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Prima la Regione poi Faenza. Fratelli d’Italia si aspetta un grosso risultato dal voto di maggio

Ferrero: “Adesso Regione e provincia di Ravenna sono contendibili, perché il centrodestra utilizzerà il ‘metodo Brisighella’ con canditati graditi a tutti”

Per Fratelli d’Italia le elezioni regionali del 26 gennaio e le comunali a Faenza di maggio saranno il collaudo per capire la propria consistenza su questo territorio, dove il partito “erede” del Movimento Sociale e di Alleanza Nazionale non ha finora mostrato le prestazioni registrate in campo nazionale. Per Alberto Ferrero, portavoce provinciale ravennate dei seguaci di Giorgia Meloni, prima e finora unica leader donna di un partito italiano, l’ottimismo è quasi d’obbligo alla luce di sondaggi che portano Fd’I al superamento del 10 per cento dei consensi.

“Sono convinto che il 26 gennaio in provincia di Ravenna possiamo ottenere un bel risultato: il centrodestra potrebbe diventare maggioritario; l’esito delle passate consultazioni ha mostrato uno scarto ridottissimo dal centrosinistra e in questa occasione la sorpresa importante può scapparci – afferma Ferrero -. In questi ultimi mesi, poi, l’onda che spinge gli elettori verso il centrodestra si è ulteriormente accresciuta, anche per effetto delle politiche insoddisfacenti che stanno portando avanti le amministrazioni comunali governate dal Pd e dai suoi alleati nei nostri territori”.

Se gli alleati della Lega proclamano già il successo complessivo in Emilia-Romagna, pensa che il cedimento del Pd possa passare anche dal territorio provinciale ravennate, dove il centrosinistra ha sempre tenuto?

“Per il centrodestra la provincia di Ravenna è sempre stata ‘difficile’, anche perché qui Pci, Pds, Ds e infine Pd sono sempre stati radicati, con i tanti legami con il tessuto economico e produttivo: basti pensare alle cooperative e a una serie di aziende che fanno parte del cosiddetto ‘apparato’. È ovvio che questa per noi sia una zona più ostica di altre, però posso anche dire che dopo 70 anni è contendibile pure la provincia di Ravenna, anche a seguito di iniziative politiche dei nostri avversari che nel tempo hanno mostrato tutta la loro insipienza”.

Va però annotato che le elezioni amministrative dello scorso 26 maggio in 14 Comuni della provincia non hanno portato gioia al centrodestra: si puntava a conquistare tre successi, invece è arrivato solo quello di Brisighella, seppure netto. Ha pesato una campagna elettorale fatta “in ordine sparso” dalle forze di centrodestra?

“Senza dubbio le amministrative del 2019 sono state per noi una lezione: dove si è lavorato bene, in maniera coesa facendo di tutto per trovare un candidato valido, e penso a Massimiliano Pederzoli a Brisighella, il centrodestra è risultato vincente. Io sono convinto, ed ho motivo per dirlo, che a Faenza si utilizzerà il ‘metodo Brisighella’ o, se vogliamo, il ‘metodo Forlì’, nel senso che si lavorerà tutti assieme per individuare il candidato più inclusivo possibile e che possa apportare il maggior numero di consensi. A Faenza che è un Comune grosso, quasi una provincia, si adotterà un modo diverso di procedere rispetto a quello che si è adoperato in molti dei Comuni al voto nel maggio 2019, dove è arrivato un risultato di luci ed ombre. Il risultato di Faenza potrà poi influire sulle elezioni amministrative a Ravenna previste per la primavera 2021; se Faenza cambierà colore, è ovvio pensare alla ripercussione sul capoluogo. Gli errori fatti sette mesi fa hanno fatto riflettere tutti”.

Ciò non toglie che l’indicazione del candidato sindaco del centrodestra per Faenza partirà dalla Lega, dove in queste settimane si riscontra un’inusuale prudenza a fare capire qualcosa che vada oltre la riaffermazione dell’alleanza con Fratelli d’Italia e Forza Italia.

“I diktat non hanno mai pagato. La Lega che è la forza politica più consistente ne è conscia e per prima lavora per evitare errori e trovare condivisione con noi alleati. Questa prudenza è molto probabilmente figlia del fatto che adesso tutte le attenzioni sono concentrare sulle elezioni regionali del 26 gennaio e sul loro esito; di fatto è tutto ‘in cascata’: Emilia-Romagna, Faenza, Ravenna…”.

In 50 anni però Faenza ha avuto una storia politica un po’ diversa rispetto alla Regione, ente sempre governato dal centrosinistra: la città si è allineata da circa 25 anni e con qualche ‘distinguo’.

“Nel momento in cui la Regione cambiasse colore, si andrebbe a liberare una serie di energie che al momento sono sotto traccia. Vista l’importanza della posta in gioco, comunque, a Faenza la prudenza consiglia a non ‘sparare’ nomi per vedere l’effetto che fanno, ma a trovare il candidato giusto che possa essere un buon sindaco. A noi di Fratelli d’Italia non interessa ‘piantare la bandierina’ e perdere, ma avere un candidato un po’ meno nostro e vedere il centrodestra vincente”.

Alberto Ferrero sarà assieme agli altri tre candidati consiglieri regionali della provincia di Ravenna (Rudi Capucci, Elisa Frontini e Angela Nonni) all’iniziativa di Fratelli d’Italia “Insicurezza e degrado dal centro alla periferia. Difendiamo i cittadini” in programma domani sabato 4 gennaio alle 17 alla Sala conferenze “Domenico Malmerendi” presso il Museo Civico di Scienze Naturali in via Medaglie d’Oro 51 a Faenza: la Regione in primo piano, ma non si potrà non parlare di Faenza.

“Saranno con noi il coordinatore faentino Stefano Bertozzi e il deputato Galeazzo Bignami che è coordinatore per l’Emilia-Romagna. Sicuramente i temi faentini verranno fuori: l’argomento centrale è la sicurezza che abbraccia tutto il territorio regionale. Possiamo considerare l’incontro come il primo in vista delle elezioni comunali”.

Commenti

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  1. Scritto da Deluso

    La politica a Brisighella del centro destra non si discosta molto dalla ex giunta di centro sinistra….quindi….grande delusione,ci avevo creduto ma in pochi mesi si sono già rivelati poco affidabili.