Lugo. Bravi ( Per La Buona Politica): Bene le riaperture. Ognuno fa la sua parte per prevenire seconde ondate

Roberta Bravi, capogruppo de Per La Buona Politica in Consiglio comunale a Lugo, interviene in merito alla fine del lock down, esortando a mantenere alti livelli di consapevolezza e obiettività. “I tre mesi di lockdown hanno messo a dura prova tutti i commercianti e gli esercenti del territorio, del centro storico e di tutto il resto del nostro comune, frazioni comprese. È in momenti come questi, in cui c’è bisogno di ricominciare senza lasciare indietro nessuno, che l’ente pubblico svolge una funzione chiave; un ruolo di coordinamento, direzione e, soprattutto, di assistenza a coloro che nel territorio devono lavorare e vivere. Quest’emergenza ci riporta infatti all’originario concetto di “bene pubblico” e “spazio pubblico” laddove, attraverso il contratto sociale che sta alla base della nascita della società odierna, il cittadino affida la gestione dei propri interessi a soggetti delegati” .

” Per evitare spiacevoli assembramenti come quelli che, purtroppo, si sono verificati (dettati soltanto da una grande voglia di ripartire, di tornare a socializzare e di riprendersi una pseudo-normalità più che meritata, tipiche del carattere socievole e gioioso di noi romagnoli), il decisore pubblico ora gioca un ruolo fondamentale” sottolinea la Bravi.

“Come già detto – prosegue – concedendo gratuitamente lo spazio pubblico necessario, i gestori dei locali possono allargare il distanziamento dei propri tavolini, mantenendo le misure dettate dai protocolli regionali per un corretto distanziamento sociale e, al contempo, senza dover ridurre il numero dei posti a sedere, già vantati prima dell’emergenza. Ciò vale per i locali e negozi del Pavaglione e del centro storico in generale, ma anche per tutti gli altri locali esistenti nel territorio comunale. Con un piccolo sforzo, si può andare incontro a tutti gli esercenti, garantendo comunque standard di sicurezza adeguati (sia per chi gestisce un’attività fissa, sia per gli ambulanti)”. Inoltre, sempre per evitare spiacevoli incomprensioni e conseguenti sanzioni (che oggi, a maggior ragione, chiunque mira a evitare), gli spazi pubblici concessi agli esercenti necessitano di essere delimitati e contrassegnati da apposita segnaletica, per un corretto distanziamento degli utenti. Tutti i negozi, bar, gelaterie e ristoranti di Lugo hanno apposto all’interno dei propri locali questi chiari segnali, qualcuno ha anche delimitato le panchine esterne al locale in modo da consentire la seduta a una sola persona per volta” .

“Personalmente, facciamo i nostri complimenti e un grande plauso a tutti gli esercenti e negozianti di Lugo che, molto scrupolosamente, hanno ridisegnato i loro locali per consentire una convinta ripresa in totale sicurezza – prosegue la capogruppo -. A oggi, purtroppo, gli esercenti non hanno la possibilità di pagare una persona in più per controllare e riprendere eventuali avventori che non rispettino le regole sul distanziamento, così come non possono monitorare continuamente se chi si siede o parla a distanza ravvicinata fuori dal proprio locale sono membri dello stesso nucleo familiare o meno”.

“La situazione è delicata ed è sotto gli occhi di tutti – conclude la Bravi -. Se vogliamo evitare seconde ondate, nuove restrizioni e ulteriori danni sanitari ed economici, dobbiamo lavorare tutti sinergicamente. Ognuno fa la sua, a noi ora spetta il compito di agevolare gli esercenti fornendo: libero spazio disponibile; chiare indicazioni sul posizionamento dei tavoli e delle sedute sul suolo pubblico e personale qualificato che monitori ed evidenzi eventuali comportamenti scorretti”.

Commenti

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  1. Scritto da batti

    ho avuto la sensazione che da una parte della cittadinanza capito il LIBERI TUTTI,una parte dico,subito avrei creduto che un martellante informazione fosse sufficiente,ma questo è fattibile se tutti sono determinati in tal senso.ascoltando esponenti politici di alto grado e anche locali di destra ma non solo a inneggiare al TUTTO FINITO SI PARTE fate quello che vi pare.ha avuto il sospetto che mirano al disordine sociale,spero di sbagliarmi,paragonare il lock down alla perdita delle libertà democratica,e i volontari con queste premesse li vedo in pericolo e non adatti a situazione cosi critica,preferirei uomini in divisa e preparati al confronto con facinorosi