Ravenna, Alberto Ancarani (FI): basta veti nel centrodestra se no vince de Pascale e la Lega mostri capacità di guidare e unire

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Alberto Ancarani resta fedele a se stesso. Parla forbito, con eloquenza da avvocato, segue i suoi ragionamenti a volte complessi ma in fin dei conti leggibili e coerenti. Non risparmia stilettate ai suoi alleati (“basta veti incrociati fra voi se no ha già vinto de Pascale”) e soprattutto dà la sveglia alla Lega: in questi 4 anni non lo ha fatto pur essendo il partito più grande del centrodestra, adesso è tempo che il Carroccio si dia una mossa per esercitare la sua leadership, per federare le forze e trovare un buon candidato da contrapporre al Sindaco Pd. Altrimenti non ci sarà partita. Lui la partita la giocherà come sempre in Forza Italia, ma non sarà più candidato per il Consiglio comunale. Dopo tre candidature per dignità non replico me stesso, dice. Sul candidato Sindaco invece non ha dubbi: Ravenna non è una città di centrodestra e per vincere serve un civico, alla Alberghini.

L’INTERVISTA

Alberto Ancarani, che cosa sta succedendo nel centrodestra in vista delle elezioni amministrative del 2021 a Ravenna, oramai vicine?

“Posso tentare umilmente solo di esprimere la mia opinione. Non sono in grado di spiegare più di altri. Prima di tutto, è evidente che ci sono legittime aspirazioni da parte di alcuni soggetti politici che sono particolarmente forti a livello nazionale.”

Si riferisce alla Lega?

“Sì. Però queste legittime aspirazioni non so quanto tengano conto di un fatto di pura matematica, che vorrei fare presente a tutti. Il fatto è questo. Le elezioni amministrative di Ravenna che si terranno fra meno di un anno non vedranno plausibilmente un risultato brillante dei grillini o di una lista di derivazione grillina come fu quella di CambieRà nel 2016, fuori dai 2 schieramenti principali. Credo che il consenso si attesterà molto al di sotto del 15%, anche se il M5S riuscirà a presentare la sua lista: non so che cosa il movimento grillino abbia intenzione di fare questa volta. Addirittura il M5S potrebbe anche essere alleato di de Pascale, perché questo dibattito esiste a livello nazionale. Anche la forza a sinistra della coalizione di de Pascale è plausibile che sia molto meno forte del 2016, quando ottenne il 6%, perché una buona parte di quell’area di sinistra è rientrata poi nei ranghi dell’alleanza di de Pascale. Se l’ottimo Massimo Manzoli – che stimo molto personalmente ma da cui mi divide la politica – domani si presentasse con Ravenna in Comune prenderebbe assai meno della Sutter.”

Con questo dotto excursus sui destini elettorali di alcune forze in campo, dove ci vuole portare?

“L’excursus serve a dire che, al di là dei legittimi sgomitamenti di alcuni amici del centrodestra, oggi i fatti ci dicono che la probabilità più alta – che a me dispiace – è che de Pascale vinca al primo turno. Allora, in questo senso, tutti gli amici del centrodestra dovrebbero smettere di porsi veti incrociati a vicenda e iniziare a lavorare di comune accordo. Prima lo fanno e meglio è, perché quel rischio di cui parlavo prima è altissimo e può diventare realtà. Tutte le disquisizioni ideologiche a me interessano fino a un certo punto, per esempio il tema sovranismo sì, sovranismo no. Io sto nel centrodestra anche se comandano i sovranisti, non starò da un’altra parte. Il tema vero da decidere fra noi è se vogliamo battere de Pascale oppure se invece vogliamo fare ammuina, come qualcuno potrebbe legittimamente voler fare.”

In ogni caso, lei ha già detto che non si ricandida per il Consiglio comunale. Lo conferma?

“Ho detto che non intendo essere candidato in una lista per il ruolo di consigliere comunale. C’è anche una questione di dignità personale, sono stato candidato alle comunali tre volte, due volte alle regionali, credo sia assolutamente sensato non replicare se stessi.”

Comunque resta in Forza Italia.

“Sì e non lascio la politica. Resto disponibile. Forza Italia a Ravenna è inevitabilmente responsabilità mia, in accordo con il coordinatore provinciale Fantinelli. Quindi, in questo senso, sono totalmente in campo. E qualunque cosa il mio partito nazionale mi chieda di fare a Ravenna io la farò: naturalmente ho detto al mio partito che questa volta non deve aspettarsi che io mi ricandidi.”

Quando lei parla di una coalizione di forze per cercare di contrastare de Pascale, parla di una coalizione larga che vada dai partiti – Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia – a forze civiche come Lista per Ravenna di Ancisi e anche La Pigna?

“Certo.”

Insieme?

“Assolutamente.”

Come la mettiamo con il fatto che La Pigna ha già detto di no ad Ancisi e che Ancisi non starà sicuramente nella stessa coalizione dove c’è anche La Pigna, che lo ha preso a pesci in faccia per 4 anni?

“Devono terminare i veti incrociati. L’ho detto in premessa.”

Lei pensa ci siano davvero le condizioni per far cadere questi veti? 

“In politica le condizioni quando non ci sono si creano. I casi qui sono due. Se vogliamo dare una possibilità ai ravennati che vogliono mandare il Pd all’opposizione, allora non si può che partire da una coalizione unitaria. Altrimenti, se quell’excursus fatto all’inizio, lo ha già fatto anche qualcun altro arrivando alla conclusione che la sconfitta è inevitabile, allora anziché lavorare per vincere si può decidere di lavorare per esistere nel migliore dei modi. Per testimoniare la propria esistenza. Per quanto mi riguarda, io sono consapevole che oggi la spinta propulsiva di Forza Italia è minore di qualche anno fa e quindi non mi metto a dettare le condizioni agli altri. Però non vivo sulla luna e quindi rivolgo a tutti l’invito a superare i veti. Ma l’invito più importante lo rivolgo al partito che in questi 4 anni di opposizione doveva esercitare la sua leadership e non l’ha fatto.”

L’invito ha un destinatario che si chiama Lega per caso?

“Esattamente.”

Una forza che però a Ravenna appare spesso divisa.

“Questo lo sta dicendo lei.”

È sotto gli occhi di tutti.

“Io dico che la Lega in questi anni non ha esercitato quel ruolo di guida e di leadership che spetta per antonomasia al più importante partito di una coalizione in termini elettorali. Quali siano i motivi non saprei, non so se ci sono i dissidi interni, non sto né con gli uni né con gli altri, dico che oggettivamente c’è questa responsabilità di guida dell’opposizione che non è stata esercitata da chi avrebbe dovuto farlo. I federatori del centrodestra a Ravenna in questa situazione non possono essere che quelli della Lega. Ma temo che dopo 4 anni così anche la loro credibilità e capacità di federare sia più difficile da conquistare. E lo dico con dispiacere.”

L’esperienza non brillante delle regionali ha influito?

“Qui il tema è proprio la capacità locale di rapportarsi con alleati e potenziali alleati. Io non ne faccio neanche una questione di linea politica, del tipo se fosse stato opportuno o meno andare a suonare quel campanello. Né sto facendo un problema di candidato smaccatamente leghista o con un profilo più civico. Io sto dicendo che la Lega deve chiamare ai tavoli le persone e tentare di avviare delle trattative, cosa che non ha fatto nemmeno a livello di coordinamento dell’opposizione in questi 4 anni. Ripeto, lo dico con dispiacere e con tutta l’amicizia che nutro per gli amici leghisti.”

Ci sono stati degli incontri larghi per avviare questa alleanza, come qualcuno dice di avere fatto, oppure no?

“Si sono svolti solo degli incontri bilaterali chiesti – e solo in parte ottenuti – da parte di chi sgomita.”

Malgrado le premesse da lei fatte, politicamente ineccepibili, se continuassero a persistere i veti come è molto probabile, lei preferisce allearsi con Ancisi o con la Pigna?

“Come è noto, io ho rapporti più buoni con Alvaro Ancisi che con La Pigna. Ma io andrei dove va la mia coalizione nazionale. Se indico uno dei due alleati e questo non è poi alleato anche con Lega e Fratelli d’Italia allora non è la collocazione giusta per Forza Italia. Per me, prima viene la coalizione fra i partiti del centrodestra.”

Il candidato Sindaco del centrodestra sarà o dovrebbe essere un civico come nel 2016? Forza Italia lascerà la scelta alla Lega?

“Seguendo il mio schema, la Lega deve assumersi la responsabilità di federare la coalizione più ampia e, proprio perché l’obiettivo è questo, ritengo che la scelta migliore sia quella che punta su un candidato dal profilo civico. Detta come va detta, un Alberghini 2. Oppure uno Zattini di Ravenna, anche se Zattini era civico fino a un certo punto visto che ha fatto per due volte il Sindaco a Meldola prima di arrivare a Forlì. Ravenna non è e non è mai diventata una città di centrodestra, quindi una candidatura smaccatamente politica non è detto sia la migliore.”

Alberghini 2 che non è Alberghini, ma qualcuno con lo stesso profilo. È così?

“Io credo che lo stesso Alberghini non vorrebbe più farlo. Alberghini, peraltro, che ringrazio per essere rimasto al suo posto in Consiglio comunale, perché con tutti i candidati Sindaci sconfitti che si sono dimessi, lui è l’unico che ha avuto la dignità di onorare il suo mandato di consigliere di opposizione fino in fondo. Gliene va dato atto ed è una nota di merito.”

Alberto Ancarani e Massimiliano Alberghini

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Commenti

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  1. Scritto da jack

    ….e quindi anche questa volta tutto dipende da Ancisi. Il nuovo che avanza inesorabilmente ( verso l’ennesima sconfitta) !