Oncologia chiusa, 7 medici e 17 operatori sanitari infettati. LpRa chiede indagine interna

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Come sappiamo nelle settimane scorse il reparto di Oncologia dell’Ospedale di Ravenna è stato un piccolo focolaio di infezione di Covid-19, con conseguente chiusura del reparto stesso (ora la situazione è stata sanata). Su quanto accaduto interviene a bocce ferme Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna che chiede un’indagine interna all’Ausl Romagna. “Il bacino infettivo di casi positivi al virus, trasmesso addirittura a 7 medici (tra l’oncologia e la collegata ematologia), 13 infermieri, 3 Operatori Socio Sanitari (OSS) e 1 fisioterapista impegnata nel reparto di degenza, contaminando anche numerosi ammalati degenti e loro familiari – scrive Ancisi in una nota – ha generato una situazione senza controllo, unica per gravità nel Santa Maria delle Croci e nell’intera AUSL Romagna, che ha provocato la scelta obbligata di chiudere l’intera Unità operativa di Oncologia. Ci sono state sottovalutazioni, incuria, carenze, omissioni, pecche, sui fronti della prevenzione sanitaria e della sicurezza sul lavoro, a danno dei degenti, dei visitatori e del personale? È stata adottata la procedura che abitualmente fa seguito ad un evento pernicioso per ricercarne le cause e adottare protocolli capaci di evitarne il ripetersi?” si chiede e chiede Ancisi.

“Ci aspettiamo che la direzione aziendale faccia luce su queste oscurità e adotti i conseguenti provvedimenti” conclude Ancisi.

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