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Coronavirus. Sindaco Ranalli su ‘fase 2’: “Amministrazione pronta a ripensare il futuro di Lugo”

Il sindaco di Lugo, Davide Ranalli, ha rivolto una lettera aperta ai cittadini anticipando la probabile fine del ‘lockdown’ altresì definita come ‘fase 2’.

“Il 4 maggio è alle porte, fra qualche giorno, meno di dieci, le maglie di questo lungo lockdown si allenteranno”. Esordisce così Ranalli, precisando come sia opportuno non abbassare la guardia: “Tuttavia sarebbe un errore grossolano se pensassimo che l’emergenza Covid-19 sia terminata. Serviranno prudenza e pazienza perché ancora troppi, specie in alcune aree del Paese, sono i contagi e altrettanto elevate sono le persone ancora costrette all’assistenza ospedaliera intensiva o semi intensiva. C’è un Paese da rimettere in moto, ma, come tutti i motori che restano fermi per un po’, ci sarà bisogno di accortezza perché questo avvio non si trasformi nel ritorno all’incubo che abbiamo vissuto in questi mesi”.

Il sindaco di Lugo invita i cittadini a riflettere in particolar modo su loro stessi e sul futuro che li attende: “In questo tempo che ci separa da quella data cerchiamo di ripensare seriamente a noi, a cosa siamo stati, a cosa saremmo potuti diventare ma, soprattutto, pensiamo a come vorremo essere in futuro. A noi amministratori al tempo del Coronavirus sarà richiesto uno sforzo in più di elaborazione e di pensiero su come vorremmo immaginare e ripensare le città di domani. Un domani che abbracci il futuro e non si fermi al 5 maggio; per noi il domani deve tornare a essere un orizzonte lungo dieci o quindici anni”.

Il Pavaglione di Lugo

Possibile riprendere un cammino verso la ‘normalità’? Secondo il sindaco Ranalli, sì: “Ripensare le città significherà capire, per esempio, come trasformare gli spazi urbani, riflettendo non solo sulla loro funzione o vocazione, ma anche sulla modalità attraverso cui vivere questi spazi. Per fare questo, però, serve un surplus di fantasia e flessibilità. Non possiamo più appellarci alla parola semplificazione, termine con cui abbiamo riempito troppo spesso i documenti di programmazione. Oggi se vogliamo riprendere il cammino verso la normalità ciascun ente, ogni segmento della pubblica amministrazione, deve cedere un pezzo delle sue competenze in nome di un progetto più alto e condiviso. Costruiamo insieme un patto con le istituzioni, a cominciare dalla Soprintendenza, perché non c’è dicotomia tra opportunità e bellezza”.

Secondo il sindaco di Lugo ripartire dalla città sarà fattore chiave, basandosi sui valori che hanno rafforzato la comunità in questi anni: “Penso alla mia città, a Lugo. Mi vengono in mente tutti gli sforzi fatti in questi anni, tutti con un comune denominatore: la certezza che rendere più bella e viva la nostra città fosse il modo con cui costruire una nuova socialità, abbattere i muri e le diffidenze. Abbiamo organizzato festival all’interno del nostro Pavaglione riqualificato, riportato il cinema nel centro della città, abbiamo creato nuove opportunità perché la nostra città diventasse un punto di riferimento per tutti.

Oggi, questo nemico invisibile ci ha imposto invece di modificare il nostro dizionario, di cambiare le nostre parole d’ordine: state a casa. Quel dizionario e quelle parole dovranno piano piano sparire, dissolversi fra gli echi delle persone che recupereranno la fiducia e con essa lo spazio pubblico, ma ci dovrà essere reciprocità in questo. Non c’è spazio pubblico vivo senza fiducia e non si può abbattere la diffidenza senza poter fare incontrare una comunità in uno spazio pubblico.

Ripartiamo dunque dalla città, in questo periodo estivo diamo maggiori opportunità alle nostre attività che vorranno, non senza follia, utilizzare quegli spazi. Come ci insegna un grande filosofo del nostro tempo, Yves Citton, stiamo vivendo “l’epoca del panico virale” e toccherà alle migliori intelligenze ribaltare questa situazione e costruire la viralità della speranza”.

“Noi amministratori siamo pronti a fare la nostra parte – chiosa Ranalli, aggiungendo- lo abbiamo fatto nella gestione di questa emergenza sanitaria, ma anche sociale, e lo faremo di nuovo domani, quando saremo chiamati a ripensare al futuro dei nostri cittadini e delle nostre città”.