Alvaro Ancisi (LpRa) sull’incendio del capanno: la Pialassa Baiona non può essere “governata” dal banditismo

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“Il Coronavirus può avere fermato la malvivenza in città e nei paesi, causa la stretta sorveglianza delle forze di polizia su ogni movimento ingiustificato nel territorio urbanizzato e data la permanenza obbligatoria dei cittadini nelle loro case. Ma non certo nella Pialassa Baiona che, col suo patrimonio di vongole veraci, rappresenta, per un clan di pescatori abusivi senza scrupoli, un patrimonio da depredare fino allo sfinimento. – commenta Alvaro Ancisi di LpRa – Sabato notte scorso un incendio violentissimo ha distrutto un capanno regolare. A quanto si è letto, i carabinieri intervenuti hanno ipotizzato che l’incendio sia stato doloso. Non potrebbe essere stato un corto circuito. La corrente è stata infatti staccata venerdì sera all’uscita degli operai che sono al lavoro per interrare, con tutte le autorizzazioni, la linea elettrica della valle. Nessun altro è poi entrato nel capanno avendone il diritto. Tutto fa dunque credere che l’incendio si inquadri nella spirale delle violenze brutali che finora hanno risparmiato solo le persone. Il danno economico prodotto in questa occasione è peraltro il più ingente, trattandosi di un capanno mantenuto dai proprietari in ottimo stato e con ogni premura.”

“Del resto, il manufatto non si trovava nelle vicinanze dell’Isola degli Spinaroni, com’è stato scritto, bensì del canale della Rotta, parte della pialassa più vicina a Porto Corsini che a Marina Romea, su cui opera, al riparo della vista dei pescatori regolari e dei controlli, la raccolta della pesca di frodo delle vongole. Essendo impedito agli abusivi l’ingresso allo stradello tramite cui vi si arriva in macchina, – continua Ancisi, che in questo caso si cimenta come detective – i presunti incendiari hanno potuto raggiungerla solamente con uno o più dei tanti barchini disseminati in angoli della valle bene occultati, utilizzati per attività illecite. Se ne sono allontanati, a conflagrazione avvenuta, di per sé rischiosa, solamente perché in possesso di una profonda pratica del luogo e dei percorsi, oltremodo insidiosi e disagevoli.”

“I carabinieri ascolteranno dalla proprietà del capanno per quali eventuali ragioni, non rientranti nel conflitto tra pescatori regolari e pescatori di frodo, possa essersi scatenato un atto ritorsivo di tale entità. Dei quattro soci è parte Walter Fusconi, presidente della cooperativa “Associazione elettrica Baiona”, che rifornisce gli utenti della valle in  regola, capannisti e pescatori. A lui è intestato il contratto ENEL (mercoledì verrà sporta denuncia del fatto, come ci ha detto il signor Fusconi, ndr). Si può dire fin d’ora come la chiusura dell’accesso a questa zona, sbarrando la strada agli autoveicoli non autorizzati, impedisca ai pescatori abusivi di nascondervi i propri mezzi in un’area totalmente nascosta, per procedere alla raccolta “selvaggia” delle vongole a fari spenti e con attrezzi da spogliazione, uscendone infine indisturbati. Il lucchetto della sbarra, spesso tranciato, è stato sostituito otto volte. I rapporti tra  capannisti e i pescatori regolari sono definiti ottimi da entrambe le parti. Insieme chiedono da anni al Comune di Ravenna un servizio di guardania. Le ostilità che, non certo al loro interno, possono essere maturate o addirittura esplose in connessione con questo stato di cose sono materia da lasciare all’indagine penale. – conclude Ancisi – Lista per Ravenna non cessa di ammonire che un patrimonio naturalistico così esteso e pregiato, unico al mondo, protetto da tutte le normative nazionali ed internazionali, non può essere “governato” dal banditismo, senza che l’amministrazione comunale proprietaria sollevi un dito. Quando i pescatori e i capannisti regolari, interessati a preservare e a valorizzare la valle, di cui sono i veri custodi, purtroppo inascoltati, fossero costretti alla resa, sulla pialassa Baiona potrà scriversi: “Vietato alla legge”.”

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