Lista per Ravenna: aiutare persone in condizioni di povertà assoluta con stipendi dei politici nelle partecipate

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Lista per Ravenna ha lanciato una petizione online al sindaco, proponendo di sostenere le persone che soffrono in condizioni di povertà assoluta con gli stipendi dei politici nelle società partecipate. La petizione avrebbe raccolto finora 112 firme (pervenute, dice LpRa, all’indirizzo online del sindaco). Particolarità della proposta è questa: Lista per Ravenna pensa già alle prossime elezioni comunali e dunque chiederà di sottoscrivere questa sua posizione alle liste con cui si alleerà nella consultazione del 2021.

“L’iniziativa prende spunto dallo scalpore suscitato in Emilia-Romagna dalla notizia che Hera, società gigante dei servizi pubblici locali, “posseduta” dai 113 Comuni che ne compongono il patto di sindacato, di cui Ravenna è uno dei più importanti, elargisce al suo elevato numero di componenti del consiglio di amministrazione retribuzioni altissime, tra le maggiori in Italia, costantemente in aumento. – si legge in una nota di LpRa – La proposta si colloca però nel fenomeno generale delle società d’impresa partecipate dagli enti pubblici territoriali, i cui organi sociali sono in gran parte composti da nominati per via politica. A questi sono riconosciuti compensi spesso eccessivi, soprattutto se connessi non già a compiti operativi impegnativi, bensì a ruoli di rappresentanza. Qualora queste nomine riguardino persone non chiamate a svolgere attività professionali o tecniche, la cui fonte primaria di reddito deriva perciò da una propria attività di lavoro retribuita, e non essendo loro chiesto di dimostrare, attraverso una procedura concorsuale, competenze e capacità imprenditoriali rispetto ad altri possibili candidati si può dedurne che accettino l’incarico per rendere un servizio onorario alla collettività, non già per incassare un secondo “stipendio”. Le società partecipate dal Comune di Ravenna sono addirittura 20, alcune delle quali hanno generato o partecipano ad altre società.”

Che cosa propone la petizione? Secondo LpRa “a tutte le persone che il sindaco di Ravenna stesso nominerà, direttamente o indirettamente, con scelta discrezionale politica, nei consigli di amministrazione delle società partecipate dal proprio Comune, andando ad occupare posti di presidente, vice-presidente o consigliere di amministrazione non destinati a ruoli professionali operativi, egli richiederà, come condizione di nomina, che l’80% dei compensi loro spettanti, esclusi i rimborsi spesa, siano automaticamente versati nelle casse comunali. Il ricavato andrà ad implementare il fondo a bilancio per l’assistenza economica agli indigenti, intesi come cittadini che ricadano sotto l’indice della povertà assoluta.”

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Commenti

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  1. Scritto da batti

    politici e non..oserei dire…mi sembra eccessivo che abbiamo i dirigenti piu pagati del mondo,visto come vanno le cose mi sembra che siano troppo pagati

  2. Scritto da ludovico

    perchè non dona lui il suo gettone di presenza da consigliere comunale? Questa è proprio una proposta strampalata solo per far notizia. Bisognerebbe cercare di impegnarsi di più nella ridistribuzione dei finanziamenti già stanziati dal Comune, dalla regione e dal Governo e proporre soluzioni inattuabili e dall’impatto modesto col solo fine di essere visibili

  3. Scritto da Andrea

    Temo che la sua proposta non avrà buon seguito; quando si getta un sasso nello stagno si creano delle onde che arrivano a riva anche se flebili… ma quando si getta un sasso nella merda, il sasso sparisce subito.

  4. Scritto da Alvaro Ancisi

    Di strampalato (e peggio) c’è solo chi scrive commenti dandosi il nome di Ludovico per non farsi conoscere. La proposta è perfettamente fattibile e tecnicamente valida, peraltro già in uso in altre realtà societarie, applicabile ovviamente alle future nomine partorite dal sindaco. Altra cosa è che il sindaco non ne abbia la volontà politica, ma scade tra un anno e per noi è un impegno di programma. Circa poi la destinazione, col gettone di presenza da consigliere comunale non si ripagano neppure le spese di chi ci lavora al 90% da casa sua 365 giorni l’anno. E comunque tutti i miei gettoni di presenza non coprono il 10% di quello che impiego in beneficienza, disponibile a dimostrarlo a chiunque evitando di farmi bello. Quindi o mostra la faccia o si vergogni.