Ancarani (FI): “Strana posizione del volontariato ravennate rispetto alle altre province”

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Alberto Ancarani  (FI)  interroga il Sindaco di Ravenna domandando quale sia “la posizione del comune sull’unificazione romagnola dei centri servizi del volontariato”.

“In data 3 luglio 2017 – spiega Ancarani – è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 117/ 2017 noto come Codice del Terzo Settore che riforma il volontariato e che ovviamente contiene luci e ombre. All’Art. 63 si afferma che i Centri hanno il compito di organizzare, gestire ed erogare servizi di supporto tecnico, formativo ed informativo per promuovere e rafforzare la presenza ed il ruolo dei volontari in tutti gli enti del Terzo settore. Uno dei principali snodi, e anche delle più urgenti attività per conformarsi alla nuova norma è l’unificazione dei centri servizi e per quanto riguarda il nostro territorio la creazione di un centro servizi “Romagna” che superi l’attuale frammentazione provinciale. Alla gestione dei CSV provvedono assemblee formate complessivamente dalle associazioni socie che danno vita a organi collegiali di governo. Oltre alle organizzazioni di volontariato, che rappresentano quasi l’80% dei soci, una quota di questi appartiene anche ad altre realtà di terzo settore, come reti di volontariato e associazioni di promozione sociale”.

“Mi risulta – continua Ancarani – che il territorio che al momento oppone maggiore resistenza all’unificazione dei tre centri servizi della Romagna sia proprio quello ravennate e che detta resistenza stia ritardando le ulteriori attività necessarie per conformarsi alla norma di cui in premessa. Le motivazioni di questa resistenza non appaiono del tutto trasparenti e non si può escludere che vi sia una regia “politica” che non abbia interesse all’unificazione dei centri servizi o comunque ne abbia affinché la riforma non entri pienamente in vigore nel nostro territorio? Benché si tratti di attività di volontariato e lasciate all’istinto solidale di persone o associazioni, l’ente pubblico Comune di Ravenna non può disinteressarsi della normativa quadro in vigore né delle dinamiche interne al mondo del volontariato locale anche in virtù delle numerose forme di collaborazione nonché dei contributi e delle assegnazioni che a detto mondo vengono elargite”.

Ancarani interroga quindi il Sindaco per sapere “Quale sia lo stato attuale dell’iter per adeguarsi alla legge n.117/2017 da parte del mondo del volontariato ravennate ed in particolare a quale punto sia l’unificazione dei tre centri servizi; se il Sindaco stia monitorando l’iter e in quali modalità intenda procedere affinché il mondo del volontariato ravennate si adegui con celerità a quanto stabilito dal legislatore; se, come avviene per ogni fusione anche per questa sia stato fatto a monte uno studio di fattibilità basato su costi e benefici; in quale modo vengano coinvolte le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale ravennati soprattutto per quello che riguarda i tempi, i modi della fusione ed in particolare la discussione relativa al nuovo statuto, alla sede, all’assetto sia direttivo (Consiglio) che organizzativo a partire dalla figura del direttore, fino alle risorse economiche essendo evidente che quanto speso per il sostentamento della struttura venga inevitabilmente tolto al volontariato per le azioni previste dalla legge; se dalla fusione possano derivare eventuali riduzioni di personale o dei servizi erogati; e, infine, se dalla fusione deriveranno identiche modalità di erogazione dei servizi affinché non si verifichino disparità di trattamento tra le associazioni dell’area Romagna”.

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