Domizio Piroddi spiega il civismo della lista Bonaccini Presidente: “è lui che farà vincere il centrosinistra”

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“Protesta nella continuità di una Giunta guidata da Stefano Bonaccini”. È con spirito battagliero che l’avvocato faentino Domizio Piroddi, che compirà 51 anni venerdì 24 gennaio ultimo giorno di campagna elettorale, interpreta nella provincia di Ravenna il ruolo di capolista della lista per “Bonaccini Presidente”. Lo ritroviamo un mese esatto dopo l’annuncio ufficiale della sua candidatura a consigliere nell’Assemblea Regionale dell’Emilia-Romagna nel suo studio in centro storico con mucchietti di volantini e biglietti da visita che invitano i prossimi destinatari a dargli consenso e a “dare forza al civismo nella coalizione di centrosinistra”, come afferma l’interessato.

Piroddi è il leader di “Insieme per Cambiare”, lista civica che a Faenza non sostiene più con i suoi due consiglieri da un paio di mesi il centrosinistra (Pd+Articolo 1+La Tua Faenza) che governa la città, in seguito al ritiro della delega all’urbanistica all’avvocato da parte del sindaco Malpezzi. 

“Siamo civici, non abbiamo ‘apparato’ e dobbiamo arrangiarci, perché da ‘Insieme per Cambiare’ mi arriva un sostegno straordinario in questa campagna elettorale; è un appoggio fondamentale. – dice Piroddi – È la forza che ci tiene insieme ad altri amici che in Romagna condividono le nostre idee, con cui abbiamo svolto iniziative e che hanno portato il presidente Stefano Bonaccini a chiederci di dargli una mano a confermarsi alla guida dell’Emilia-Romagna. Tutti insieme abbiamo portato una serie di proposte che riguardano in particolar modo la Romagna e scelto di andare con Bonaccini nella sua lista, avendo presente che ci ha promesso una certa attenzione per questi territori”.

Si tratta quindi di un’aggregazione che mette insieme interessi territoriali in una sorta di contrapposizione con l’Emilia?

“A differenza degli altri, oltre al fatto che non facciamo parte di un partito, noi portiamo avanti davvero le specificità, le caratteristiche, le necessità della Romagna. – sostiene Piroddi – In regione nella lista ‘Bonaccini Presidente’ ci sono persone di elevato livello, a dimostrazione che la società civile, coloro che sono riusciti a fare delle cose e a farle bene, a questo punto si mettono a disposizione della collettività per portare il loro contributo. Questo è bello, perché alla fine qualcuno che ha lavorato nella vita porta la sua esperienza. La lista ‘Bonaccini Presidente’ è anche una sorta di canale su cui potranno confluire i voti di chi intende farlo vincere, una valvola di sfogo per chi lo apprezza ma non vuole votare un partito in cui non riesce a riconoscersi. Quello di domenica 26 gennaio può inoltre essere inteso come un voto, non dico ‘di protesta’, ma ‘di segnale’ per fare intendere che c’è qualcosa comunque da cambiare perché se no ‘non ci sarebbe stato bisogno di una lista civica’. Tanto più forte sarà la lista civica ‘Bonaccini Presidente’ tanto più saranno segnali verso i partiti tradizionali a cambiare modo di fare ed anche modo di essere. Perché, se è vero che tutti vogliono cambiare, si può cambiare anche votando per la nostra lista”.

Gli ultimi sondaggi del 9 gennaio assegnano alla lista “Bonaccini Presidente” consensi in un arco compreso tra l’11,5% ed il 13,5% prendendo l’Emilia-Romagna nel suo complesso, mentre gli indecisi si attestano sul 18%.

“Considerando che la metà degli indecisi possa alla fine votare per il centrosinistra, io non la vedo così facile che questi diano i consensi al Partito Democratico, perché altrimenti avrebbero già dichiarato questa scelta. Sulla scheda il simbolo di ‘Bonaccini Presidente’ è proprio sopra quello del Pd e credo che questo possa rivelarsi un vantaggio proprio per la lista civica”.

Cosa intendono cambiare in Emilia-Romagna i civici di centrosinistra che vogliono la conferma di Bonaccini alla presidenza?

“Occorre mettere le mani sulla rete infrastrutturale romagnola, dalla Strada statale “Romea”, alla tratta anche solo Forlì-Ravenna. Poi c’è un discorso più ampio che riguarda il Servizio Sanitario, perché ci sono dei presìdi da mantenere, come per esempio quello di Faenza. Ognuno di noi ha portato proposte per la sua area, ma c’è però unanimità per quanto riguarda il Porto di Ravenna che va adeguato ai tempi e su cui si è iniziato a fare qualcosa. Si tratta di opere su cui ‘spingeremo’ molto, perché sin qui l’Emilia è stata avvantaggiata rispetto alla Romagna. Entrando sullo specifico della mia città, ritengo che sia da realizzare assolutamente la tangenziale ‘a valle’ di cui si parla da 30 anni senza che si sia visto l’inizio dell’iter: il giorno dopo l’inizio della nuova legislatura bisognerà iniziare a martellare perché venga finanziata. Così come per un nuovo scalo merci ferroviario: è una follia non farlo, a Faenza serve. Ci vorranno anche finanziamenti pubblici che possono arrivare nell’arco di cinque anni e non in un colpo solo. Non dimentico la riqualificazione dell’area della stazione ferroviaria: è stato promesso che verrà fatta, però tutto procede molto lentamente. Aggiungo che essendo stato assessore comunale allo sviluppo economico per quattro anni e mezzo, ho notato come tutti siano massacrati dalla burocrazia e, siccome una parte di questa deriva dall’applicazione di leggi regionali in particolare nel settore edile, penso di potere dare un contributo fattivo perché sono un avvocato e ho esperienza sul campo nel settore economico e nel settore urbanistico. Pertanto bisognerà lavorare per modificare alcune norme affinché venga snellita il più possibile la parte burocratica, che peraltro è a costo zero per la Regione, mentre apporterebbe grandi benefici economici agli utenti”.

In questa campagna elettorale per l’Emilia-Romagna, le varie forze del centrosinistra in particolare gli esponenti del Pd ripetono insistentemente che “bisogna battere le destre, bisogna battere la Lega, bisogna battere la Borgonzoni, bisogna battere Salvini”, dimenticando però, e anche Bonaccini non manca, che la difficoltà di vincere è tutta in casa del centrodestra.

“Ho seguito la campagna di Bonaccini: lui è una fucina di proposte e non dice che Lucia Borgonzoni è il diavolo. Il discorso che fa il presidente è molto semplice, ed io lo condivido in pieno: ‘Ho amministrato per cinque anni e questi sono i risultati; sono risultati veri, non è propaganda, quindi voglio andare avanti con questo trend. Dall’altra parte c’è una candidata che… boh… cosa farà? Lo farà? Sarà brava come me? Sarà somara come me?’. Quindi Bonaccini ti pone di fronte a questa scelta principalmente, poi dopo dice: ‘In più c’è anche un problema culturale, perché di là sono sovranisti’. Questo dice Bonaccini, poi ci sono i fans, ci sono alcune formazioni politiche che si caratterizzano contro l’avversario e c’è anche qualcuno del Pd che dice così. Comunque è Bonaccini che farà vincere il centrosinistra e, se vince in Emilia-Romagna, sarà destinato a un futuro importante a livello nazionale di partito”.

Questa tendenza a creare le liste elettorali dei candidati presidente, come hanno fatto Bonaccini e la Borgonzoni, possono essere controproducenti portando gli elettori a confondersi?

“Penso proprio di no e per Bonaccini ne sono certo. La lista che porta il suo nome e dove sono candidato io come consigliere è fondamentale per il successo del centrosinistra, perché ci sono persone che hanno stima in lui e desiderano votarlo ma non hanno stima nei partiti”.

È pur vero che coloro i quali vogliono la conferma di Bonaccini sanno che è un uomo del Partito Democratico e che alla fine è questo l’architrave della prossima Giunta in caso di successo.

“Non è proprio così. Penso al mio gruppo di amici dove non riesco a immaginare quale tipo di scelta verrebbe fatta nel caso in cui non ci fosse la lista civica del presidente”.

Come sono adesso i rapporti di Domizio Piroddi con il Pd?

“A livello provinciale sono molto buoni, vado molto d’accordo con quello della Bassa Romagna e con una parte dei faentini. C’è poi una parte di questi ultimi con cui non vado d’accordo: mi sembra il minimo…”.

Piroddi

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