Ravenna, Samantha Tardi (CambieRà): l’opposizione “litiga come all’Asilo Mariuccia” e il Sindaco stavolta “vince in carrozza”

Più informazioni su

Samantha Tardi è arrivata con l’irruenza di una meteora nella politica ravennate nel 2016, con la lista civica CambieRà che candidò Sindaca Michela Guerra, dopo la brutta pagina vissuta dal M5S che si divise, presentò due liste contrapposte e si fece bocciare la presenza in lizza da Grillo e Casaleggio. CambieRà raccolse oltre 9 mila voti e quasi il 13% dei consensi ed elesse tre consiglieri. Dopo poco tempo perse per strada la stessa Michela Guerra scomparsa dai radar della politica. Al suo posto accanto a Samantha Tardi e Marco Maiolini fu eletto Emanuele Panizza. Non molto tempo dopo il gruppo CambieRà si spaccò: Maiolini e Panizza ancora vicini al M5S formarono il Gruppo Misto, Tardi sempre più lontana dal M5S restò fedele al mandato civico ma rimase sola a rappresentare CambieRà a Palazzo Merlato. E tutto si fece per lei più difficile. Con il tempo ha anche smussato la sua irruenza iniziale, fino all’ultima fase vissuta sempre meno in prima linea, anzi quasi defilata, un po’ per stanchezza, un po’ per delusione, dice lei. Mentre sta ancora pensando che fare per le prossime elezioni amministrative, azzarda un pronostico: de Pascale vincerà in carrozza, senza bisogno del ballottaggio. E lei di solito ci prende, come sanno i bene informati.

L’INTERVISTA

Samantha Tardi, fra un anno a Ravenna si vota. Lei che cosa farà con CambieRà?

“In questo momento sto guardando quello che si sta muovendo intorno a me e sto valutando se proseguire nella mia esperienza politica oppure fermarmi qui. Per proseguire, è chiaro che devo comunque stare in un progetto che mi convince, coerente con i miei valori, con i miei obiettivi e con il mio impegno civico.”

Quindi, se lei continua, si impegnerà sempre e solo all’interno di un’esperienza civica?

“Sì. Io non mi sento rappresentata da nessuna forza politica nazionale e non ho partito. Il mio impegno è stato civico 4 anni fa e lo sarà anche in futuro se deciderò di proseguire. Per un progetto di città, per certe idee, per programmi da portare avanti.”

L’esperienza di CambieRà nata dalle ceneri della Lista M5S che non ottenne la certificazione dal movimento è conclusa o anche questo ragionamento è ancora aperto e fa parte della riflessione?

“Anche questo è oggetto di valutazione. Sebbene sia chiaro, prima di tutto a me, che è molto difficile correre da soli. Ci vuole una forza organizzativa e servono delle risorse che oggi non ci sono. Vediamo se altri si vogliono impegnare al mio fianco. È chiaro che la forza che c’era dietro CambieRà nel 2016 oggi non c’è più. Ne sono consapevole. Ma se uno crede nell’impegno civico ha il dovere di provarci, di andare avanti. Poi naturalmente deve fare i conti con la realtà e con la fattibilità della presentazione di una lista. Sono tutte valutazioni che sto ancora facendo.”

In questi 4 anni si è avvicinata o allontanata dalla maggioranza di governo della città?

“Continuo a muovere a chi governa la città le stesse critiche di prima. In linea generale, li considero molto arroganti e presuntuosi, hanno l’dea di poter fare il bello e il cattivo tempo a Ravenna e quindi delle proposte degli altri si interessano assai poco. Però, con l’esperienza, mi sono anche resa conto che in campo amministrativo, nel governo di una città, i margini di manovra per cambiare le scelte spesso sono davvero risicati. Non ci sono tutte queste alternative per fare le cose, da fuori sembra tutto più facile: si fa questo invece di quello. Da dentro, è molto più complicato. Soprattutto per via delle compatibilità economiche. Adesso sono più propensa a trovare una via di mezzo per raggiungere un risultato, per costruire qualcosa di buono per la città.”

Per fare una battuta, potremmo dire che una certa saggezza è arrivata… Tardi.

“(ride, ndr) Questi 4 anni mi hanno molto cambiata, mi hanno messa nelle condizioni di confrontarmi di più e più spesso con chi non la pensa come me e di trovare certe strade per portare a casa un risultato. Magari non quello che desideravo io al 100% ma comunque un buon risultato per la città.”

È l’arte del compromesso e non è il diavolo, anche se nelle premesse dell’inizio il vostro essere così duri e puri…

“Se ci troviamo a metà strada per il bene comune, a me sta bene. Se ci troviamo a metà strada per un tornaconto personale, mi fa schifo. Da questo punto di vista non sono cambiata. Del resto sono sempre stata una grillina anomala.”

La diaspora rispetto al M5S è definitiva nel suo caso?

“Me ne andai in tempi non sospetti. Già prima del voto del 2018. Ma la delusione più grossa fu quando i vertici non ci concessero l’uso del simbolo. Ci dissero di no senza spiegarci il perché. Ancora oggi non lo sappiamo. Parlavano di trasparenza e coerenza e poi facevano altro.”

Negli ultimi mesi lei si è un po’ defilata anche rispetto alla polemica politica nel ruolo di consigliere comunale, prima era più presente e combattiva. Come mai?

“È subentrata la stanchezza, perché fare tutto da sola in Consiglio comunale non è facile. Poi anche una certa delusione, perché anche quando fai, magari non riesci a incidere perché le tue idee non vengono prese in considerazione. E poi a me non va solo di criticare e attaccare senza avere qualcosa di alternativo e di costruttivo da proporre.”

Ci parli dell’opposizione. Con chi ha legato? A chi si è avvicinata?

“Be’, l’amicizia con Alberto Ancarani è risaputa. Ma sono uscita a cena anche con altri colleghi sia di maggioranza sia di opposizione (ride, ndr).”

Anche con l’Assessore Costantini?

“No. Con lui no. Ma distinguo il giudizio politico dal discorso umano. Non ho niente di personale contro l’Assessore Costantini.”

Ma sul piano politico, con chi ha lavorato e collaborato di più all’opposizione?

“Un po’ con tutti. Forse il gruppo con cui ho avuto meno rapporti è quello della Lega. E poi un discorso a parte vale per Alvaro Ancisi che ha modalità di lavoro tutte sue.”

Lei farebbe parte di un eventuale rassemblement di opposizione moderata o di centrodestra, che si presenta unito per sbarrare la strada alla vittoria del centrosinistra?

“Se ci fosse un progetto civico serio dietro, mi potrebbe anche interessare. Ma ci dovrebbe essere un candidato Sindaco civico, con forze davvero civiche e con i partiti che danno una mano, non come nel 2016 quando erano i partiti a dare le carte.”

Qualcuno dice che ci sono già state riunioni per fare qualcosa del genere. Le risulta?

“Non ne ho avuto notizia. Se ci sono stati incontri, io non sono stata invitata. Ma non credo, vedendo come vanno le cose, che ci sia ancora stato qualcosa del genere che riguardi tutto l’arco di forze che va da Lega a Fratelli d’Italia, da Forza Italia ad Ancisi alla Pigna. In ogni caso io non ho partecipato a una cosa del genere.”

Perché, come stanno le cose nel centrodestra da come le vede lei? Ci sono i presupposti per l’unione delle forze?

“Per come la vedo io, no. I rapporti sono tesi per tutta una serie di ragioni. Ci sono veti. Ci sono troppi scontri, troppe gomitate per trovare un posto da primadonna, per cercare la primazia, per arrivare a mettersi la medaglietta prima degli altri. Molte cose si potrebbero portare avanti come opposizione unita, invece spesso qualcuno preferisce rubare l’idea all’altro per primeggiare invece di lavorare insieme. Così non si fa altro che litigare come all’Asilo Mariuccia.”

E se le proponessero un impegno civico con il centrosinistra cosa farebbe?

“Direi la stessa cosa che ho detto per il centrodestra. Se ci fosse un impegno civico serio potrebbe interessarmi come elettrice e come donna impegnata in politica. Del resto sul piano delle idee e dei contenuti io mi senso più vicina al centrosinistra che al centrodestra. Ma deve essere un qualcosa di veramente civico, non una serie di liste pseudo civiche promosse dal Sindaco con i riciclati o gli amici.”

Secondo lei nel 2021 come finirà?

“Per come sono messe le cose adesso, penso che il Sindaco attuale vincerà in carrozza, senza bisogno del ballottaggio.”

Tenuto conto che lei spesso ci azzecca potremmo giocare il pronostico. Peccato siano in tanti a fare lo stesso pronostico e quindi le sue doti di preveggenza questa volta non le frutterebbero molto.

“(ride, ndr) In effetti, è un pronostico che sembra fin troppo facile.”

Più informazioni su