Il Presidente AP Rossi risponde ad Ancisi sui lavori di escavo nel Porto di Ravenna

Più informazioni su

Il 16 marzo scorso Alvaro Ancisi (LpRa) aveva inoltrato all’Autorità del Sistema Portuale di Ravenna, Daniele Rossi, il problema posto nel messaggio pervenuto da due cittadini con oggetto:“Escavo del canale portuale nella Darsena di città nei pressi della banchina dello stabilimento Fassa”. Vi si riferiva che “in contemporanea coi lavori di dragaggio del canale portuale del tratto compreso tra largo san Vitale ed il ponte mobile”, si è potuto assistere ad un “fenomeno di arrossamento ed intorbidimento di tutte le acque portuali, dalla Darsena di città ai moli foranei  di Porto Corsini e Marina di Ravenna, durato fino al 12 marzo 2020, giorno di partenza dal Porto di Ravenna della nave/draga Nicola Z. Questa aveva operato, nelle giornate precedenti, con dragaggi a benna presso la zona della banchina dello stabilimento Fassa e con movimentazioni a pieno carico, fino alle vicinanze del ponte mobile e alle banchine antistanti l’ormeggio dei Vigili del Fuoco e al Cimitero monumentale di Ravenna”. Ancisi aveva chiesto chiarimenti e il Presidente Rossi ha risposto per iscritto ad Ancisi, che invia la risposta alla stampa.

LA RISPOSTA DEL PRESIDENTE DELL’AUTORITÀ PORTUALE

“…i lavori di che trattasi, di cui la stampa locale ha dato diffusa informazione nei giorni scorsi, consistono nella riprofilatura tramite livellamento di alcune aree del porto canale, afferenti talune banchine portuali in concessione (in particolare: ex “dente” banchina TCR, banchina “Fassa compresa una porzione della canaletta di accesso, banchina cd. “Yara”, San Vitale – banchine 19-20, banchina cd. “Setramar”, banchina cd. “Docks cereali”) che avevano subito, a causa dell’interramento di alcune porzioni di fondale, una limitazione di pescaggio dei mezzi marittimi disposta dalla locale Capitaneria di Porto di Ravenna ai fini della Sicurezza della navigazione. In tal senso, per rimuovere tali limitazioni penalizzanti per le attività commerciali concessionarie delle banchine interessate, si è reputato doveroso ed urgente intervenire, condividendo tali scelte con la Capitaneria di Porto.

In particolare, il principale problema è rappresentato dalla presenza di avvallamenti e/o accumuli di sedimenti sottobanchina, causati prevalentemente dal moto delle eliche dei mezzi di transito, cui corrispondono di massima una o più zone affossate (erose); l’intervento comporta lo spostamento dei sedimenti in modo da ricreare, per quanto possibile, le condizioni dei fondali preesistenti.

Il lavoro viene effettuato tramite benna montata a bordo nave, avendo cura di spostare i sedimenti da una zona di accumulo (valutato tramite sensore di livello a bordo nave), ad una zona erosa o in spada, nelle immediate adiacenze dell’area di accumulo stessa. Per come sono strutturati, tali interventi sono minimali e possono provocare, al più, torbidità per il raggio di alcuni metri dall’area di azione della benna; pertanto, non sono causalmente collegabili fenomeni di altra natura – tipo il segnalato “arrossamento” – specialmente se verificatisi o diffusi nel raggio di chilometri dal punto dell’intervento.

Inoltre, sempre per come strutturato, l’intervento è escluso dall’applicazione del regime autorizzatorio…, il quale individua espressamente fra le operazioni esenti gli “spostamenti in ambito portuale” come “movimentazione dei sedimenti all’interno di strutture portuali per le attività di rimodellamento dei fondali al fine di garantire l’agibilità degli ormeggi, la sicurezza delle operazioni di accosto ovvero per il ripristino della navigabilità, con modalità che evitino una dispersione dei sedimenti al di fuori del sito di intervento”.

Inoltre, nel 2014 è stata svolta una campagna di analisi dei fondali del porto canale di Ravenna per oltre 1130 campioni, suddivisa in sette lotti operativi e differenziata in funzione delle possibili destinazioni dei materiali da estrarre. In questa occasione, sono state seguite le prescrizioni…

Successivamente da settembre 2019 a gennaio 2020 si è svolta una seconda campagna di analisi suddivisa in due zone, una prima parte, che comprende la canaletta di avvicinamento al porto fuori dighe e l’avamporto, con materiale potenzialmente da portare a ripascimento o immersione marina, e una seconda che comprende il tratto interno del Canale Candiano con materiale potenzialmente da portare a terra. In tale occasione, sulla base delle più recenti normative in materia…, si è scelta la maglia dei carotaggi e il profilo di indagine con un totale di oltre 1100 campioni.

Per le analisi sui materiali da destinare a mare ci si è avvalsi dei laboratori di ARPAE Ravenna mentre per quelli da indirizzare a terra si è fatto ricorso ad un laboratorio autorizzato, selezionato tramite gara d’appalto.

Infine, in merito al citato fenomeno di “arrossamento” ed intorbidimento delle acque portuali in Darsena di città e nei moli foranei di Porto Corsini e Marina di Ravenna non abbiamo ricevuto altre segnalazioni in merito né tantomeno conferma dai riscontri diretti che sono stati prontamente eseguiti dal personale della scrivente Autorità di Sistema Portuale; in ogni caso, si tratterebbe di fenomeno assolutamente slegato dai modesti ed estremamente distanti lavori di livellamento.  Si provvederà, comunque, a monitorare la situazione fornendo eventuali ulteriori aggiornamenti”.

“Prendo atto che i lavori sono stati compiuti per livellare alcune porzioni interrate di fondale in corrispondenza di talune banchine portuali, ai fini della sicurezza di navigazione dei mezzi marittimi diretti alle ditte concessionarie indicate. – commenta Ancisi – Prendo pure atto che il fenomeno di “arrossamento” ed intorbidimento delle acque portuali si ritiene “slegato dai modesti ed estremamente distinti lavori di livellamento”. Essendo tuttavia certo, da convergenti osservazioni oculari, che tale fenomeno si è verificato, anche se cessato il 12 marzo, posso solo osservare che “i riscontri diretti che sono stati prontamente eseguiti dal personale della scrivente Autorità di Sistema Portuale”, effettuati dopo l’arrivo della mia lettera datata 16 marzo, non potevano darne conferma. Ho dunque raccolto positivamente l’impegno dell’Autorità “a monitorare la situazione fornendo eventuali ulteriori aggiornamenti”. Mentre farò presente ai cittadini che dovessero riscontrare in futuro fenomeni analoghi l’opportunità di darne segnalazione immediata all’Autorità stessa, possibilmente avendo cura di fotografarli” conclude Ancisi.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da batti

    se si smuove il fondo del canale con tutte le porcherie che sono state sversate da anni 50 in su,già va bene se cè solo una macchia rossastra,ancisi si vede che a quei tempi non era ancora nato per combattere quei disastri