Celebrazioni dantesche. Ancarani (Fi): “La montagna ha partorito il topolino”

“Anche chi fa parte dell’opposizione non può non tifare per il bene della città e dunque eravamo sinceramente fiduciosi che dopo la clamorosa beffa degli Uffizi che si accordano con Forlì e non con Ravenna per la più importante mostra sul settecentenario di Dante, la nostra amministrazione avrebbe estratto dal cilindro qualcosa di enormemente superiore e che tenesse la città viva e carica di attrattiva per l’intero periodo celebrativo, cioè dal settembre 2020 al settembre 2021” commenta Alberto Ancarani (Capogruppo Forza Italia).

“Purtroppo il disvelamento del programma per il settecentenario, al di là della buona volontà di pochi in alcuni casi particolarmente aiutata da soldi pubblici, non ha modificato di una virgola la sensazione di occasione mancata e di gravi lacune non solo amministrative ma politiche da parte di una giunta che non ha certo scoperto ieri che il 2021 fosse alle porte, ma che ancora oggi ha la faccia tosta di dire che altri eventi “arriveranno”, dimostrando un’assenza di lungimiranza imbarazzante. L’aria che ancora una volta si respira è quella di un’autoreferenzialità provinciale nella quale il problema di chi governa il territorio e la cultura di una città con la nostra storia è più quello di difendere un orticello poco arioso che di operare per dargli nuova linfa. A testimoniarlo non è solo il ritardo negli annunci degli eventi o la qualità degli stessi, ma anche il loro tasso di innovazione che appare tutt’altro che elevato” avanza.

“Molte delle iniziative inserite appaiono infatti come già esistenti, ma frettolosamente dotate di cipria e fondotinta con l’aggiunta posticcia del logo del settecentenario dantesco. La percezione, in particolare rispetto a Forlì, è che sembri più importante dire che la nostra è “cultura vera” perché è quella un po’ snob “de sinistra” al caviale mentre quella che fanno a Forlì con le mostre sold out è cultura troppo pop finalizzata a staccare biglietti e dunque, cultura di serie B.
Che questa teoria arrivi ad essere tenuta in piedi persino per un evento che avrebbe potuto dare uno slancio clamoroso alla nostra città, ma che sarà invece, purtroppo, un buco nell’acqua se non per qualche sporadico evento che verrà pompato per nascondere la vacuità di ciò che residua, è una delle colpe più gravi per le quali questo Sindaco, questo Assessore, e questo Dirigente meritano di essere puniti. Persino da quegli elettori tradizionalmente inclini a dar loro fiducia” conclude Ancarani.

Commenti

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  1. Scritto da jack

    Vorrei ricordare a quei pochi che non ne fossero a conoscenza che il museo di San Domenico di Forlì ha come Presidente del comitato scientifico un certo Antonio Paolucci, ex Ministro dei beni culturali, ex presidente per il Polo Museale Fiorentino, Direttore dei Musei Vaticani e altri mille prestigiosi incarichi e noi a Ravenna abbiamo l’accoppiata Signorino-Tarantino che fa il bello e cattivo tempo senza neanche preoccuparsi di confrontarsi con qualcuno…Ma forse essendo Paolucci persona anziana nata a Rimini crede ancora di essere sotto la provincia di Forlì a di conseguenza….

  2. Scritto da leo

    siamo una città dove cultura fa paura – con la scusa dei tanti siti unesco ma non basta- non capire che di dante se ne poteva fare un opportunità forse perchè viviamo di rendita abbiamo tanti edifici industriali dismessi-usiamoli -che bello distribuire dante ed i suoi contemporanei con letture- proiezioni- visite -in un percorso articolato- pubblicità per qualcosa di concreto che non credo arriverà mai
    in germania la conversione della zona industriale del carbone dove i vecchi edifici
    sono diventati musei librerie ristoranti centri musicali hanno creato una occupazione
    addirittura superiore – verde piste ciclabili piscine- parchi –