Scomparsa di Piero Gambi. Alvaro Ancisi ricorda “un grande amico, un grande ravennate”

“Ieri, lunedì 13 gennaio, Piero Gambi è stato condotto alla sua ultima dimora terrena dalla moglie Francesca e dalla figlia Patrizia, amatissime – scrive Alvaro Ancisi (LpRa) ricordando l’amico. – Alla cerimonia religiosa, presso l’obitorio dell’ospedale, eravamo pochissimi, fors’anche per la discrezione e il silenzio che hanno accompagnato i giorni finali dei suoi 96 anni. Ma la nostra città perde con lui una delle figure più luminose che ne hanno onorato la storia democratica repubblicana nel segno della dottrina sociale cristiana”.

“Fin da ragazzo – spiega Ancisi – partecipò attivamente alle iniziative della Azione Cattolica attraverso un’intensa frequentazione dell’oratorio salesiano di via Alberoni. Già da prima della guerra di Liberazione, la sua intensa passione per lo sport, in particolare per l’atletica leggera (dove ottenne anche buoni risultati specie a livello regionale), l’aveva portato ad assumere la presidenza del Centro Sportivo Diocesano. Diplomatosi all’istituto magistrale durante la guerra, chiamato anche alle armi, fu tra i primi giovani ad iscriversi coraggiosamente, in quei tempi duri, alla Democrazia Cristiana. Di lì a poco contribuì alla fondazione delle ACLI, che riuniva i lavoratori cattolici di Ravenna. Decise poi di partecipare alla Lotta di Liberazione Nazionale, arruolandosi con alcuni amici nel Gruppo di combattimento Cremona del nuovo esercito italiano. Congedatosi nel 1945, rifiutò ripetute offerte di incarichi pubblici retribuiti perché contrari al suo ideale di un’azione politica intesa come spirito di servizio. Accettò invece, coerentemente, di rappresentare i Lavoratori Cristiani in seno alla segreteria della locale Camera del Lavoro durante il periodo dell’unità sindacale. A seguito della rottura di quell’esperimento, fu tra i primi fondatori della CISL ravennate, di cui assunse provvisoriamente la presidenza provinciale”.

“Suo obiettivo – continua Ancisi – restava di svolgere una professione estranea ad aleatori incarichi politici o sindacali. Partecipò di conseguenza ad un concorso della Cassa di Risparmio, meritando un posto di lavoro che lo portò ad assumere discrete responsabilità, fino alla qualifica di Cassiere capo. Dopo il pensionamento si iscrisse alla Federazione Pensionati della CISL, con la quale intrattenne una profonda e lunga collaborazione. Con pari passione e competenza, si dedicò alla organizzazione di Ravegnana Radio, l’emittente radiofonica diocesana voluta dall’arcivescovo Tonini. Stavano intanto maturando in lui nuovi e concreti interessi sulle vicende e sui personaggi legati alla Ravenna del passato. Elaborò così diverse e approfondite ricerche storiche, divenute poi oggetto di pubbliche conversazioni tenute presso l’Unione degli ex allievi salesiani, la Libera Università degli Anziani ed alcuni circoli ricreativi e culturali della città. Piero Gambi fu dunque una persona attiva e instancabile, fattiva e generosa, che privilegiava il senso sincero del dovere e della solidarietà. Perdo io stesso, spero provvisoriamente, un grande amico. Ho avuto commovente testimonianza del suo affetto in uno dei suoi ultimi colloqui dal letto della sofferenza estrema. La sua speranza di lasciare di sé un buon ricordo non dovrebbe restare delusa”.