Giacomo Costantini sui Lidi di Ravenna: il segno è meno ma la situazione non è drammatica

I numeri sono numeri, non dicono tutto. Ma qualcosa dicono. Per esempio, che i Lidi di Ravenna sono in difficoltà per quanto riguarda i flussi turistici almeno da due anni a questa parte. Con un calo di arrivi e presenze nel 2018 che prosegue nei primi sei mesi del 2019. Un trend negativo che anno scorso (anno record per L’Emilia-Romagna) fece registrare meno 3,8% negli arrivi e meno 1,9 nelle presenze. Sapendo che quasi tutti gli altri sono andati avanti, è un dato che fa male. Nei primi sei mesi del 2019, la musica non cambia: meno 5,8% negli arrivi e meno 1,6% nelle presenze da Casalborsetti a Lido di Savio.

A lenire il dolore per questo risultato non soddisfacente non basta il risultato buono di Ravenna città d’arte, in crescita costante, anche nei primi sei mesi del 2019. A Giacomo Costantini, Assessore al Turismo di Ravenna, chiediamo di commentare il dato dei lidi e di spiegarci che cosa non va e cosa ci si propone di fare, anche alla luce del “famoso” studio sulla reputazione dei lidi, conosciuto più per una marginale vicenda giudiziaria che per la sua pregnanza politica.

“Se guardiamo alle tendenze generali, che registrano un assestamento dei flussi turistici sulla Riviera Adriatica, dico che i nostri lidi non vanno male. Reggono. Certo non possiamo accontentarci di un piccolo segno meno – afferma Giacomo Costantini – e infatti stiamo lavorando molto per il rilancio di un prodotto maturo come il nostro, individuando gli elementi di criticità e le nuove potenzialità.”

Lei dice che i lidi reggono, ma mentre altrove c’è un leggero calo qui abbiamo un meno 5,8% negli arrivi, dopo un 2018 che era stato negativo. 

“Se parliamo dei primi sei mesi del 2019 e li confrontiamo con lo stesso periodo degli anni precedenti abbiamo questi dati. Nel 2015 registriamo 581 mila presenze, nel 2016 ne abbiamo 585 mila, 695 mila nel 2017, 690 mila nel 2018 e 683 mila nel 2019. Non sono dati drammatici. Nei miei dati ci sono anche i pernottamenti negli appartamenti che il computo regionale non registra. Il calo c’è ma è minimo. Non è così evidente.”

Ammettiamo sia così. Eppure c’è la percezione diffusa di una situazione di crescente difficoltà e di insoddisfazione.

“Come ripeto da tempo, il nostro turismo balneare è un settore maturo che non ha un grande futuro se insegue vecchie formule. Il turismo di massa si sta spostando verso altre destinazioni rispetto alle quali non possiamo competere sul piano del prezzo. Fra l’altro, altre realtà della costa come Cervia e Cesenatico hanno un’offerta più diversificata della nostra, con un’accoglienza capace di soddisfare una clientela di fascia medio-alta, che è quella che meno ha risentito della crisi. Noi dobbiamo riqualificare la nostra offerta e a questo stiamo lavorando da tempo.”

Riqualificare in quali direzioni? Che cosa vi ha suggerito lo studio sulla reputazione dei lidi?

“Abbiamo individuato una strategia di riorganizzare dei lidi in tre aree. Un’area a nord dove puntiamo su emergenze come parco, gastronomia e natura. Un’area al centro dove puntiamo su parco, sport, wellness e intrattenimento. Un’area al sud dove i punti di forza sono parco, natura e cultura. Questo per quanto riguarda le vocazioni. Naturalmente poi ci sono gli investimenti per l’organizzazione urbana, per l’arredo, per i servizi con lo scopo di rendere più attrattivi e accoglienti i nostri lidi.”

Si riferisce all’avvio della riqualificazione degli stradelli?

“Quello è uno dei tanti investimenti, il più ambizioso. Abbiamo riaperto la Pineta Ramazzotti e abbiamo ampliato l’offerta naturalistica sia nell’area sud che nell’area nord del Parco del Delta. Abbiamo le iniziative per la protezione delle dune e degli abitati dall’ingressione marina, pochi giorni fa abbiamo inaugurato le opere realizzate a Lido di Classe. C’è la sistemazione progressiva delle strade e degli impianti di illuminazione, il miglioramento delle rotonde, lo sfalcio del verde, stiamo facendo molte cose.”

E dal punto di vista della promozione e degli eventi?

“Nel bando per l’accoglienza turistica vinto da Ravenna Incoming abbiamo messo 150.000 euro in più per la promo-commercializzazione. Stiamo lavorando a una maggiore caratterizzazione e diffusione degli eventi. Continuiamo a sostenere con convinzione Spiagge Soul, Beaches Brew, Valore Tricolore, abbiamo dato più risorse per la Notte Rosa, per il Festival Naturae, abbiamo aumentato gli investimenti per gli eventi sportivi.”

Allora cosa ci manca?

“C’è ancora parecchio da fare. Posso aggiungere anche che la capacità attrattiva e l’offerta non la fanno solo l’Amministrazione comunale e l’Assessore, la fanno soprattutto gli operatori. Con i quali ci confrontiamo continuamente e ai quali cerchiamo di dare risposte. Il resto debbono farlo loro. E molti la loro parte la stanno già facendo tutta. Certo, la competizione è dura.”

Nella strategia di valorizzazione delle tre macro aree dei lidi c’è un elemento unificante: la natura. È questa la risorsa del futuro?

“Natura, sport, wellness e gastronomia accanto al mare: è quello a cui puntiamo. Lavoriamo per potenziare l’offerta in tutti questi settori, in particolare per incrociare la domanda di turismo naturalistico in costante crescita. Fra l’altro, con Cervia e Comacchio abbiamo stretto un accordo di valorizzazione naturalistica del territorio, con progetti, eductour, promozione comune.”

I numeri torneranno a crescere?

“Dobbiamo essere realistici. Più che sulla crescita dei numeri degli arrivi e delle presenze dobbiamo puntare su un turismo che porti più soldi. Non pensiamo sia realistico puntare a un turismo di massa costruito con i tour operators sui nostri lidi, ma sulla capacità di attrarre con un’offerta di qualità un turismo individuale esigente, desideroso di esperienze ed eccellenze, in grado di fermarsi e di spendere di più.”

Commenti

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  1. Scritto da lorenzo

    bene allora facciamo come nel privato, meno risultato, meno stipendio all’assessore. Tanto come dice lui non c’è nulla di drammatico.

  2. Scritto da Emanuele

    A mio avviso Costantini fa una analisi corretta. E anche le proposte dell’amministrazione comunale vanno nella direzione giusta. Certo è che rispetto all’intera riviera romagnola, la costa di Ravenna si pone come cenerentola e non riesce più come qualche tempo fa (ma aggiungo, per fortuna) a ritagliarsi una posizione, ad esprimere un modello. Difficile, in un solo territorio, rendere compresenti turismo cittadino, mare (nel senso tradizionale del termine) e tutto il resto. E’ verissimo che si potrebbe fare di più, ma è altrettanto vero che si dovrebbe partire non dagli eventi, ma dalle infrastrutture e ragionare su archi temporali davvero molto lunghi.

  3. Scritto da Alex, di Marina

    Io parlo per Marina di Ravenna e penso di potere dire la mia. Sono anni che c’è il segno meno , ho vissuto gli anni più fiorenti di Marina vivendoci da 42 anni, quando era veramente una chicchina per tutti famiglie, anziani e giovani. Si stava bene!
    Dopo di ché è iniziato il declino = happy hours = allontanamento famiglie = chi porta i baiòc! Ho tanti amici e parenti che non vengono più a fare le vacanze qui ma preferiscono Cervia o Rimini che 1. costa meno 2. offrono di più. Voi dove andreste?
    Cosa offre Marina a parte quelle due cozze che fanno in piazza o le feste per ubriacarsi in spiaggia? Non c’è niente, per di più abbiamo anche dei marciapiedi che fanno pena, camperisti abusivi, un parco pubblico abbandonato e nulla e dico nulla per richiamare le famiglie. E’ davvero tristissimo vedere il mio amato paese abbandonato cosi a se stesso…

  4. Scritto da Ravennate24ore

    Poi, per dare il colpo di grazia, ad inizio agosto, fanno ormeggiare, alla banchina delle crociere, una enorme nave posacavi, a quanto pare destinata a rimanervi per mesi.
    Nave che, oltretutto, inquina, coi suoi rumorosi generatori in funzione ventiquattrore su ventiquattro.

  5. Scritto da enzo dalmonte - s.alberto

    Per fare turismo occorre, a mio modesto parere, cominciare dai clienti che ci sono e trovare la maniera più corretta per farsi conoscere e comunicare la propria offerta. I nostri amministratori non ascoltano nessuno e si autoreferenziano continuamente e sono talmente convinti che anche i numeri diventano solo una opinione. Non esiste una specializzazione su niente e non si riesce neanche a sapere dove dovremmo essere specializzati, tutto è rimandato a qualcosa che verrà. Ravenna ha la maglia nera per attività chiuse nel periodo, fare il biglietto per vedere i monumenti e musei è come seguire un editto del ‘500 della Sacra Rota. Ci vuole dignità nel ricoprire un incarico amministrativo pubblico e cominciare a fare un po’ di autocritica. Ho tralasciato volontariamente la gran parte delle cose che non vanno perché ognuno sa quello che fa o che ha fatto o che vuol fare in futuro quindi se il suo compito è amministrare la cosa pubblica occorre doppio impegno e metà stipendio e saper ascoltare anche chi non ti ha votato.

  6. Scritto da emanuele romano

    ma cosa dice non ci vuole molto a sistemare lido adriano sopratutto zona acquasirius l’han fatta morire vergogna

  7. Scritto da FILIPPO DONATI

    Gradevole e delicatissimo “copiaincolla” dei dati, adesso però servirebbe per lo meno conoscere la performance economica; tutti questi più e meno a cosa equivalgono ?! Ad aziende in salute o in difficoltà ?! Ad imprenditori soddisfatti ?! A quanti posti di lavoro in più o in meno ?! Quale fatturato si è ottenuto nel settore alberghiero ed extralberghiero ?1 Nulla, continuiamo a far di conto senza mai arrivare a nulla……e dire che dovrebbe essere uno dei settori economici asset del nostro territorio….

  8. Scritto da rocco

    Bella proposta dell’assessore meno turisti ma aumentiamo i prezzi così riduciamo il gap… “attrarre con un’offerta di qualità un turismo individuale esigente, desideroso di esperienze ed eccellenze, in grado di fermarsi e di spendere di più.”

  9. Scritto da Fidenzio

    Vorrei dire all’assessore Costantini che, per quanto riguarda Lido di Dante è bene che sia stata aperta la pineta Ramazzotti e fatti i lavori che ha detto ed altri da fare per proteggere le dune dalle mareggiate (purché non siano inutili come in passato e forse realizzati male visto i risultati passati). Ad esempio io non mi spiego perché le dune alle spalle della spiaggia frequentata dai naturisti non sia stata delimitata con una staccionata e vietata al passaggio dei pedoni che le hanno rese più deboli staccando le radici delle piante e non facendo crescere la vegetazione portandole, quindi, quasi alla scomparsa.
    Ci sarà in futuro certamente una crescita del turismo naturalistico ma, questo, porterà nella località poco vantaggio economico essendo i naturalisti quasi solo di passaggio.
    E’ ai naturisti che occorre quardare come hanno fatto le amministrazioni da Angelini a Mercatali ed io che ho fatto numerose proposte per far decollare il turismo naturista non sono mai stato ascoltato e non so per quale ragione si rifiuta da parte dell’amministrazione questa via per Lido di Dante che è l’unica che possa portare turisti e l’interasse generale.

  10. Scritto da P.S.

    Condivido totalmente quanto scritto da Alex. Ed ha ragione quando dice che altre località sono meno care. Sono rimasto stupito quando ho scoperto che sia a Cervia che a Rimini ad esempio un ombrellone e un lettino per la giornata in spiaggia costano nettamente meno che a Marina!!

  11. Scritto da costantino

    Si punta molto su parco e natura, ma di fatto le zone “naturali” ravennati sono in condizioni disastrose per cause ambientali certamente ma anche per disinteresse politico, incapacità gestionale e la complessità culturale che richiede una efficace politica di conservazione dei lembi di “natura” residua in un territorio sempre più frammentato e sottoposto a pressioni antropiche. Già riconoscere questi elementi sarebbe un passo avanti, mentre invece pare che si sappia solo parlare e parlare usando parole prive di contenuto: valorizzazione del territorio cosa vuol dire? promozione, ma di cosa che non viene garantita neppure la sicurezza dei visitatori? progetti “eductor” ? Ma per favore …

  12. Scritto da NB

    Mi associo al pensiero di Alex e di P.S.
    Il “modello” happy-hour e festa in spiaggia è oramai fallito.
    Anche presso altri lidi (che avevano in parte seguito il modello di Marina) i turisti, quelli che consumano e portano soldi, sono in calo, perchè c’è solo il baccano e la confusione delle spiagge.
    Il turismo di qualità non vuole il casino, mi sembra chiaro, ma forse non lo è per chi ci amministra….
    Lo sballo notturno e le discoteche non arricchiscono un paese ma solo 2 o 3 gestori.
    Marina di Ravenna non ha più attrattive turistiche, non ha parcheggi, non ha alberghi, non ha luoghi accoglienti e rilassanti, ha solo del casino notturno e del casino in spiaggia, in pratica non ha più nulla di tutto ciò che aveva una volta, quando era una località turistica.

  13. Scritto da GIANLUCA MARTUZZI

    direi che per come è stata gestita la spiaggia a lido di Dante i numeri sono per forza in calo….merito di personaggi che nn sanno come gestire la particolare esigenza di un piccolissimo uccellino che blocca per quasi tutta la stagione estiva una spiaggia vitale per il turismo locale…..lo spazio off della foce del Bevano direi che puo bastare per l’uccellino.

  14. Scritto da armando

    @sig, Martuzzi.- vorrei ricordarle che su quella spiaggia vige la maleducazione piu assoluta !!!gente che non rispetta i divieti, calpestano ogni cosa.- Ieri, per esempio 4 ombrelloni piantati sulle dune, in zona vietata.- Arrivano poi i Forestali e..anziche fare MULTE, un bacino sulla guancia e via andare.- Cani vietati ??? ce ne sono e nessuno controlla !!! Per me una soluzione ci sarebbe per far rinascere la spiaggia.- Come è stato fatto per la Pineta, CHIUSURA TOTALE DELLA SPIAGGIA PER 5-6 ANNI.- nessuno puo’ entrare.- rinascerebbero le dune come una volta.-

  15. Scritto da L.

    Condivido i pensieri di Alex e NB , Marina di Ravenna è lasciata allo sbando, abbiamo delle strade molto pericolose, marciapiedi distrutti dove si deve fare attenzione a dove si mettono i piedi, le piste ciclo pedonali impraticabili il fine settimana causa parcheggio mezzi , pista ciclo pedonale da Ravenna Punta marina asfaltata bene con righe e pulita, da via dell’idrovora al parcheggio scambiatore una pista cosi non ce l’hanno neanche nel terzo mondo.E’ un turismo, se si può chiamare cosi, del venerdì e sabato sera dove ubbriachi e urlatori se ne incontrano molti.Poi pensiamo di portare turisti ? Ho dei grossi dubbi purtroppo e mi dispiace molto per il mio paese.