Elezioni regionali 2020. Parla Manuela Rontini, candidata Pd in provincia di Ravenna in cerca di riconferma

Manuela Rontini, faentina, consigliere regionale uscente per il Pd, già renziana di ferro, quando Matteo Renzi ha abbandonato il suo vecchio partito per tentare la sua nuova avventura con Italia Viva, a sorpresa non l’ha seguito. È rimasta nel Pd. Con gran travaglio interiore ha deciso di rimanere nella casa madre. Si era parlato di lei come probabile candidata Sindaco alle elezioni comunali di Faenza del 2020, ma poi la sua carta è stata sfilata dal mazzo delle candidature, in una partita assai ingarbugliata. Ora si è buttata anima e corpo nella battaglia elettorale per riguadagnarsi il seggio in Assemblea regionale. Perchè dei tre seggi che nella passata legislatura spettavano al Pd di Ravenna (Rontini, Bagnari e Bessi) non è affatto detto che tutti e tre restino appannaggio dei Democratici di questa provincia. L’onda leghista rischia di lasciare sul campo morti e feriti. Oltre che di travolgere la roccaforte rossa. Ma Rontini è fiduciosa sull’esito della battaglia: se negli emiliani e nei romagnoli prevarrà il buon senso, dice lei, il buon governo di Bonaccini sarà premiato. L’Emilia-Romagna sarà salva. E per la spallata al governo Conte, Salvini dovrà aspettare la prossima occasione.

L’INTERVISTA

Manuela Rontini, un suo bilancio dell’ultima legislatura. Lei fra l’altro è stata record woman di presenze in Consiglio regionale, o sbaglio?

“Ho partecipato a 277 sedute su 277 del Consiglio regionale. E sono stata presente a 198 sedute su 198 della Terza Commissione del Consiglio regionale da me presieduta. Di queste cose sono orgogliosa. Perché a me hanno insegnato che nel momento in cui si è eletti in un’istituzione per provare a cambiare e a migliorare le cose, bisogna avere qualche idea e poi bisogna esserci, intendo dove si discute e si decide. Esserci per fare. Questa la mia priorità. Spesso abbiamo dato risposte positive ai bisogni degli emiliani e dei romagnoli. Qualche volta non ci siamo riusciti. Per restare alla domanda, il bilancio della mia esperienza politica e umana in Consiglio regionale è positivo. Sono onorata di avere rappresentato in Assemblea il mio territorio, la provincia di Ravenna.”

277 su 277 significa averci messo proprio dell’impegno e del puntiglio. Non è da molti.

“Era il primo dovere da assolvere e io ho cercato di onorarlo al meglio. È stato il modo migliore per rispondere alla fiducia dei cittadini che mi avevano votato per rappresentarli. Questo significa essere rappresentanti del popolo. Ho tantissimi difetti, com’è noto. Ma sono una che non si risparmia per il territorio, per chi mi ha eletto.”

A proposito di esserci, sul candidato della Lega Lucia Borgonzoni piovono critiche per la sua assenza dai lavori nel Consiglio comunale di Bologna, dove si presentò candidata Sindaco del Carroccio sfidando Merola.

“Quando ci si candida a ricoprire un ruolo, poi si sta nelle istituzioni sia nel caso in cui si vinca, sia nel caso in cui si perda. Stefano Bonaccini sono convinta che in Emilia-Romagna e per l’Emilia-Romagna ci sarà anche nei prossimi 5 anni, in ogni caso. Visto come si è comportata in precedenza, ho poca fiducia invece sulla Borgonzoni: ho il presentimento che se non dovesse vincere scapperà dall’Emilia-Romagna essendo anche senatrice della Repubblica. Del resto, questo è un modo di fare che abbiamo visto anche nel suo leader Matteo Salvini che aveva poca attitudine alla presenza alle sedute del Parlamento Europeo quando era europarlamentare, e poca attitudine a frequentare il Ministero dell’Interno quando era Ministro della Repubblica.”

L’Emilia-Romagna è una delle regioni più ricche d’Italia e d’Europa e vanta una serie di primati. Cito solo tre dati. 60 milioni di presenze turistiche. Per il Rapporto Unioncamere 2019 questa è la Regione che cresce di più in Italia. Oppure c’è il rapporto Meridiano Sanità Regional Index per cui la nostra sanità vanta l’offerta migliore in Italia. Con una situazione così, chi ha governato dovrebbe essere premiato dagli elettori e vincere facile. Invece il centrosinistra rischia di perdere le elezioni, mentre la Lega e il centrodestra hanno in vento nelle vele. Come se lo spiega?

“Viviamo in Italia, in Europa e nel Mondo nell’epoca dei nazionalismi e dei sovranismi e chi cavalca le paure delle persone ha gioco facile. L’Emilia-Romagna è dentro questo quadro generale, non è un’isola. Questa però non è un’elezione politica, il 26 gennaio si tratta di scegliere chi può essere un buon amministratore e un buon Sindaco dell’Emilia-Romagna. Io penso che Stefano Bonaccini lo sia già stato in questi anni. Alcuni numeri parlano da soli. Ma anche qui abbiamo dei problemi, non siamo stati risparmiati dalla crisi economica, ci sono cose che non vanno, persone che sono rimaste indietro, la crisi economica ha allargato le disuguaglianze.”

Allora è questo il punto debole, quello su cui intendete lavorare?

“Diverse cose su questo versante le abbiamo già fatte. Abbiamo introdotto il Reddito di solidarietà prima che ci fosse il Reddito di cittadinanza, abbiamo abolito il superticket nella sanità, abbiamo tagliato il costo delle rette dei nidi proprio per dare una mano alle famiglie e alle persone più fragili. Insomma, la nostra regione è stata in questi anni la locomotiva del paese, ma diversi problemi restano sul tappeto e molte sono da fare. Non vogliamo lasciare indietro nessuno. Vogliamo rimuovere tutti gli ostacoli affinché l’Emilia-Romagna sia una terra di opportunità per tutti.”

L’impostazione che ha dato la Lega di Matteo Salvini alla campagna elettorale per l’Emilia-Romagna, cioè sconfiggere Bonaccini per dare la spallata al governo nazionale, secondo lei pagherà?

“La Lega Nord e Salvini stanno facendo una campagna elettorale sulla pelle dell’Emilia-Romagna per mandare a casa Conte. A loro non interessa l’Emilia-Romagna, vogliono buttare giù il governo. Noi e Bonaccini stiamo facendo una campagna per l’Emilia-Romagna, per dare risposte ai problemi dei cittadini, delle famiglie, delle imprese, delle cooperative. Per dare loro delle opportunità, a partire dalle donne e dei giovani, e a partire dalla formazione e dal lavoro.”

Salvini verrà a Faenza il 5 gennaio, una festa importante per la città. Qualcuno ha protestato e criticato il leader della Lega e l’ha invitato a non strumentalizzare questa festa che appartiene ai Rioni e a tutti. Lei che ne pensa?

“Anch’io invito Salvini a non strumentalizzare la festa della città di Faenza, dei suoi Rioni e dei rionali alla fine di un anno pieno di attività, che ha avuto il clou nella Bigorda e nel Palio. La Nott de Bisò è la conclusione di tutta questa attività e avere scelto questa data per venire a Faenza lo trovo inappropriato. Poteva e doveva scegliere un altro giorno.”

La Lega vi accusa di non essere più fra la gente e si accredita come la sola vera forza popolare. Dice che voi del Pd invece state ormai solo nei salotti buoni. Che ne pensa?

“Potrei cavarmela dicendo che io personalmente fra la gente ci sono sempre stata e ci sono tuttora. Per capire, ascoltare, portare al governo della Regione i problemi dei territori. È chiaro però che su un piano più generale in questi anni alcune cose le abbiamo sbagliate. Alcune cose non le abbiamo capite o le abbiamo sottovalutate, come la richiesta di sicurezza che veniva dai cittadini, soprattutto quelli più deboli e più esposti. Non sempre abbiamo risposto nel merito, a volte lo abbiamo fatto con sufficienza. Certo, nemmeno la Lega ha dato le risposte, perché non ha fatto altro che soffiare sul fuoco delle paure, senza provare a risolvere i problemi come quello dell’immigrazione. Questo è un grande fenomeno epocale e non può essere affrontato a colpi di decreti emergenziali, va affrontato con grandi politiche di governo a livello nazionale e internazionale.”

Le tre cose che lei mette al centro della sua campagna elettorale per essere rieletta in Consiglio regionale.

“Dopo i risultati già ottenuti con il Patto per il Lavoro penso che sia necessario impegnarsi ancora per dimezzare la disoccupazione giovanile, penso che dobbiamo potenziare le risorse per l’educazione dalla più tenera età in poi, dall’abbassamento delle rette nei nidi agli investimenti nella formazione permanente delle persone, anche per chi perde il lavoro. E poi c’è il tema della svolta verde, cioè noi abbiamo necessità di continuare nella conversione del nostro modello di sviluppo tenendo insieme competitività e sostenibilità ambientale.”

La Lega ha posto pesantemente il tema della liberazione dell’Emilia-Romagna dal sistema di potere rosso. Il tema dell’alternativa e del ricambio della classe dirigente è un tema reale, non le pare?

“L’Emilia-Romagna è una terra che è stata liberata 75 anni fa e siamo perennemente grati a tutti coloro che hanno combattuto e si sono sacrificati per liberarla. Se qui hanno sempre governato la sinistra e il centrosinistra non è successo per caso: è il segno del buon governo. Dopo di che il tema del rinnovamento della classe dirigente può porsi anche all’interno di uno schieramento che governa da tempo. Cinque anni fa in Consiglio regionale la nostra componente è stata largamente rinnovata, molti consiglieri del Pd erano alla prima esperienza. Con Bonaccini c’è stato un cambiamento di passo.”

L’accusa che vi viene mossa è che avete costruito un sistema di potere soffocante.

“No. Semmai siamo un sistema di buon governo, di buona amministrazione.”

Lei era in piazza con le Sardine di Ravenna il 5 dicembre. Pensa che le Sardine possano dare una mano al centrosinistra portando a votare un sacco di gente delusa o disillusa?

“Ero in Darsena ma senza alcun intento strumentale. C’ero perché come le Sardine sono convinta che bisogna sconfiggere l’odio, la paura, il sovranismo, questa brutale semplificazione dei messaggi, un certo modo di fare politica con gli slogan e le risposte semplici a problemi complessi. Le Sardine stanno facendo un lavoro prezioso per risvegliare le coscienze e questo fa bene a tutti. Non solo al centrosinistra.”

Ma soprattutto al centrosinistra.

“Certo. Ma le Sardine sollecitano, incalzano e stimolano anche noi. Sono esigenti con la politica. Ci stanno dicendo che dobbiamo fare di più e meglio. Vogliamo raccogliere la sfida.”

Vincerete il 26 gennaio?

“Sono convinta che ce la faremo. Penso che come alle recenti amministrative, quando gli elettori hanno dovuto scegliere nei loro comuni fra voto di pancia e pura propaganda da una parte e programmi e persone serie dall’altra, tre volte su quattro hanno scelto per il meglio, così sono convinta che sceglieranno per il meglio anche in riferimento al futuro dell’Emilia-Romagna.”

Commenti

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  1. Scritto da Enrico

    Manuela, se prevarrà il buon senso, finalmente il PD sparirà dall’Emilia Romagna

  2. Scritto da Giovanni lo scettico

    Gentile Enrico, il PD governa così male? Pensa che sia migliore un governo con il partito che prima diceva “Roma ladrona” e poi ha fatto sparire 49 milioni di Euro?