioni e obiettivi per la definizione del prossimo Programma regionale per la montagna, che la Regione Emilia-Romagna ha avviato a partire dalla Conferenza regionale del 18 luglio scorso a Porretta Terme e che proseguirà nell’incontro previsto a Bagno di Romagna il prossimo 19 settembre.

Il Consiglio comunale di Casola Valsenio ha espresso consenso e apprezzamento per la scelta della Regione Emilia-Romagna di avviare, già nel 2019 – prima Regione a farlo – il taglio dell’IRAP fino al 50% per le imprese e gli esercizi commerciali operanti nei Comuni montani (13.000 nei territori montani della Regione Emilia-Romagna; 70 nel Comune di Casola Valsenio, unico Comune interamente montano della Provincia di Ravenna) e l’azzeramento per tre anni per quelle nuove e le start up che decidono di avviare l’attività sempre in Appennino; di costituire un fondo di 10milioni di euro a favore delle giovani coppie e famiglie che vivono in montagna o che decidono di iniziare a farlo, per contributi a fondo perduto destinati all’acquisto o alla ristrutturazione della prima casa. Un aiuto che potrà arrivare al 50% dell’intervento, per un importo massimo di 30.000 euro e vincolati alla residenza duratura nei Comuni montani.

Consenso per la scelta di assegnare 5 milioni di euro per interventi a favore delle strade nei Comuni montani, per interventi di somma urgenza, assegnabili direttamente ai Comuni per facilitare la rapidità di esecuzione delle opere necessarie e ha valutato positivamente l’impegno della Regione a favore delle aree montane.

Dall’avvio della programmazione regionale nel 2016 – dati presentati alla Conferenza Regionale per la Montagna di Porretta Terme – sono stati stanziati per le aree 953,5 milioni di euro, provenienti da fondi europei, Fondo regionale per la Montagna e fondi nazionali.

Nei tre assi portanti del programma di investimenti, 226,5 milioni vanno allo sviluppo e alla crescita delle imprese e del lavoro, con 113,5 milioni per le imprese agricole e agroindustriali; 63,8 milioni per il sostegno agli investimenti produttivi, per progetti finalizzati al miglioramento della competitività, alla ricerca e all’innovazione; 50,3 milioni alle imprese turistiche con opere di ammodernamento degli impianti invernali, promozione, valorizzazione delle filiere e delle risorse culturali e ambientali. 443,9 milioni, per l’identità e la coesione sociale, per l’attrattività della montagna. Tra questi, gli investimenti per la mobilità, il trasporto pubblico e le strade per 290 milioni; 13,3 milioni per la banda ultra larga; 42,5 milioni per strutture sanitarie, case della salute, servizi per l’infanzia e persone non autosufficienti e disabili; 74,2 milioni per la pubblica amministrazione e il riordino territoriale.

Infine, 262 milioni vanno alla difesa attiva del territorio, alla sua accessibilità e alla valorizzazione delle risorse naturali, alla difesa, bonifica e mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico.

Un impegno, quello lungo i tre assi della programmazione in corso, che deve continuare anche nel prossimo Programma Regionale per la Montagna, con il pieno utilizzo di tutte le risorse che sarà possibile mettere a disposizione dei territori montani.

A questo proposito, il Consiglio comunale di Casola Valsenio, con l’intenzione di contribuire alla definizione del prossimo Programma regionale per la montagna, ha indicato le seguenti azioni e obiettivi:

Promuovere una complessiva strategia di fiscalità differenziata a favore delle aree montane che, in mancanza di decisioni nazionali coerenti con questa indicazione, così come auspicato dall’UNCEM – possa essere attuata in ambito regionale. Ma per questo è fondamentale il riconoscimento dell’autonomia differenziata alla Regione Emilia-Romagna;

Fare del prossimo Programma di Sviluppo Rurale 2021/2027 – e, per quanto possibile, di altri Fondi europei – lo strumento per imprimere una svolta fondamentale negli interventi per la qualità, l’efficienza, la transitabilità delle centinaia e centinaia di chilometri di strade comunali nelle aree rurali dei territori montani della Regione.

L’ampiezza della rete stradale comunale in area rurale, i danni causati da eventi climatici straordinari sempre più frequenti, rende necessaria una immissione di risorse importante – paragonabile per dimensione a quella destinata alla banda larga e ultralarga nel PSR 2014/2020 – tale da consentire la realizzazione di un vasto e completo programma di manutenzione straordinaria e di rispristini.

La qualità delle strade comunali nelle aree rurali dei territori montani della Regione è strategica e fondamentale per l’economia agricola, per la permanenza dell’impresa agricola nei territori montani, per la competitività dell’agricoltura collinare e montana, per la qualità della vita delle popolazioni rurali.

Ed è fondamentale anche per la promozione del turismo, in particolare del turismo in bicicletta, per accompagnarne i flussi crescenti degli ultimi anni, dall’Italia e dall’estero, anche grazie all’importante attività di promozione svolta dalla Regione, dalle Destinazioni turistiche e dalle Società di promo-commercializzazione turistica partecipate da Unioni e Comuni

Nell’ambito della azioni che saranno possibili con l’autonomia regionale differenziata, istituire un fondo regionale a favore dei Comuni interamente montani e di minore dimensione demografica, con bassa o nulla capacità di autofinanziamento, per rendere possibile il cofinanziamento degli interventi per la prevenzione del rischio sismico, della messa in sicurezza degli edifici pubblici.

Sulla fiscalità locale, infine, è stata affermata la necessità di un’azione congiunta e coordinata tra gli Enti Locali e la Regione, per richiedere al Governo l’adozione di atti e provvedimenti per il ripristino dell’autonomia finanziaria, come previsto dall’art. 119 della Costituzione.

Con riferimento all’ IMU sulle seconde case, ora – attraverso il meccanismo del Fondo di Solidarietà – l’imposta, avente carattere prettamente comunale, è in parte introitata dallo Stato, sottraendola ai Comuni, senza alcuna distinzione tra Comuni montani e Comuni non montani, ai quali dovrebbe essere riconosciuta, semmai, la condizione di enti beneficiari del Fondo di Solidarietà e non di enti tributari.

A questo proposito si rileva la necessità e l’urgenza, di mantenere nei bilanci dei Comuni montani l’intero gettito dell’IMU sulle seconde case.

Il documento approvato, è stato inviato alla Regione, al Parlamento, al Governo; è stato inviato inoltre a tutti i Comuni montani della Regione perché, se lo riterranno, condividano e facciano proprie le proposte e le indicazioni in esso contenute.

 

 

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