Biondi (Lega Ravenna): “Casa Ghigi abbandonata al degrado. A quando il suo restauro?”

Più informazioni su

Casa Ghigi situata a pochi passi e coeva del palazzo del Comune di Ravenna, uno dei pochi esempi superstiti di architettura tardo rinascimentale del dominio veneziano a Ravenna, dopo essere stata casa privata per secoli, fu acquistata dal Comune per adibirlo ad uffici “per poi abbandonarlo per la nuova sede in periferia. Il Palazzo chiuso e dimenticato per anni, ora versa nelle condizioni documentate dalle foto – scrive il consigliere comunale della Lega Rossana Biondi, nel question time che sarà discusso nella seduta di oggi del consiglio comunale – . La politica dell’amministrazione di trasferire in periferia uffici e attività commerciali, fa morire il centro storico e con esso edifici storici di tale importanza, e comporta la costruzione di nuovi edifici con conseguente consumo e cementificazione del suolo.”

“La responsabilità dello scempio di Casa Ghigi – aggiunge Biondi -non ricade solo sull’amministrazione, ma ricade sulla Sovrintendenza che non tutela e non salvaguarda un patrimonio che è dei ravennati ed è l’ultima risorsa rimasta alla città in forte declino economico e cioè il richiamo turistico di “Ravenna Città d’arte”. Ci chiediamo per quale ragione il sindaco e la sua maggioranza si sentano autorizzati a compiere impunemente lo scempio del patrimonio culturale di Ravenna.”

casa ghigi

Attuale stato di Casa Ghigi

“Si chiede al sindaco: 1) di procedere alla messa in sicurezza e al restauro di casa Ghigi, mettendo la Soprintedenza davanti alle sue responsabilità; 2) di dargli una destinazione, come avevamo suggerito tempo fa adibendolo a sede dell’Accademia di belle arti e/o Conservatorio, come prima promesso dall’assessore Fagnani e poi negato dall’assessora Bakali che preferisce pagare l’affitto da altre parti senza dover restaurare palazzo Ghigi; 3) perché quando si tratta di costruire ex novo e cementificare le nostre campagne i fondi si trovano sempre e quando si tratta di restaurare patrimonio artistico, i costi sono sempre troppo alti e si preferisce mandarli in malora, o rovinarli, come è accaduto con piazza Kennedy e col Mercato coperto”.

casa ghigi

Più informazioni su