L’Altra Faenza: serie di interpellanze a Sindaco e Giunta e adesione al terzo Global Strike

L’Altra Faenza ha presentato diverse interpellanze al Sindaco del Comune di Faenza Giovanni Malpezzi e alla Giunta su diversi argomenti: sulla verifica dei risultati del “Protocollo d’intesa per lo sviluppo del territorio dell’Unione della Romagna Faentina”; sull’Arena Borghesi; sul Parapetto del Ponte delle Grazie; sul Taglio alberi nel Parco di San Francesco; sulla Manifestazione di interesse per nuove urbanizzazioni. Inoltre la lista esprime con una lettera al movimento Friday For Future Faenza l’adesione al terzo Global Strike di venerdì 27 settembre per il clima. 

INTERPELLANZA su verifica risultati del “Protocollo d’intesa per lo sviluppo del territorio dell’Unione della Romagna Faentina”

Il testo. Premesso che in data 25 gennaio 2017 è stato sottoscritto il “Patto per lo sviluppo” protocollo d’intesa per lo sviluppo del territorio dell’Unione della Romagna Faentina; premesso che in quell’occasione Lei ebbe modo di dichiarare: “Siamo davanti ad un accordo che ci rende tutti parte attiva e responsabile per favorire una nuova fase di sviluppo economico. Questo Patto è un nuovo punto di partenza per rilanciare l’economia e la coesione sociale, due leve fondamentali che per anni hanno creato benessere e progresso nel nostro territorio, proiettandolo nelle parti alte della classifiche nazionali per qualità della vita. Nonostante la crisi congiunturale che ancora ci attanaglia, questo territorio dimostra ogni giorno grandi potenzialità di sviluppo economico, sociale e culturale che con questa firma intendiamo agevolare, dando il via alla creazione di nuove opportunità di rilancio e alla promozione di politiche di crescita”; premesso che recentemente in una sua intervista, alla domanda “che città consegna al prossimo sindaco” ha affermato “Una città in condizioni economiche e sociali più solide di quelle che ho trovato”; premesso che in una precedente mia interpellanza sull’argomento, all’inizio del 2018, Le chiedevo se non fosse stato utile l’attivazione di un Osservatorio, coordinato dai Comuni, per raccogliere tutti i dati a disposizione degli Enti pubblici, dei servizi, di tutte le realtà associative; per consentire una lettura attendibile dell’andamento concreto del complesso delle attività economiche, sociali, produttive e del mercato del lavoro del territorio; premesso che L’Altra Faenza non sa se l’Amministrazione Comunale e l’URF abbiano a disposizione tutti questi dati, da alcune sommarie informazioni raccolte, risulta che nell’URF:

  • le imprese di tutte le tipologie erano, nel 2008, 8.831, nel 2018 sono scese a 7.990;
  • a marzo 2019 (dal 2008) risultano persi, nelle aziende più strutturate, 2.119 posti di lavoro, a causa di esodi naturali per pensionamenti, dimissioni incentivate a seguito di cessazione attività, fallimenti e collocazione nelle liste di mobilità;
  • per quanto riguarda i rapporti di lavoro attivati, nel 2017 si rileva un aumento del triplo (da poco più di 500 a più di 1500) dei contratti di lavoro intermittente, “a chiamata”, rispetto al 2008;
  • escludendo i contratti a chiamata, sono stati attivati nel 2017 in totale 25.123 contratti di lavoro, di cui 21.020 a tempo determinato, 2335 somministrati (interinali), 584 apprendisti e solo 1184 sono a contratti a tempo indeterminato, a conferma dell’aumento della instabilità e precarietà del lavoro;
  • per quanto riguarda l’aumento delle diseguaglianze e in particolare del “rischio di povertà” sappiamo che le tendenze sono in aumento in tutto il paese, nel 2017 in tutta Italia l’incidenza del rischio di povertà è stato del 20,3%, in Emilia-Romagna, che si colloca tra le regioni più “virtuose”, si era al 10,5% del totale degli individui residenti;
  • per la provincia di Ravenna i dati sul rischio di povertà, disponibili per i 3 distretti sociosanitari, sono del 2016, e sono rispettivamente del 10,1% per Ravenna; del 7,5% per Lugo; del 10,9% per Faenza (ossia nei Comuni dell’URF).

Su tutti questi questi argomenti, auspichiamo, ci saranno occasioni di approfondimento nel percorso partecipativo avviato per la definizione del piano strategico 2030 dell’Unione della Romagna Faentina; ma intanto riteniamo che, dopo più di due anni e mezzo dalla sottoscrizione del “Patto”, sia necessaria una verifica dei suoi effetti:

  • in particolare su come sono state attivate le azioni individuate nei sette ambiti di lavoro indicati: 1 – Marketing territoriale, attrattività imprenditoriale e lavoro; 2 – Economia della conoscenza e innovazione tecnologica; 3 – Valorizzazione del settore agricolo e politiche ambientali; 4 – Legalità, Appalti, Sicurezza, lotta all’abusivismo; 5 – Coesione, welfare e sviluppo di comunità; 6 – Cultura, turismo, promozione del territorio e valorizzazione dei centri storici; 7 – Risorse, controllo e monitoraggio;
  • e poi, più in specifico, quali sono i risultati dello strumento “Contributi per favorire l’insediamento di nuove imprese o l’ampliamento di imprese esistenti nel territorio faentino”, misura sulla quale abbiamo, a suo tempo, abbiamo espresso dubbi e perplessità sulla sua efficacia, ossia:
  • quante domande sono state presentate per accedere a questi contributi?
  • quante aziende hanno beneficiato di questi contributi a fronte di nuove assunzioni o trasformazioni?
  • conseguentemente, quante assunzioni effettuate sono in diretto riferimento a questi contributi, e con quali tipologie?

INTERPELLANZA sull’Arena Borghesi

Il testo. L’interpellanza è per conoscere quando il Consiglio Comunale dovrà pronunciarsi sullo schema di accordo urbanistico con i privati relativo alla scheda del Rue denominata “Accordo di programma a.1 area Arena Borghesi”. Al di là delle opinioni personali, crediamo sia necessario che il Consiglio Comunale di Faenza, e non solo il Consiglio dell’URF, sia messo a parte e poi si esprima sulla stesura finale del progetto, anche per poter valutare l’impatto complessivo dell’intervento. Riteniamo inoltre che si possa ragionare anche di un intervento sulla parte posteriore del parco, dove oggi sorge un’area degradata, che contrasta con il resto dell’intervento di restauro.

INTERPELLANZA sul Parapetto del Ponte delle Grazie

Il testo. Dopo i lavori di adeguamento del marciapiede del Ponte delle Grazie per la costruzione della pista ciclabile, l’altezza dello stesso si è alzata di diversi centimetri. Questo ha comportato che il parapetto del ponte si trovi ora ad un’altezza molto più bassa rispetto a prima, rendendo di fatto pericolosa la circolazione pedonale e ciclabile. Chiediamo se l’altezza del parapetto sia ora a norma e se sono state fatte le verifiche del caso per consentire la circolazione sul ponte.

INTERPELLANZA sul Taglio alberi nel Parco di San Francesco

Il testo. Nel Parco di S. Francesco, uno dei parchi urbani più frequentati, sono stati tagliati 5 alberi di grosso fusto (probabilmente cedri del Libano), ne restano ancora 3. Dalle foto che ci sono state fornite, e che possiamo produrre, non sembravano in cattive condizioni, anzi, i tronchi dei 5 alberi tagliati non presentano esternamente alcun segno di marciume, la sezione al taglio presenta un legno integro e compatto. Chiediamo il perché di questa scelta.

INTERPELLANZA sulla Manifestazione di interesse per nuove urbanizzazioni

Il testo. Rispetto alle richieste di “manifestazione di interesse per nuove urbanizzazioni”, sulle quali a suo tempo ho manifestato perplessità e critiche, vorremmo chiedere quando i progetti presentati nelle loro stesure definitive, saranno esaminati in Commissione e poi nel Consiglio Comunale. Vista la rilevanza e gli impatti che tali progetti potrebbero avere sugli assetti urbanistici del territorio, auspicchiamo che ci siano i tempi necessari non solo per i necessari confronti nelle sedi istituzionali, ma anche per rendere pubblico alla cittadinanza tutte le possibili implicazioni che questi progetti potrebbero avere per il futuro della città.

L’ALTRA FAENZA ADERISCE AL TERZO GLOBAL STRIKE DEL 27 SETTEMBRE

L’Altra Faenza per mano di Edward Jan Necki scrive al movimento Friday For Future Faenza: “Carissimi amici e amiche, rispondendo al vostro appello – che rivolgete non solo agli studenti e ai ragazzi, ma a tutta la società civile, incluso le forze sociali e politiche – aderisco convintamente, a nome mio e dell’Altra Faenza di cui sono Consigliere comunale, al terzo Global Strike di venerdì 27 per il clima. Come alcuni hanno fatto notare, in queste vostre iniziative di mobilitazione si corrono due rischi: che molti vi ignorino snobbando in modo manipolatorio il vostro impegno; o viceversa che (quasi) tutti vi diano ragione, oscurando in questo modo di chi sono le responsabilità degli sconvolgimenti globali verso i quali ci stiamo avviando. È relativamente facile denunciare i “negazionisti” (come Trump, Bolsonaro, o, da noi, Salvini) ma ci sono tanti altri che strumentalmente vi danno ragione, ma operano esattamente in modo contrario. Per contrastare i cambiamenti climatici è necessario cambiare radicalmente il modo col quale ci rapportiamo alle risorse del pianeta. La sostenibilità ambientale e sociale necessaria, deve riguardare la sostituzione dei combustibili fossili con fonti rinnovabili, cosa e come si produce, ma anche come si consuma, ci si muove, si vive nelle città e nei territori. Quindi al primo posto non può esserci il valore economico, il PIL, la crescita… ma il benessere reale delle persone in rapporto con la natura, è un percorso difficile, ma occorre creare consapevolezza perché ognuno dia un contributo per cambiare. Concludo ricordando una vecchia favola africana: durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario con una goccia d’acqua nel becco. “Cosa credi di fare!”, gli chiese il leone. “Vado a spegnere l’incendio!” Rispose il piccolo volatile. “Con una goccia d’acqua?”, disse il leone con un sogghigno di irrisione. Ed il colibrì, proseguendo il volo, rispose: “Io faccio la mia parte!” Fare, ognuno di noi, la propria parte, negli ambiti pubblici e privati in cui è inserito, è indubbiamente una delle cose più importanti, che anche voi ci ricordate con le vostre iniziative, ma contemporaneamente dobbiamo incalzare anche tutti coloro (grandi multinazionali, imprenditori, politici, amministratori…. a tutti i livelli) che hanno “un becco” molto più grande di ognuno di noi, per cambiare radicalmente paradigma.”