Consiglio comunale Ravenna: approvata delibera su insediamento e opere di riqualificazione in via Faentina

Ancisi insiste nell'attaccare la delibera e sostiene che l'insediamento doveva essere di soli 4.500 mq mentre il Pd lo ha voluto portare a 8.000 mq

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Nella seduta di ieri (per chi volesse vederla http://bit.ly/archivio-sedute-cc) il Consiglio comunale di Ravenna ha approvato con 19 voti favorevoli (Pd, Ama Ravenna, Sinistra per Ravenna, Art.1-Mdp, Pri) e 11 contrari (Gruppo misto, La Pigna, CambieRà, Ravenna in Comune, Lega Nord, Forza Italia, Lista per Ravenna) la delibera su “Accordo territoriale per l’insediamento commerciale di rilevanza provinciale di attrazione inferiore da attuarsi nell’ambito individuato dalla scheda di Poc RQ054 via Faentina del Comune di Ravenna”. In sostanza si tratta dell’insediamento commerciale (non alimentare) di Fornace Zarattini (zona MIR) su cui nei giorni scorsi erano intervenuti anche su questo giornale Ancisi (LpRa), Mambelli (Confcommercio) e Del Conte (Assessore comunale).

In corso di seduta – una seduta assai animata – è stato presentato da Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) l’ordine del giorno (in allegato) che è stato respinto con 11 voti favorevoli (Gruppo misto, La Pigna, CambieRà, Ravenna in Comune, Lega Nord, Forza Italia, Lista per Ravenna) e 19 voti contrari (Pd, Ama Ravenna, Sinistra per Ravenna, Art.1-Mdp, Pri).

L’accordo a cui fa riferimento la delibera, che ricade all’interno del Piano urbanistico attuativo in fase di approvazione, è tra Comune di Ravenna, Comune di Cervia e Provincia di Ravenna per la riqualificazione straordinaria del ponte ciclo-pedonale tra Castiglione di Cervia e Castiglione di Ravenna. L’approvazione di tale accordo prevede che si proceda con il Pua nel quale è inserita la riqualificazione di un’area a Fornace Zarattini che ha già una destinazione d’uso di tipo commerciale, artigianale e ricettivo. Nell’ambito di questo progetto si prevede che possa essere realizzata una superficie di vendita di non oltre 5.000 metri quadrati e di un’ulteriore superficie di vendita di massimo 3.000 metri quadrati, previo accordo territoriale con la Provincia sulla realizzazione di opere per il miglioramento della viabilità e la messa in sicurezza della via Faentina, in riferimento alla ricaduta di questo tipo di insediamento.

Per quanto riguarda le opere legate al tema della perequazione territoriale sarà realizzata una rotonda che agevolerà l’accesso al nuovo insediamento, ma anche a quello antistante, cioè il centro commerciale Mir, con la messa in sicurezza dei percorsi ciclo pedonali e la realizzazione di una fascia verde di filtro tra l’area e la linea ferroviaria.

Oltre a questo l’impresa Bricoman, che realizzerà l’area commerciale dedicata alla vendita di prodotti per il bricolage e l’hobbistica, rinunciando ad una quota di scomputo degli oneri di urbanizzazione secondaria, propone l’importo di 50mila euro per la realizzazione di un’opera che abbia una ricaduta sul territorio. È quindi stata decisa, in accordo fra le amministrazioni di Ravenna e Cervia e Provincia di Ravenna, la riqualificazione straordinaria del ponte ciclopedonale tra Castiglione di Ravenna e Castiglione di Cervia.

Sono intervenuti nella discussione Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna), Rosanna Biondi (Lega Nord), Daniele Perini (Ama Ravenna), Marco Maiolini (Gruppo misto), Fabio Sbaraglia (Pd), Marco Turchetti (Pd), Michele Distaso (Sinistra per Ravenna), Chiara Francesconi (Pri), Massimo Manzoli (Ravenna in comune).

Il gruppo Lista per Ravenna ha rimarcato che la superficie da assegnare al nuovo insediamento aumenta di 3mila metri quadrati per un totale di 8mila, manifestando la preoccupazione per la concorrenza che potrebbero subire le attività commerciali più piccole.

Il gruppo Lega Nord ha espresso perplessità per la nuova cementificazione e per l’apertura di un centro rivolto all’edilizia, settore già in crisi da tempo, lamentando anche che la proprietà francese del Bricofer che sarà realizzato porta capitali all’estero.

Il gruppo Ama Ravenna ha evidenziato che non si sta votando per la nuova area commerciale, ma per l’accordo con il Comune di Cervia e la Provincia riguardante la riqualificazione del ponte ciclopedonale utile ai cittadini.

Il Gruppo Misto, ha lamentato che si tratta di discutere scelte di altre epoche con visioni urbanistiche superate, non riuscendo a prendere le distanze da soluzioni non più valide e che cambiano la vita delle persone.

Il gruppo Pd ha evidenziato che del nuovo insediamento se ne è parlato approfonditamente e che è importante valutare i nuovi posti di lavoro che saranno creati e la messa in sicurezza della via Faentina.

Il gruppo Sinistra per Ravenna ha ringraziato il consigliere Sbaraglia (Pd) per aver chiarito che il centro del dibattito si basa su competenze tecniche e non politiche.

Il gruppo Pri ha sottolineato che questa delibera, come altri in questi due anni di consiliatura, vengono utilizzate dalla minoranza per polemiche strumentali sottolineando l’importanza di accordi con imprenditori che desiderano investire nel nostro territorio.

Il gruppo Ravenna in Comune, esprimendo il proprio dissenso ha osservato che la società Bricoman in altre città italiane sta lasciando a casa dei lavoratori e ci sono vertenze sindacali in corso.

L’ODG ANCISI BOCCIATO DALLA MAGGIORANZA

Questo Consiglio comunale è stato chiamato ad approvare oggi stesso, quale ultimo passaggio in sede urbanistica, un insediamento commerciale di rilevanza provinciale a Fornace Zarattini, su un terreno di 52 mila metri definito allo scopo come “Ambito commerciale/produttivo 1”.

Sulla base della scheda urbanistica prescrittiva vi si potrà svolgere qualsiasi genere e tipologia di attività commerciali, escluso l’alimentare, per un totale di 8 mila metri quadrati di vendita, rappresentati da una base di 5 mila per almeno due strutture medio-piccole (fino a 1.500 mq) e/o medio-grandi (fino a 2.500 mq), a cui se ne aggiungerebbero, per scelta discrezionale dell’amministrazione comunale non vincolata da alcun precedente accordo, altri 3 mila, che ne farebbero una “grande struttura di vendita” di dimensione appunto provinciale.

Nulla avrebbe vietato al Piano Strutturale Comunale (PSC) del Comune di Ravenna, approvato nel 2007 (non “molti anni fa”, come oggi ha dichiarato l’assessore all’urbanistica), di destinare questa area, interclusa tra una serie di aree produttive e frontistante un’altra serie ininterrotta di aree produttive, ad un parco di verde pubblico. Ma tant’è.

Il sindaco di Ravenna ha però dichiarato ieri alla stampa che in questo spazio “aprirà un Bricofer… esercizio commerciale rivolto a hobbisti, artigiani e piccole imprese”. Bricofer è il nome del marchio aziendale in capo al gruppo Bricofer Italia s.p.a., che tra l’altro ha acquisito nel 2018 la rete Self, già presente a Ravenna, ma le cui intenzioni imprenditoriali non possono anticipare né condizionare le scelte urbanistiche dell’amministrazione comunale. Quanto detto dal sindaco è stato oggi confermato dall’assessore all’Urbanistica, la quale ha rivelato addirittura che “si è aggiudicata i lavori” (non si sa quali e come abbia potuto), Bricoman, società controllata da Bricofer. Di tutto ciò nulla è stato detto al Consiglio comunale, neppure tramite la propria commissione istruttoria.

Richiesto di conoscere il Piano Urbanistico Attuativo (PUA) di tale insediamento, unico documento che possa aver testo nella discussione di oggi, tuttavia non mostrato in commissione, vi si legge infatti quanto segue:

“L’impianto progettuale del PUA è stato valutato sulla base delle esigenze aziendali di Bricoman… La struttura di vendita Bricoman è rappresentata da una grande struttura di vendita organizzata in forma unitaria, all’interno della quale si collocano i seguenti esercizi commerciali: una media struttura non alimentare dedicata all’attività di vendita congiunta ingrosso-dettaglio; una media struttura di vendita non alimentare dedicata alla vendita di merci ingombranti…”
La superficie da occupare si dichiara essere rispettivamente di mq 1.500 e mq 3.000, in tutto 4.500.

La deliberazione di oggi, attinente all’aumento da 5.000 ad 8.000 metri quadrati di vendita dell’insediamento in oggetto, non sembra dunque giustificata da ragioni di interesse pubblico, a prescindere che, per un “esercizio commerciale Bricofer” (così detto dal sindaco), 5.000 metri quadrati paiono in ogni caso  essere più che sufficienti.

Nella sostanza, questo insediamento, anche se “solo” di 4.500 metri quadrati, avrà un impatto negativo per la sopravvivenza dei negozi e delle strutture piccole e medie attive sul territorio che praticano il commercio di prodotti del genere Bricofer, soprattutto nei centri minori e nelle frazioni di Ravenna e dell’intera provincia essendo questo marchio già presente anche a Faenza. Consentire, anche se non da subito, la possibilità di estendere ad 8.000 i metri quadrati di vendita commerciale, e per chissà quale altra specie di vendite, sarebbe oltremodo insostenibile.

Ciò premesso il Consiglio comunale chiede al Sindaco e alla Giunta comunale che non si dia sottoscrizione immediata all’accordo in oggetto, affinché sia sottoposto ad un attento approfondimento e riesame, da perseguire congiuntamente al Consiglio comunale stesso.”

ANCISI: TUTTA L’ OPPOSIZIONE UNITA CONTRO NUOVA MAXI AREA COMMERCIALE… MA NON C’È SOLO BRICOFER

La battaglia che c’è stata ieri in Consiglio comunale sulla nuova maxi area commerciale pronta a farsi in via Faentina a Fornace Zarattini, “ha isolato totalmente il PD, coi suoi alleati, di fronte all’intera opposizione, chiarendo e smontando le “giustificazioni” e le “minimizzazioni” date alla stampa dal sindaco e dall’assessore all’urbanistica” dichiara Alvaro Ancisi.

“Il Sindaco di Ravenna aveva dichiarato, domenica scorsa, che in questa area da 52 mila mq “aprirà un Bricofer… esercizio commerciale rivolto a hobbisti, artigiani e piccole imprese”. Il giorno dopo, il suo assessore all’Urbanistica aveva aggiunto che “si è aggiudicata i lavori”, come se avesse già in mano il permesso di costruire, Bricoman, marchio controllato da Bricofer Italia, che nel 2018 ha acquisito la rete Self, già presente a Ravenna. Non si dovrebbe discutere di interessi privati quando si scrivono le norme urbanistiche che valgono per tutti e nel tempo finché non vengono cambiate, ma di questo progetto nulla era stato detto, tanto meno documentato, ai consiglieri comunali, neppure nella commissione consiliare che ha istruito il provvedimento in discussione. Non era stato mostrato a loro neppure il Piano Urbanistico Attuativo (PUA), depositato già in aprile dai proprietari dell’area” protesta Ancisi.

Le “rivelazioni” del sindaco hanno però suggerito al capogruppo di Lista per Ravenna di chiedere lunedì agli uffici e di ottenere ieri la “relazione tecnico descrittiva del PUA stesso”, scoprendo che “La struttura di vendita Bricoman” è di 3.000 mq, composti da 2.500 per la vendita ingrosso-dettaglio e da 500 per la vendita di merci ingombranti, scrive Ancisi.

“Ma è previsto un altro edificio di vendita da 1.500 mq. In tutto, 4.500 mq. Dunque, non c’è solo Bricoman in questa area, come hanno detto sindaco e assessore: soprattutto, non per gli 8.000 metri quadrati a cui ieri il PD ha dato via libera, che d’ora in poi possono essere occupati tutti, per qualsiasi genere di commercio non alimentare, a prescindere che oggi, per 3.000, si parli di Bricoman. Basta che lo decida la proprietà dell’aerea. Le convenzioni in atto, per quanto contestate sempre dall’opposizione, segnatamente da Lista per Ravenna, consentivano di occupare 5.000 mq quadrati. I 3.000 che sono stati aggiunti sarebbero stati cancellati se fosse prevalso il voto negativo chiesto dall’opposizione, come ha ammesso anche l’assessore all’urbanistica” conclude Ancisi.

 

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