L’opposizione chiede di discutere in Consiglio del Porto di Ravenna e mette nel mirino il nuovo Terminal Container

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I gruppi di opposizione Lista per Ravenna, Ravenna in Comune, Lega Nord, Forza Italia e Gruppo Misto, hanno depositato una richiesta di convocazione del consiglio comunale sottoscritta da Alvaro Ancisi, in veste di proponente e relatore, Massimo Manzoli, Rosanna Biondi, Alberto Ancarani, Learco Tavoni, Gianfilippo Rolando e Marco Maiolini. Tema in discussione è il progetto “Ravenna Port Hub” di cui il 22 novembre scorso l’Autorità Portuale ha annunciato l’indizione della gara d’appalto.

I consiglieri che propongono il dibattito sono preoccupati soprattutto delle “dichiarazioni rilasciate dalle maggiori autorità durante la presentazione del bando di gara di cui sopra, nonché (in precedenza) all’atto del contratto con cui la SAPIR, società privata a maggioranza pubblica, ha ceduto all’Autorità Portuale una propria area in Penisola Trattaroli per realizzarvi delle banchine. Esse concordano nel dire che queste banchine serviranno per costruire un nuovo Terminal Container da 500 mila unità di container (teu), grazie a cui il nostro porto avrà un ruolo importante in Italia nel settore dei container”.

Dichiarazioni rilasciate dal Presidente SAPIR il 18.11.19 “… realizzazione delle banchine del nuovo terminal container”; dall’assessore regionale ai Trasporti (22.11.19) “l’obiettivo è quello di realizzare, in sei anni, le condizioni strutturali per movimentare 500.000 container, con l’accesso di imbarcazioni più grandi, aumentando anche la capacità del Porto”; dal sindaco di Ravenna (22.11.19) “non sarà solo il porto della regione Emilia-Romagna, ma avrà un ruolo importante nella portualità italiana, punto di riferimento dei container.”

L’opposizione fa sapere di nutrire “una moderata soddisfazione per il lavoro tecnico compiuto dall’ente portuale affinché il bando di gara fosse finalmente pubblicato” e invece contesta radicalmente la vicenda del “nuovo terminale container” poiché non sarebbe “compatibile col progetto da 235 milioni avviato a gara d’appalto dall’Autorità Portuale, volto principalmente ad approfondire l’asta navigabile del porto fino a 12,5 metri.

“Candidata a realizzare il “nuovo terminal container” sarebbe la SAPIR, proprietaria dei terreni retrostanti le nuove banchine. – si legge in una nota redatta da Alvaro Ancisi – Le condizioni operative di un tale progetto furono espresse il 24 aprile 2011 dall’allora presidente della società, Giordano Angelini: “Per rendere Ravenna uno dei protagonisti del traffico contenitori che si potrà sviluppare nell’Alto Adriatico, SAPIR, Contship e CMC hanno raggiunto un accordo in base al quale se il porto sarà approfondito a -14,50 metri investiranno subito 78 milioni per realizzare la prima parte del nuovo Terminal Container… La competitività di un Terminal dipende sempre più da fattori esterni: decisivi saranno i collegamenti ferroviari e la nuova E55”.  Nulla nel frattempo ha legittimato l’aspettativa dei collegamenti ferroviari necessari, mentre tutto ha escluso “la nuova E55”: ma è comunque chiaro che senza l’approfondimento del porto a 14,5 metri non si può nemmeno parlare di un terminal container in Largo Trattaroli, mentre di qui a dieci anni si potrà giungere solo a 12,5, scavando e collocando altrove 4,7 milioni di metri cubi di fanghi portuali. L’ attuale “vecchio” terminal container della SAPIR in darsena San Vitale è peraltro sfruttato solo per metà, tanto che nel 2018 ha movimentato appena 180 mila container, secondo un andamento ultradecennale lontano dall’obiettivo fissatogli di 300 mila.”

“In ogni caso, il porto di Ravenna non può, per propria struttura genetica e condizione geografico/economica, aspirare ad essere un porto hub dei container. Significa, infatti, poterli smistare alle navi medio-piccole dalle grandi navi “madre”, che sono inarrivabili nel nostro mare e che viaggiano sulla rotta Suez/Gibilterra, privilegiando un solo scalo hub nel Mediterraneo. – conclude Alvaro Ancisi – Apparendo dunque inspiegabile aver connesso al progetto “Ravenna Port Hub” la costruzione di un terminal container con l’obiettivo di movimentare nel porto di Ravenna 500 mila container, la seduta del consiglio comunale è richiesta dall’opposizione per conoscere, convocando i presidenti dell’Autorità portuale e della SAPIR, quali siano le relative linee di indirizzo e di contenuto. Nel caso si confermasse di voler approfondire il porto a 14,5 metri, la richiesta è anche di conoscere come si intende procedere per i lavori necessari (finanziabilità, tempi, quantità di fanghi da estrarre, luoghi di loro destinazione.”

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